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16.05.2022 - 15:42
Aggiornamento: 19.05.2022 - 15:15

In Riviera è nata l’Associazione fortificazioni Lona

Dopo il recente acquisto comunale di alcune opere difensive ancora della Confederazione, un gruppo di appassionati si attiva per la valorizzazione

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Ti-Press
I blocchi anticarro, detti anche ‘tobleroni’, sono ancora ben visibili

Prima, verso fine 2021, il Comune di Riviera ha avviato l’acquisto di quelle opere presenti sul territorio che ancora appartengono alla Confederazione, fra cui le file di blocchi triangolari in cemento armato anticarro, soprannominati ‘tobleroni’ per la somiglianza col noto cioccolato; ora la loro valorizzazione passa attraverso la neocostituita Associazione fortificazioni Lona, ossia un insieme di fortificazioni difensive militari risalenti alla Seconda guerra mondiale e composto da una ventina di fortini d’artiglieria e dai ‘tobleroni’ posti sulla cosiddetta ‘linea Lona’ che attraversa il fondovalle da Lodrino (da qui le prime due lettere dell’acronimo) fino a Osogna (le ultime due).

Parte da lontano l’idea di promuoverla. Dalla fine degli anni 90 almeno, da quando il Municipio di Lodrino istituì una commissione al fine di creare un’offerta turistica. Da lì un lungo cammino, che vede al centro il progetto ForTI dell’Ente regionale di sviluppo Bellinzona e valli per una valorizzazione storico-militare. Una via che ha infine portato questa primavera alla creazione dell’associazione. Il cui scopo è recuperare e valorizzare quanto rimane delle quattro opere fortificate; intende inoltre gestire le strutture che saranno consolidate in modo da formare un museo dove proporre attività didattiche per il pubblico. "Le opere di fanteria di Lodrino sono il preludio o la conclusione di ogni visita alla linea Lona", spiega l’associazione: "Sono di assoluto interesse il forte Vergio, costruito sotto roccia quale spalla occidentale dello sbarramento, il forte Chiesa e il fortino denominato Bunker Grande".

Il comitato è composto dal presidente Giulio Foletti, già responsabile del servizio inventario dell’Ufficio cantonale beni culturali, dal segretario Fulvio Chinotti, già comandante del Reggimento sostegno 10, dal cassiere Lorenzo Anastasi, già comandante del Gruppo fortezza 9 e capo artiglieria della Brigata frontiera 9. Cui si aggiungono due guide: Paolo Germann, già comandante della Compagnia opere fortificate 61 della Lona, nonché comandante dei settori 241 (Airolo) e 242 (Bellinzona) delle Guardie dei Forti; e Giorgio Piona già sottufficiale del Gruppo fortificazioni 9.

Dai timori del 1938 alla riforma Esercito 95

La linea Lona fu progettata nel 1938 nell’ambito delle nuove opere fortificate del Canton Ticino. L’ubicazione fu scelta sfruttando la morfologia della Riviera, che in questo punto ha un fondovalle molto stretto (1’300 metri), mentre i fianchi della montagna sono assai scoscesi. Lo sbarramento è stato concepito con l’obiettivo di arrestare l’avanzamento delle truppe nemiche provenienti da sud. La costruzione iniziò nel 1939 e terminò nel 1943. Oltre a fortini e ‘tobleroni’ vi era anche un sistema di impianti di minamento stradali e ferroviari, di ricoveri e di posizioni d’arma. Completava la linea il campo d’aviazione militare di Lodrino, costruito nel 1940 in ragione di un possibile impegno di combattimento aereo o di appoggio alle truppe di terra. Dopo la guerra il dispositivo difensivo fu potenziato con la costruzione di una postazione per lanciamine da fortezza e di numerosi ricoveri in calcestruzzo armato prefabbricato. Le opere verranno ancora potenziate durante la Guerra fredda, finché con la riforma militare Esercito 95 degli anni 90 questa strategia viene esclusa dal concetto di difesa svizzero.

Volontari cercansi

Per assicurare la manutenzione delle opere l’associazione cerca volontari tra i militi in congedo, in special modo quei militi del disciolto Corpo delle guardie delle fortificazioni specialisti del settore. Interessati possono rivolgersi a Fulvio Chinotti (079 444 75 36 e fulviochinotti@gmail.com).

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