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laR
 
19.04.2022 - 05:25
Aggiornamento: 17:38

Più sicura e più bella ma... niente ‘monolito’

Bellinzona, nuovo look in vista per piazzetta ex Mercato: primo passo demolire i due stabili pericolanti, poi forse livellare e arredare tutta l’area

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A cinquant’anni dalle ultime demolizioni e a dieci dalla modifica di Piano particolareggiato del centro storico – che vi consente tutt’oggi l’inserimento di un edificio con un’altezza massima di 20 metri e mezzo e un’autorimessa sotterranea – un angolo discreto e malmesso della Turrita s’incammina verso un nuovo look con l’obiettivo primario, ha stabilito il Municipio, di risolvere un annoso problema di sicurezza e conferirgli un aspetto più dignitoso. Parliamo di piazzetta ex Mercato, dotata di wc pubblico e usata come passaggio pedonale e posteggio pubblico a ridosso della murata per raggiungere Polizia comunale, Palazzo civico e centro storico. Piazzetta sulla quale nel 2010 erano planate grandi idee edificatorie, tuttavia finite nel cassetto dopo l’intenso lavoro pianificatorio svolto dalle allora autorità cantonali e cittadine. Cassetto nel quale quelle ambizioni resteranno, par di capire, ancora a lungo. Anche perché durante l’ultimo decennio Bellinzona, strategicamente e politicamente parlando, si è data una strategia di sviluppo diversa da quella immaginata dai politici locali usciti di scena nel 2012.


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Il municipale Henrik Bang

Dapprima le ruspe

Partiamo dalla necessità di sicurezza e di un nuovo look della piazzetta. Quale soluzione sarà scelta e quanto costerà lo si saprà prossimamente quando il Municipio avrà approfondito i dettagli del progetto elaborato negli ultimi mesi da un architetto incaricato dal Dicastero opere pubbliche. Progetto consegnato settimana scorsa al Dop e che lo stesso sottoporrà questo mercoledì all’Esecutivo per una prima valutazione d’assieme. Progetto che mira a risolvere una situazione di degrado sottolineata ancora alcuni giorni fa in un’interpellanza depositata dal consigliere comunale Carlo Banfi a nome del gruppo Plr. Quale priorità viene indicata la demolizione dei fatiscenti stabili ex Gaggini di proprietà comunale e con annessi servizi igienici. «È, questa, la prima di alcune altre possibili fasi volte a un abbellimento generale per il quale abbiamo inserito un investimento di un milione di franchi nel Piano delle opere comunali», spiega alla ‘Regione’ il municipale Henrik Bang, capo del Dop.

Le altre due possibili fasi

Una seconda possibile fase, che andrebbe idealmente a collegarsi alla sistemazione del fondo ex Gaggini una volta privato delle mura pericolanti, riguarda tutta la superficie della piazzetta che attualmente si presenta con un dislivello significativo fra la parte centrale asfaltata dove si contano 24 stalli pubblici e la fascia di transito dei veicoli in entrata e uscita attraverso il varco nella murata medievale che dà su via Dogana. Fascia di transito caratterizzata da un fondo in sampietrini di granito ticinese, malmesso e puntualmente rappezzato con asfalto. Tutto attorno si contano oltre al wc pubblico anche l’entrata del locale notturno Chupito, alcuni accessi a proprietà private con tanto di posti auto a esse riservati, le parti retrostanti di due esercizi pubblici, un angolo dedicato alle biciclette e uno a moto e scooter, il posteggio della Polizia comunale e la sua sede, l’accesso alla corte di Palazzo Civico, quattro stalli per vetture elettriche e rispettive colonnine di ricarica, due stalli per le vetture di servizio della Città e il parchimetro. Un’accozzaglia di elementi che rende il luogo disordinato. «Perciò – sottolinea Bang – quale possibile seconda fase si valuterà se e come livellare l’intero fondo, mentre in terza battuta si rifletterà su come eventualmente migliorare l’arredo generale. A ogni modo sarebbe mantenuto lo stesso numero odierno di posti auto pubblici, mentre fra le ipotesi di lavoro c’è anche la possibile aggiunta di un posteggio coperto per le biciclette per andare incontro alle esigenze della mobilità dolce».

La variante prevede tutt’oggi un edificio di 5 piani

Andando a ritroso nel tempo, risale alla primavera 2010 la nuova impostazione urbanistica della piazzetta sotto forma di variante del Piano particolareggiato del centro storico. La proposta portata avanti dall’allora Esecutivo guidato da Brenno Martignoni – a capo della pianificazione territoriale c’era il municipale Filippo Gianoni – scaturiva dalla collaborazione avviata col Cantone e con l’architetto Giovan Battista Balestra. Secondo quelle intenzioni l’area si prestava a divenire "un luogo di riferimento e d’incontro pubblico nel cuore cittadino riaffermandone la vocazione ricettiva". Le autorità miravano a realizzare un albergo di cinque piani fuori terra alto fino a venti metri e mezzo, più autorimessa sotterranea, dotato di 54 camere e completo di sala polivalente con 700 posti. Il piano attico era pensato per accogliere un ristorante vetrato con tanto di giardino pensile, mentre lo spazio coperto e aperto al pianterreno era destinato a spazzar via la preposizione ‘ex’ conferendo alla piazzetta la funzione di vera piazza Mercato. Investimento previsto circa 30 milioni di franchi. Privati ovviamente, con diritto di superficie, visto che il fondo appartiene al Comune. La soluzione inizialmente ipotizzata, peraltro da subito bollata dagli scettici come ‘monolito’ per l’ampio volume previsto a ridosso della murata protetta, cammin facendo aveva poi lasciato il passo a possibili alternative. Infatti Municipio e Consiglio comunale nel 2011 si sono infine orientati verso la possibilità di lanciare un concorso pubblico d’idee – opportunità fino a oggi mai concretizzata – immaginando un altro genere di edificio, magari a carattere sociale, per esempio appartamenti protetti per anziani. Variante comunque approvata dal Cc e inizialmente contestata dalla Società ticinese per l’arte e la natura a causa dell’altezza ritenuta eccessiva; Stan che dopo la prima opposizione ha desistito di fronte all’avallo governativo.

‘In dieci anni le priorità sono cambiate’

Guardando a quegli antefatti, il municipale Henrik Bang oltre al progetto di messa in sicurezza ed eventuale abbellimento mette sul tavolo alcune riflessioni: «Bellinzona – ricorda – nel 2012 con l’entrata in carica del nuovo sindaco e dell’Esecutivo in gran parte rinnovato, ha avviato insieme a Giubiasco l’iter aggregativo concretizzatosi nel 2017». Il taglio netto col passato «ha comportato anche una differente impostazione delle priorità e di conseguenza la messa in standby di alcune iniziative precedenti, quali appunto l’edificabilità di piazzetta ex Mercato. Nel dettaglio, ha assunto particolare importanza dal punto di vista ricettivo la parte alta di viale Stazione con la ristrutturazione completa dell’hotel Internazionale; proprio accanto, l’imprenditore Alessandro Lettieri investendo 50 milioni intende dare un volto nuovo al comparto Leon d’Oro con contenuti alberghieri ristrutturando lo stabile ex Gioconda, ma anche residenziali, commerciali e amministrativi; mentre sotto la rinnovata stazione Ffs, dotata di nodo intermodale, nell’arco dei prossimi 30-40 anni il comparto Officine Ffs diventerà una città nella città, con servizi in ambito formativo, lavorativo, sociale, abitativo, amministrativo, commerciale, per lo svago e la cultura». Quale eventuale nuovo contenuto prevedere in piazzetta ex Mercato, prosegue Bang, «dipenderà non solo da questo spostamento geografico delle priorità nella ‘vecchia Bellinzona’, ma anche da altri contenuti già previsti nel centro storico, come la nuova fermata Tilo dietro Piazza Indipendenza, pensata specialmente per favorire il pendolarismo su treno dei funzionari pubblici, e la ristrutturazione e ampliamento dell’autosilo Cervia». Potrebbe a questo punto avere un suo perché la possibilità, data proprio dalla variante di Piano particolareggiato, di lanciare un concorso d’idee per piazzetta ex Mercato. Sempre che il Municipio lo ritenga in linea con la propria strategia.

Leggi anche:

Nuovo look alla piazza ex Mercato, a che punto siamo?

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