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26.04.2022 - 19:58

Terreni Sac e Officine Ffs: Wwf contrario alla soluzione Losone

Il comitato sta valutando un’opposizione all’Ufficio federale dei trasporti per preservare l’attuale biodiversità della Piana di Arbigo

«Alle Ferrovie lo abbiamo già detto: dal profilo naturalistico sarebbe un disastro. Perciò siamo contrari e stiamo valutando i termini per inoltrare opposizione» all’Ufficio federale dei trasporti. Stando alle parole di Francesco Maggi, coordinatore di Wwf Svizzera italiana, rischia di non avere vita facile uno dei capitoli più sensibili – quello ambientale – della prevista nuova Officina di manutenzione treni e locomotive che le Ffs intendono realizzare entro il 2026 a Castione. Il capitolo è quello degli otto ettari di pregiate Superfici di avvicendamento colturale (Sac) che verrebbero sacrificati in zona Galletto (oggi usati come pascolo e per fienagione) e che la legge impone alle Ferrovie di compensare altrove ricavando altrettanta Sac. Uno dei quattro terreni presi in considerazione è quello di proprietà comunale a Losone, accanto all’ex caserma, nella Piana di Arbigo in direzione di Golino. In tutto circa sei ettari nei quali i granatieri si sono esercitati fino agli anni 70 lasciando sul terreno testimonianze oggi seminascoste dalla boscaglia, come i bunker inseriti sotto la roccia montonata e i blocchi di cemento armato sparsi un po’ ovunque. Sei ettari di cui 3,7 adocchiati dalle Ffs per inserirvi appunto delle Sac coltivabili e un frutteto, più precisamente nella parte centrale oggi prato magro.


L’Aiolopus thalassinus, volgarmente detto Smeraldino, rischia di complicare la vita alle Ffs

Prato magro la cui denominazione cela in realtà una ricca biodiversità importante agli occhi del Wwf, che su quel comparto ha realizzato l’anno scorso uno studio naturalistico includendo anche il vicino bosco Maia e la parte di territorio che scende fino al fiume Melezza. Studio i cui contenuti, sottoposti alle autorità locali e cantonali, cozzano contro le mire delle Ferrovie. Queste ultime, in accordo col Comune, intendono bonificare a loro spese il fondo dal profilo agricolo e paesaggistico: da una parte asportando lo strato di terra eventualmente inquinato e sostituendolo con strati di nuova terra che siano in linea con la qualità Sac richiesta, prevedendo peraltro anche un frutteto in una piccola porzione; dall’altra inserendo contenuti ludici per la popolazione locale e i turisti quali un nuovo sentiero, una pista finlandese e la predisposizione per una pista ciclopedonale vicino alla strada cantonale. «Vediamo davvero male – prosegue Maggi interpellato dalla ‘Regione’ – che si vada a compromettere totalmente una presenza naturalista unica alle nostre latitudini attraverso un intervento così radicale e soltanto sulla carta orientato a migliorare nel complesso la Piana d’Arbigo dal profilo ambientale. Le Ffs recentemente ci hanno esposto il loro progetto: l’intenzione potrebbe essere giudicata positivamente, ma il risultato che si otterrebbe è deleterio per un terreno che è uno dei fulcri della struttura ecologica di quella zona. Ora, una volta visionato l’intero incarto a disposizione nelle cancellerie comunali, confidando di leggervi anche il preavviso dell’Ufficio federale dell’ambiente, faremo le nostre valutazioni interne per decidere se inoltrare opposizione». Dal profilo politico, rimarca Maggi, «ritengo che la Città di Bellinzona, a fronte dei grandi interessi in gioco per lo sviluppo del nuovo quartiere al posto delle Officine, avrebbe potuto impegnarsi maggiormente nel mettere a disposizione Sac sostitutive» oltre ai 3,1 ettari indicati a Camorino (ex area cantiere AlpTransit) e all’ettaro scarso individuato a Preonzo.

Lo studio: prati magri e raro esempio di landa atlantica

Il Piano d’Arbigo e Bosco Maia, si legge nello studio Wwf incentrato su un’area di 376 ettari, "si contraddistinguono per un’eccezionale ricchezza naturalistica, come testimoniato dalla presenza di una grande concentrazione di biotopi d’importanza nazionale in uno spazio relativamente ristretto". Il comparto a ovest dell’ex caserma interessato dalla compensazione Sac viene descritto come "zona aperta di rilevanza naturalistica. Si tratta in particolare dei prati magri e di un raro esempio di landa atlantica gestiti da una decina di anni in funzione naturalistica" direttamente dal Dipartimento del territorio, Ufficio cantonale natura e paesaggio, essendo l’intero comparto inserito nell’Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d’importanza nazionale (Ifp). "Pur non raggiungendo i criteri per essere iscritti negli inventari dei prati secchi d’importanza nazionale o cantonale – scrive ancora il Wwf –, tali prati denotano un notevole valore ecologico essendo ambiente di caccia del pipistrello Vespertilio maggiore e habitat della cavalletta Aiolopus thalassinus", detta anche Smeraldino che vive negli ambienti umidi, paludi e prati. Inoltre, aggiunge Maggi, lo stesso Cantone ha recentemente ultimato lungo quella strada cantonale la realizzazione dei sottopassi per gli anfibi: «Sarebbe quindi sbagliato farli finire in un terreno agricolo con tanto di frutteto che richiederà l’uso di pesticidi, anziché nell’attuale prato magro».

Contenuti a favore della popolazione

Il sindaco di Losone Ivan Catarin ribadisce dal canto suo l’interesse comunale a proseguire con le Ffs le valutazioni orientate a inserire le Sac e a ricavare, fra le varie cose, anche una parte a favore della popolazione. In questo ambito si legano peraltro le valutazioni municipali in corso sia per migliorare l’accesso viario di via alle Gerre partendo da via Arbigo, così da facilitare il transito degli automezzi con cavalli a bordo diretti alla sottostante scuderia, sia per rinaturare il riale Segna. Una serata informativa dedicata alla popolazione sarà organizzata entro fine maggio.

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