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12.06.2022 - 19:34
Aggiornamento: 21:19

Bellinzona: Sara Gianoni lascerà la presidenza della sezione Ppd

Passerà il testimone in settembre. Auspica che la sua funzione venga ereditata dal consigliere comunale Davide Pedrioli, nominato oggi vicepresidente

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laRegione

Si è dovuto attendere fino al termine dell’assemblea per la comunicazione di maggior peso: la presidente della sezione Ppd di Bellinzona, Sara Gianoni Pedroni, lascerà la carica a partire dal prossimo mese di settembre. Un cambiamento annunciato questa mattina davanti a una sessantina di persone riunitesi al Policentro di Pianezzo e che sarà ratificato a settembre in occasione della prossima assemblea ordinaria della sezione. «Credo che sia arrivato il momento di cambiare – ha affermato a colloquio con laRegione la presidente in carica dal 2018 –. Ho preferito annunciarlo con mesi di anticipo visto che ci si avvicina alle elezioni cantonali e non volevo che fosse una partenza improvvisa». Il principale candidato a raccogliere l’eredità di Gianoni Pedroni è l’attuale consigliere comunale Davide Pedrioli, nominato oggi vicepresidente sezionale in sostituzione del dimissionario Ivan Ambrosini, il quale ha deciso di non sollecitare un nuovo mandato.

Già municipale di Gorduno e presidente del legislativo di Bellinzona nel 2020, «in Consiglio comunale Davide Pedrioli ha dato un considerevole apporto – ha ricordato Gianoni Pedroni –, soprattutto in tema di pianificazione territoriale, ossia quello strumento essenziale rappresentato dal Piano regolatore che influenza l’azione politica del Comune, in quanto organizza e disciplina le attività di incidenza territoriale in funzione dei bisogni di sviluppi futuri e delle capacità finanziarie del Comune. Davide Pedrioli – ha continuato la presidente – non va però considerato un sostituto: abbiamo deciso di coinvolgerlo indipendentemente dalla partenza di Ivan Ambrosini, proprio per queste sue qualità. In un primo tempo il nostro Ufficio presidenziale riteneva che Davide avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di presidente distrettuale: notori sono infatti le sue conoscenze del territorio e i numerosi contatti a tutto campo, anche con gli altri partiti, ciò che rappresenta un elemento imprescindibile per un politico efficace. Tuttavia, riflettendo, ci siamo resi conto che la nostra sezione aveva bisogno del suo contributo e non ce lo siamo dunque lasciato scappare. L’abbiamo nominato vicepresidente in vista di un suo ulteriore ruolo, che spero vivamente venga confermato in occasione della prossima assemblea, a seguito della mia partenza che diventerà formale in quell’occasione». Dal canto suo Ambrosini ha affermato che il suo non è un abbandono alla politica attiva, ma una decisione dettata dalla volontà di dare spazio a qualcun altro. «Sentiremo sicuramente la mancanza di Ivan nell’affrontare i temi nelle modalità di un vero partito di centro, senza alcuna compiacenza e con uno sguardo sempre attento verso i partiti moderati di area liberale», ha sottolineato Gianoni Pedroni, aggiungendo di ritenere opportuno fare degli sforzi per trovare sinergie con altri partiti di centro: «Non bisogna aspettare che siano gli altri a fare il primo passo. Possiamo lavorare insieme per il bene della comunità. Venendo dal Municipio di Giubiasco, Ivan l’ha sempre fatto. E questo è una ricchezza, non una debolezza. Non possiamo più pensare di andare avanti da soli».

Dopo la perdita di due consiglieri comunali nel 2021 (passati da 12 a 10, 200 le schede di partito in meno con la percentuale dei voti di lista scesa dal 20% al 16,4%), in vista della prossima tornata elettorale (prevista nell’aprile 2024), il municipale Giorgio Soldini si è posto l’obiettivo di tornare a essere il terzo partito della Città. Per riuscirci Sara Pedroni Gianoni ha chiesto a tutti i presenti di rimboccarsi le maniche, riconoscendo il risultato negativo delle ultime elezioni «nonostante il grande lavoro collettivo durante la campagna elettorale. Ogni nostra azione – ha esortato la sala – deve essere presa ponderando tutti gli interessi in gioco alla luce dei tre pilastri faro del nostro partito: libertà, solidarietà e responsabilità. Solo così saranno sinonimo di progresso senza aver trascurato nulla e nessuno. È una via molto difficile perché impone un costante sforzo intellettuale, e nell’immediato può anche creare scontento. Tuttavia è la sola via che permette di raggiungere risultati che durano nel tempo. Non cadiamo dunque nella trappola del solo consenso a scapito della ragione. E se questo nostro agire, ragionato e ponderato, porta a una perdita di voti non dobbiamo scoraggiarci ma ripartire con maggiore determinazione. Ecco perché sono favorevole al cambio di nome del Ppd. Mettersi una ‘giacca’ nuova induce forse a ricordarsi maggiormente di questi principi. Talvolta la forma può anche essere da guida per la sostanza».

Dadò: ‘Una collaborazione col Plr è praticamente impossibile’

Oltre al consigliere di Stato Raffaele De Rosa era presente in sala il presidente cantonale Fiorenzo Dadò, il quale nel suo intervento ha auspicato per la sezione di Bellinzona di avere la «massima collaborazione di tutti» in vista della prossime elezioni comunali, convinto che «l’impegno e la dedizione della sezione permetterà di recuperare». Per quanto riguarda invece le Cantonali del prossimo aprile, per il distretto di Bellinzona Dadò ha sottolineato l’obiettivo di mantenere due seggi in Gran Consiglio. Un secondo obiettivo evidenziato dal presidente cantonale riguarda le elezioni federali dell’ottobre 2023, e cioè il mantenimento dei due seggi in Consiglio nazionale (attualmente occupati da Fabio Regazzi e Marco Romano) dopo la perdita nel 2019 della poltrona di Filippo Lombardi al Consiglio degli Stati. «Sarà difficilissimo perché dobbiamo renderci conto che siamo soli: le collaborazioni con l’attuale presidenza cantonale del Partito liberale radicale sono praticamente impossibili», ha detto Dadò davanti all’assemblea. Il presidente del Ppd ha poi accennato al Congresso cantonale del prossimo 25 giugno, quando i delegati si esprimeranno sul cambiamento del nome in Il Centro o Alleanza del Centro, cambiamento già avvenuto in tutta la Svizzera con l’eccezione del Ticino e del Vallese. «Dobbiamo renderci conto – ha sottolineato Dadò – che non sarà il solo cambiamento del nome a fare la differenza, ma la concretezza». Prossimamente, è stato detto durante i lavori assembleari, dovrebbe inoltre essere nominato il nuovo presidente distrettuale in sostituzione del dimissionario Michele Tamagni.

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