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10.05.2022 - 18:48
Aggiornamento: 19:15

Sant’Antonino, fa discutere la chiusura della palestra di judo

I genitori criticano il Municipio e la sindaca replica: ‘Nessun muro di gomma, abbiamo proposto delle alternative ma non sono state accettate’

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Keystone
La palestra esiste da 20 anni ed ha sfornato diversi campioni svizzeri e ticinesi: ad aprile uno è diventato il nuovo vicecampione cantonale

Un nuovo parcheggio a scapito del Club di difesa personale di Sant’Antonino, ma i genitori non sono d’accordo. «A Natale siamo stati informati della chiusura della palestra, prevista entro l’estate, per favorire la realizzazione del nuovo comparto della scuola dell’infanzia – afferma piuttosto scocciata una mamma contraria alla decisione presa dal Municipio –. Tutti sono rimasti basiti perché non si è riusciti a trovare una soluzione di comune accordo, che permettesse di continuare le lezioni. Non è stata concessa nessun’altra possibilità, se non rivolgersi alle associazioni di Bellinzona e Muralto». A indignare le famiglie è soprattutto «la scarsa, o poca, considerazione nei confronti dei propri cittadini e dei bambini. È una disciplina molto benefica sia a livello filosofico che educativo; circa trenta ragazzi dai 5 ai 15 anni, di cui la metà del posto, e una quindicina di persone con disabilità rimarranno così a casa». Titolari della palestra e genitori hanno infatti cercato invano di trovare un’altra location: «A Cadenazzo era disponibile un bel locale, ma economicamente fuori dalla nostra portata. Neppure l’idea di utilizzare il bunker sottostante il comune di Sant’Antonino ha dato esito positivo». D’altronde il Club di difesa personale chiede soltanto uno spazio in cui posizionare alcuni tatami (i classici materassini dello judo). «L’idea era di fondare una nuova società, ma nessuno di noi ha le capacità finanziarie necessarie», chiude sconsolata la mamma.

‘Proposte soluzioni, ma risposta sempre negativa’

Accuse prontamente rispedite al mittente dal Municipio. «Quel sedime, di proprietà comunale, una ventina d’anni fa era stato messo più che volentieri a disposizione – spiega a ‘laRegione’ la sindaca Simona Zinniker –. La convenzione stipulata fra le parti, ormai conclusa da parecchio tempo, indicava però nero su bianco che "qualora il Comune necessiti del summenzionato terreno, questo è da ritornargli". Perciò a fine 2021 si è chiesto alla società di judo di lasciare l’edificio». Motivo: su quel fondo l’esecutivo intende edificare il comparto della nuova scuola dell’infanzia, dotata di sei sezioni con mensa, una ricezione per gli allievi delle Elementari, posteggi e spazi polivalenti esterni. Il progetto architettonico è ancora in fase di consultazione da parte della giuria. Il Municipio contesta quindi anche la critica di far orecchie da mercante su eventuali alternative. «È stata offerta loro la possibilità di usufruire della palestra comunale, la risposta è però stata negativa; stesso esito è stato riservato a quella del rifugio – assicura Zinniker –. Conosciamo l’importanza che lo sport ricopre per i bambini, ma le possibili soluzioni non sono infinite. Oltre a quelli già proposti è difficile trovare altri spazi».

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