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La prima ministra estone Kaja Kallas e il presidente della Confederazione Ignazio Cassis si sono incontrati oggi a Palazzo Civico
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06.08.2022 - 14:54
Aggiornamento: 07.08.2022 - 16:39
a cura di Red.Web

Cassis incontra a Bellinzona la prima ministra estone

Durante i colloqui si è parlato di relazioni bilaterali e guerra in Ucraina, come pure dell’utilizzo delle nuove tecnologie nella politica estera.

È stata Bellinzona la cornice dell’incontro tra il presidente della Confederazione Ignazio Cassis e la prima ministra estone Kaja Kallas. I colloqui di oggi a Palazzo Civico si sono incentrati principalmente sulle relazioni bilaterali e la guerra in Ucraina, oltre che sulla politica europea. Si è inoltre discusso dell’utilizzo delle nuove tecnologie nella politica estera.

Cassis e Kallas hanno elogiato le buone relazioni bilaterali, sottolineando la volontà di svilupparle e rafforzarle ulteriormente.

Digitalizzazione: ampliare la collaborazione

Hanno inoltre affrontato il tema della cooperazione nell’ambito della digitalizzazione e parlato della Strategia di politica estera 2020–2023 della Svizzera, che pone l’accento sull’utilizzo delle nuove tecnologie in politica estera. L’Estonia è un Paese estremamente all’avanguardia in fatto di digitalizzazione: il Paese ha infatti digitalizzato il 99 per cento dei propri servizi pubblici. Dal canto suo, la Svizzera vanta una grande esperienza nelle nuove tecnologie. Il presidente Cassis e la premier Kallas sono stati unanimi nel ritenere che la proficua cooperazione tra i due Paesi nel campo della digitalizzazione dovrebbe essere ampliata ulteriormente.

Cassis e Kallas condannano fermamente l’aggressione russa contro l’Ucraina

Un altro tema centrale è stato quello della guerra in Ucraina. L’Estonia e la Svizzera condannano fermamente l’aggressione russa in Ucraina e chiedono il ritiro immediato delle truppe russe. Il presidente della Confederazione Cassis ha sottolineato la grande preoccupazione della Svizzera per i presunti crimini di guerra: «La Svizzera condanna qualsiasi violazione del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. Indagini indipendenti devono far luce sui crimini di guerra e sui crimini contro l’umanità, che devono essere perseguiti penalmente. E ciò a prescindere da chi li ha commessi». Il presidente della Confederazione ha inoltre spiegato come la Svizzera stia contribuendo al superamento della crisi inviando aiuti umanitari in loco, accogliendo le profughe e i profughi ucraini mediante procedure agevolate e adottando le sanzioni dell’UE contro la Russia e la Bielorussia.

Ha inoltre aggiunto che, dopo il via libera alla ricostruzione coordinata promossa dalla Svizzera in occasione dell’URC2022 tenutasi a inizio luglio a Lugano, è importante che il processo di ricostruzione del Paese avvenga sulla base dei principi della Dichiarazione di Lugano.

La Svizzera sostiene l’Estonia con 26 milioni di franchi

Il presidente della Confederazione Cassis e la prima ministra Kallas hanno discusso anche della politica europea della Svizzera. Ignazio Cassis ha sottolineato che la Svizzera e l’Unione europea condividono valori e obiettivi e che la Svizzera intende pertanto stabilizzare e sviluppare la via bilaterale con l’Ue. Nell’ambito del secondo contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell’Ue il nostro Paese ha previsto di stanziare 26 milioni di franchi per l’Estonia. Ciò offre ai due Paesi l’opportunità di collaborare nei settori dell’integrazione e della biodiversità. Il secondo contributo svizzero dimostra l’impegno del nostro Paese a favore della stabilità, della sicurezza e della prosperità in Europa.

La visita della prima ministra estone in Svizzera avviene un anno dopo quella del presidente della Confederazione Cassis a Tallinn, la capitale estone. Un anno fa, infatti, Cassis si era recato nei Paesi baltici per commemorare un doppio anniversario: i 100 anni dal riconoscimento della loro indipendenza e i 30 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche dopo il crollo dell’Unione sovietica. La Svizzera ha garantito all’Estonia sostegno finanziario nei suoi primi anni di indipendenza.

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