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14.05.2022 - 05:10
Aggiornamento: 09:45

Lupo, s’infiamma lo scontro tra allevatori e governo (assente)

Grande la delusione di chi si aspettava anche una presa di posizione politica su quanto comunicato dal Consiglio di Stato sugli esemplari in Val Rovana

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«Purtroppo voi vi aspettate delle risposte politiche. Noi siamo dei tecnici, abbiamo delle regole da rispettare e paletti entro i quali muoverci. Chiaramente ci faremo portavoce di tutte le vostre rivendicazioni e continueremo a portare avanti il nostro lavoro, cercando di farlo al meglio». Si è chiusa con queste parole, pronunciate dal capo dell’Ufficio cantonale per la consulenza agricola, Daniela Linder Basso, la serata informativa sul tema lupo andata in scena giovedì sera in una gremitissima palestra del Palasport di Olivone. Promosso dal Cantone su richiesta dalla Società agricola bleniese, l’incontro ha seguito la riunione più ristretta andata in scena a Malvaglia il 7 marzo, occasione in cui erano state presentate alcune richieste specifiche per affrontare la stagione estiva con meno incertezze, come ad esempio un regolamento urgente per elargire aiuti in caso di impossibilità o ritardo nell’estivazione degli animali all’alpeggio o nelle stazioni intermedie. Così come all’incontro di marzo ma in una cornice decisamente più allargata, erano presenti i vari portatori d’interesse, le autorità comunali del distretto, funzionari dell’Ufficio caccia e pesca (Ucp) del Dipartimento del territorio e della consulenza agricola del Dipartimento delle finanze e dell’economia. Numerosi gli interventi critici che hanno puntato il dito contro l’assenza a Olivone di rappresentanti politici cantonali, e nello specifico del consigliere di Stato e direttore del Dt Claudio Zali. Pur consapevoli dei consigli tecnici che sarebbero stati presentati, i presenti si aspettavano però anche una presa di posizione specifica su quanto comunicato dal Consiglio di Stato in merito agli esemplari in Val Rovana. E invece, è stato detto più volte durante la discussione al termine delle due presentazioni dei rappresentanti del Cantone, si è trattata di una serata informativa come tante altre viste in passato, seppur va detto con qualche novità annunciate dai relatori.

‘Abbattimento chiaramente previsto’

Non ha ad esempio nascosto la sua delusione il presidente dell’Unione contadini ticinesi (Uct) Omar Pedrini, il quale ha ritenuto non evase le domande messe sul tavolo durante l’incontro di Malvaglia («situazioni di alpeggi non proteggibili, rimborsi, foraggi, fienili vuoti». Riferendosi poi alla decisione del Consiglio di Stato sul lupo di Cerentino – il governo ha comunicato di voler procedere con "ulteriori approfondimenti giuridici sulle modalità di applicazione delle normative in vigore a livello federale" –, per Pedrini gli avvenimenti delle ultime settimane in Ticino «prevedono chiaramente» un abbattimento. «Potete confermare, smentire o non rispondere – ha detto rivolgendosi ai relatori –, ma sembra che voi funzionari volevate andare in questa direzione, però il gioco è ormai diventato politico. Noi questa sera ci aspettavamo sì dei consigli tecnici, ma anche delle risposte agli avvenimenti delle ultime settimane». Poi l’affondo finale al Consiglio di Stato: «Il comunicato stampa di ieri (mercoledì, ndr) mi ha lasciato perplesso: ho quindi contattato la direttrice dell’Ufficio federale dell’ambiente, signora Katrin Schneeberger, la quale mi ha risposto che non trattandosi di un branco, la competenza è puramente cantonale. Dunque sappiamo di chi è la responsabilità del mancato volere di abbattere questi lupi della Valle Rovana. E credo che questa sera – ha concluso Pedrini – non abbia senso che io, come rappresentante politico della categoria, vada a scagliarmi contro dei funzionari che non possono darci risposte». Dal canto suo il presidente della Società agricola bleniese Luigi Arcioni, ha parlato di «una decisione incomprensibile: si è ulteriormente deciso di temporeggiare, nonostante tutte le premesse fossero date».

‘La situazione è quella descritta’

«La situazione è esattamente quella descritta», ha detto dopo l’intervento di Pedrini il capoufficio dell’Ucp, Tiziano Putelli, chiedendo comunque alle circa 200 persone presenti di approfittare della sua presenza e di quella dei colleghi. Ha preso dunque la parola la sindaca di Blenio Claudia Boschetti Straub, che ha messo l’accento sull’inquietudine che regna in particolare nell’alta valle. «La grossa preoccupazione non è solo un sentimento degli allevatori ma anche della popolazione e del Comune. Quando le prede sono nei giardini, davanti alla porta di casa (il guardaccia di zona ha riferito ieri sera che sono una decina i cervi predati a partire da dicembre, ndr) ecco che si percepisce la vicinanza del lupo. Comincio a sentire una sensazione di malessere nel turismo, nelle persone che fanno le passeggiate – ha continuato Boschetti Straub –. In paese girano ragazzi e bambini e il fatto che il lupo si avvicini all’abitato non è per niente simpatico. Non è insomma un leone in mezzo alla savana. Forse sarà una paura un po’ esagerata, ma non vorrei davvero che si arrivi a un’aggressione ai danni di persone. Riconosco che non è un problema facile, però adesso ci vogliono delle soluzioni e qualcosa bisogna attuare. E vi chiedo quindi di farvi portavoce per arrivare a degli interventi concreti».

Sulle predazioni di selvatici nei pressi dell’abitato ha riferito il biologo Gabriele Cozzi dell’Ucp: «La tattica del lupo è correre dietro alla preda. Essendo il cervo più veloce, per avere un vantaggio tenderà a correre dove è più facile, e quindi fuori dal bosco. Tenderà a correre all’aperto, e quindi spesso vicino all’abitato. Chiaramente capisco che una predazione a 50 metri da casa può fare paura, ma è anche vero che in Europa, negli ultimi 300 anni, ci sono stati pochissimi attacchi a persone, sempre da parte di lupi rabbiosi o esemplari che sono stati attratti verso l’attività umana con la presenza di cibo». Da qui il consiglio alla popolazione di non lasciare resti di cibo nei pressi delle case. Ad ogni modo, ha spiegato Cozzi, «la sicurezza della popolazione è al momento decisamente garantita».

Attualmente una decina di lupi in Ticino

Parlando di una crescita esponenziale riferita alla presenza di esemplari in Svizzera a partire dal 2018-2019, l’esperto dell’Ucp ha poi riferito di una decina di lupi attualmente presenti in Ticino: una coppia in alta valle di Blenio, una coppia tra la Val Onsernone e l’Italia, due maschi in alta Vallemaggia e due o tre maschi del comprensorio della Morobbia. «Quest’ultimi maschi – ha continuato Cozzi – non verranno in Alta Valle di Blenio perché il maschio già presente non gli permetterebbe di entrare nel suo territorio». La coppia in alta Valle di Blenio «sembra stabile, e dobbiamo quindi partire dal presupposto che ci sarà anche durante la prossima estate». Per quanto riguarda il sistema monitoraggio messo a punto in Valle di Blenio a partire da dicembre, Putelli ha elogiato il grande lavoro dei tre guardacaccia di zona che hanno intensificato la sorveglianza con ronde notturne e la posa di fototrappole aggiuntive. Pianificati anche dei tiri dissuasivi con proiettili di gomma (tuttavia non si è mai presentato un incontro ravvicinato per poter sparare).

Possibili novità

Nonostante la delusione palpabile dei presenti, la serata ha comunque messo sul tavolo alcune idee, sul tema del monitoraggio e della comunicazione, attualmente in fase di valutazione a Bellinzona. Si pensa ad esempio all’aumento delle fototrappole, a radiocollari Gps da applicare ai lupi ma pure alle greggi e ai cani da protezione, e a un’App per smartphone che indichi ai turisti la posizione dei cani da protezione. Quanti ai riconosciuti margini di miglioramento sul tema della comunicazione, è stata anche sottolineata la volontà di aggiornare più frequentemente il sito web dell’Ucp. Per quanto riguarda invece le analisi genetiche sui prelievi svolti sui capi predati, selvaggina predata o rilievi di sterco, Putelli ha informato che a partire da quest’estate (indicativamente a partire da luglio) l’Ucp saprà entro una settimana giorni se si tratta di un lupo ed entro due settimane qual è l’esemplare. Un processo che oggi richiede circa un mese.

In vista della stagione estiva, Silvio Guggiari, attivo all’Ufficio della consulenza agricola, ha illustrato le misure di protezione (cani e recinti elettrificati) e il progetto di cartografia e identificazione delle misure di protezione in alpeggio e di mappatura del vago pascolo in Ticino, che servirà per fornire un quadro preciso sulle possibilità di attuare misure di protezione. Il progetto, è stato spiegato, ha finora mappato più o meno 70 alpeggi su 120. Le zone non ancora visitate sono Riviera, Bellinzonese, Gambarogno, Malcantone, Luganese e Brissago.

La stampa doveva rimanere fuori

Durante la serata non sono mancate le pressioni ai due giornalisti presenti affinché abbandonassero la palestra: è stato spiegato che per ordine dei piani alti del Dipartimento del territorio la serata non era aperta ai media, nonostante l’invito spedito alla nostra redazione da parte di allevatori e agricoltori nonché la pubblicizzazione dell’evento sull’App Blenio Viva.

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