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20.06.2022 - 05:30
Aggiornamento: 17:57

Percorso per cani a Bellinzona: bene ma non benissimo

Un’utente segnala alla redazione alcuni problemi legati all’erba troppo alta e alla convivenza con chi fa picnic

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laRegione
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Gestire meglio l’area di 25mila metri quadrati che nell’autunno 2017 è stata dedicata dalla Città di Bellinzona ai cani in un tratto della golena sommergibile. Lo chiede una frequentatrice segnalando alla redazione – dopo essersi rivolta l’anno scorso ai servizi comunali – una serie di punti critici. Dotato di apposita segnaletica e cestini per gli escrementi, il ‘Percorso per cani non al guinzaglio’ si estende sulla sponda sinistra del fiume Ticino per 900 metri circa a partire dal camping di Molinazzo (incluso) fino quasi alla passerella ciclopedonale rossa di Pratocarasso. La sua larghezza è inferiore a quella di altri tratti golenali, ma sufficiente per far passeggiare, scorrazzare e giocare Fido, insieme ad altri consimili, senza appunto l’assillo del guinzaglio. «Sempre che – evidenzia la nostra interlocutrice – oltre alla parte dove abitualmente si cammina, l’erba sia regolarmente tagliata anche nella parte prativa. In caso contrario, risultando impraticabile il lato pensato per lo svago e la socializzazione degli amici a quattro zampe, l’offerta si limita a un semplice sentiero. Ciò che non corrisponde a quanto era stato presentato dal Municipio cinque anni fa». Le trattative col Cantone per poter realizzare l’area erano iniziate nel 2016; un’area da lungo tempo attesa da molti proprietari di cani e negli anni a seguire parecchio apprezzata. Cantone che preliminarmente aveva indicato la necessità di cintare la superficie soltanto longitudinalmente, ossia sul confine con la diga insommergibile, e non ai due lati nord e sud dove invece è stata posata una segnaletica ben visibile e indicante cos’è il percorso e quali misure deve adottare ciascun proprietario. Una superficie dunque dedicata, ma che a differenza dei Dog Park non prevede l’uso esclusivo ai soli cani e ai loro padroni.

Zecche e forasacchi

«A ogni modo – prosegue la nostra interlocutrice – in un’area pensata per questo scopo l’erba alta comporta alcuni problemi. Dapprima la presenza di zecche e forasacchi». Delle zecche è nota la pericolosità per la salute sia degli animali da compagnia sia dell’uomo. Meno noti sono gli effetti dei forasacchi, spighe che essendo dotate di peli rigidi possono infilarsi nel manto peloso e infiggersi in varie parti del corpo del cane come naso, occhi, orecchie, bocca, zampe, cute, zona peri-anale e genitali. Spighe insidiose e talvolta all’origine di dolorose fistole. Sono presenti sia nell’erba alta non tagliata, sia in quella tagliata lasciata sul terreno. «Nell’area cani purtroppo l’erba viene falciata troppo raramente e in effetti ancora l’altro giorno, ispezionando la mia cagnolina dopo una passeggiata, ho trovato nel suo pelo due forasacchi. Incassando la tassa sui cani, il Comune potrebbe dimostrare più sensibilità sul tema, oltre che più efficienza nei confronti di un’offerta da esso stesso realizzata e gestita. Senza contare che ci sono voluti due anni per far posare due cestini per i rifiuti». Un altro punto dolente, a mente della nostra interlocutrice, è il fatto che l’area sia liberamente accessibile anche ai non cinofili: «Succede talvolta d’incontrare gente che facendo picnic ci chiede di tenere al guinzaglio i cani, quando invece la segnaletica indica chiaramente che in questa area i cani possono vagare liberamente». Questo, specificano tuttavia i cartelli, "sotto la costante sorveglianza del detentore e nel rispetto degli altri utenti, degli altri cani e dell’ambiente". «A ogni modo per evitare polemiche e problemi, ci vediamo spesso costretti a usare il guinzaglio».

Il municipale: chi fa cosa

Interpellato dalla ‘Regione’ il municipale Giorgio Soldini, capodicastero anziani e ambiente, ricorda che nello spazio in questione, in deroga alle regole usuali, i cani possono muoversi liberamente e non legati al guinzaglio. Inoltre specifica che «il 40% della superficie, lato passerella rossa, appartiene al Consorzio correzione fiume Ticino e l’altro 60%, lato camping, alla Città. Consorzio che ha stipulato un contratto con un contadino della regione affinché falci l’intero prato due o tre volte all’anno. Per contro i Servizi urbani comunali svuotano i cestini e tagliano l’erba nella parte lato fiume, larga circa quattro metri, destinata al camminamento e dove sono presenti quattro panchine». Un punto dolente, segnala Soldini, è peraltro «la presenza di escrementi nell’erba. Purtroppo non sempre i proprietari dei cani li raccolgono e questo rappresenta un problema per il fieno che il contadino dovrebbe destinare al foraggio per gli animali da reddito. Faccio infine notare – conclude il municipale – che i forasacchi non sono un’esclusiva dell’erba golenale, ma sono presenti praticamente ovunque nei prati. Perciò non si tratta di un problema che coinvolge soltanto l’Area cani di Bellinzona. Gli attenti proprietari di cani questo lo sanno, o dovrebbero saperlo, assai bene».

Il Consorzio: ‘Valuteremo la segnalazione’

Trattandosi però di un’area specificatamente dedicata ai cani, non sarebbe opportuno predisporre uno sfalcio più frequente rispetto ai ritmi usuali del settore agricolo, il quale procede al taglio soltanto quando le spighe raggiungono il giusto livello di maturazione per assicurare il corretto nutrimento degli animali da reddito? Abbiamo girato la domanda a Edgardo Malè, presidente del Consorzio correzione fiume Ticino. Il quale, raccogliendo positivamente la sollecitazione, si dimostra ben disposto ad approfondirla con gli altri attori coinvolti «per valutare eventuali lacune e, se sarà il caso, porvi rimedio con le dovute modalità». Facciamo infine notare che il giorno dopo la telefonata fatta dalla redazione al capodicastero Soldini, l’erba alta è stata tagliata dal contadino e lasciata sul posto a essiccare quattro giorni; infine ieri (domenica) era pronta per essere portata via.

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