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Il perché è nella testa dei conducenti
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06.08.2022 - 05:30

Gottardo, code uguali ma al portale sud si sta fermi più a lungo

Ustra ha tentato di spiegare il fenomeno senza riuscirci. Un’ipotesi: chi si reca in vacanza tende a guidare più velocemente, anche in colonna

Arriva un altro weekend di esodo e contro-esodo. E quindi, ancora una volta, maledette code al Gottardo! Volenti o nolenti i turisti ci han fatto il callo, un po’ meno i ticinesi che ci finiscono dentro in pieno, forse perché obbligati dalla necessità di varcare le Alpi proprio quel giorno, o perché poco propensi a verificare lo stato della circolazione stradale via radio e sui portali. Informazione che nella maggior parte dei casi presenta un’anomalia nei tempi d’attesa, con differenze ai due portali sud e nord a parità di lunghezza della colonna. Quasi sempre nel tratto autostradale leventinese in avvicinamento ad Airolo bisogna infatti armarsi di più pazienza perché per ogni chilometro di coda i minuti variano da circa 12 fino a punte di 15, in questo ultimo caso specialmente quando la colonna supera i 10 chilometri; per contro i conducenti diretti verso sud, avvicinandosi a Göschenen trovano tempi d’attesa sempre di 10 minuti al chilometro, indistintamente dalla lunghezza del biscione di lamiere e dalla presenza o meno di cantieri. Più la coda è lunga più bisogna armarsi di pazienza a sud, un po’ meno nelle rampe nord. Questione di lana caprina, si potrebbe obiettare, perché una mezz’ora in più o in meno non cambia la vita, sempre che non vi siano di mezzo questioni impellenti. Un’anomalia che ha però indotto l’Ufficio federale delle strade (Ustra) a cercare spiegazioni di carattere tecnico, scientifico e comportamentale utili a comprendere – passateci il termine – il fenomeno.

Differenze nella pendenza e nella disposizione delle entrate-uscite

"Lungo tutto l’asse autostradale svizzero sono installati dei punti di misurazione che indicano il flusso veicolare", premette Tosca Marci del Servizio informazione e comunicazione di Ustra rispondendo alle nostre domande. Questo metodo "permette di determinare in maniera relativamente affidabile le perdite di tempo durante il viaggio. Il valore medio è di 10-12 minuti per ogni chilometro di colonna". Tuttavia, e qui sta il punto, "da tempo è stato effettivamente appurato che al sud del San Gottardo i tempi d’attesa per chilometro sono in realtà un po’ più lunghi rispetto al nord. Nel 2017 insieme alla Polizia cantonale ticinese e urana abbiamo voluto approfondire la questione, senza però giungere a una chiara conclusione: entrambi i versanti vengono infatti trattati/misurati allo stesso modo". Si entra quindi nel campo delle ipotesi: "Vi è probabilmente – spiega Tosca Marci – un insieme di più motivi che porta a questo risultato. Tra gli altri anche quello comportamentale, in quanto sembrerebbe che i vacanzieri tendano a guidare in modo diverso durante il viaggio di ritorno (più lentamente) rispetto all’andata (più veloce)". Quanto al fatto che le cause sarebbero più d’una, la nostra interlocutrice non si sbilancia e si limita a parlare di "mere ipotesi". In particolare "riteniamo che il già citato stile di guida all’andata e al ritorno giochi una parte predominante. Altri motivi potrebbero essere la diversa pendenza del tratto autostradale o la disposizione delle entrate-uscite ai due portali, ma come detto sono tutte supposizioni. Purtroppo non ci è possibile essere più esaustivi". Per quanto riguarda invece la lunghezza della colonna, "questa è determinata dal controllo visivo e dal rilevamento da parte di telecamere". I tempi d’attesa "vengono calcolati secondo i punti di misurazione installati lungo l’autostrada e comunicati sempre nella stessa forma uguale per tutti i destinatari".

Dosaggio identico

A contenere i tempi d’attesa potrebbe dunque essere il desiderio di raggiungere quanto prima l’agognata destinazione dove trascorrere le ferie, come pure la differente pendenza dei due tratti autostradali, laddove un maggior dislivello può indurre chi si mette al volante a cercare di superarlo il più velocemente possibile. In effetti nei 21 chilometri che separano Erstfeld dal portale nord di Göschenen situato a quota 1’080 il dislivello è di 620 metri; per contro nei 19 chilometri autostradali fra lo svincolo di Faido e il portale sud di Airolo posto a quota 1’146 il dislivello è di 468 metri. Una differenza di 150 metri cui si aggiunge anche una diversa conformazione dell’autostrada, con curve più strette a nord e più ‘rilassanti’ a sud. Non fanno stato invece i semafori di dosaggio, che sono identici ed entrano in funzione ai due portali quando i veicoli sulla carreggiata in avvicinamento superano quota mille; altri semafori di dosaggio sono presenti all’imbocco di talune gallerie di avvicinamento (per esempio quella della Biaschina) quando le rispettive colonne superano i 6 chilometri.

‘Euforia che non lascia spazio alla razionalità’

A questo punto non sembra azzardato ricercare una spiegazione plausibile nei differenti atteggiamenti al volante. Gli stessi psicologi del traffico concordano sul fatto che il conducente diretto verso le località di villeggiatura tenda ad allentare la tensione sentendosi già in vacanza. «Una gioia incontrollabile che può tradursi in un’euforia che non lascia spazio alla razionalità», ha più volte sottolineato interpellato da vari media Giovan Battista Tiengo, membro della task force europea che riunisce gli psicologi del traffico: «Un altro nemico da combattere – aggiungeva – è quel senso di onnipotenza che rende chi è al volante troppo sicuro di sé e cieco di fronte al pericolo». Anche quando si avanza a passo d’uomo.

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