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16.03.2022 - 22:12
Aggiornamento: 17.03.2022 - 12:59

Rabadan: tensioni interne e col Municipio di Bellinzona

Dimissioni in blocco di quattro membri: ‘Grossi attriti e mancanza di collegialità. Individualismo anziché lavoro collettivo’

Avrebbe dovuto essere un’assemblea di pure formalità: nominare quattro nuovi membri di comitato. Invece l’assemblea straordinaria della Società Rabadan di Bellinzona andata in scena questa sera nella sede di Carasso è stata l’occasione per andare a fondo di alcune questioni ‘messe vie’ con troppa rapidità dal comitato. Questioni spinose. Tagliando con l’accetta: tensioni interne e tensioni con l’autorità cittadina.

Ecco perché

Tutto parte dalle dimissioni in blocco di quattro membri di comitato su nove. Membri peraltro freschi di designazione: si tratta di Nicola Reggiori, Laura Losa, Andrea Huber e Nicolò Sartori. Per acclamazione la sessantina di soci presenti ha designato al loro posto Nicola Ravasi (competente in finanze), Marco Ottini (sicurezza) e Monica Tomatis (segretariato). Il quarto seguirà. Tutto bene finché qualcuno dalla sala ha alzato la proverbiale mano chiedendo le motivazioni dei partenti. Un po’ tra la sorpresa e l’imbarazzo generale, le risposte non hanno tardato ad arrivare. Ha rotto il ghiaccio Reggiori: «Nel comitato vi sono più generazioni con approcci differenti nel fare e progettare carnevale. Vi sono stati grossi attriti e una mancanza di condivisione delle decisioni prese. E io non accetto di dar seguito a decisioni non prese dal comitato in regolari sedute». Ha rincarato la dose Huber: «La mancanza di collegialità ha pesato parecchio e ne ha fatto le spese l’approccio costruttivo. La Società Rabadan ha un grande difetto: regna l’intelligenza individuale a scapito di quella collettiva». Sartori ha dato il colpo di grazia: «È difficile remare nella stessa direzione se manca una visione condivisa degli obiettivi». Non un accenno, tuttavia, a episodi concreti. Che forse avrebbero aiutato i molti presenti a comprendere meglio la situazione.

‘Mancanza di coesione’

D’altronde il presidente Giovanni Capoferri non ha replicato, lasciando capire di comprendere e forse anche un po’ condividere le motivazioni di chi ha lasciato. Avvicinato dai cronisti a fine seduta, Capoferri ha ricordato di aver assunto la presidenza solo il 23 giugno 2021 dopo alcuni anni di comitato: «Ho intuito subito che c’era purtroppo qualcosa che non andava. Una mancanza di amalgama che si trascinava, credo, da qualche tempo. Una coesione che probabilmente chi mi ha preceduto non è stato in grado di coltivare». Il riferimento è per Flavio Petraglio (assente) che l’anno scorso non ha sollecitato un nuovo mandato dopo il canonico lustro. Tuttavia il comitato non è formato dal solo presidente e quasi certamente troppe singole intelligenze non sono riuscite a trovare un terreno d’intesa su qualcosa che durante l’assemblea non è stato esplicitato.

Frecciata a Palazzo Civico

Altro capitolo sensibile la mancata edizione 2022 del Rabadan, annullata già lo scorso autunno causa pandemia e sostituita un po’ all’ultimo momento dal cosiddetto RabaBar organizzato dai bar quando Berna un mese fa ha deciso il ‘liberi tutti’. Sempre la stessa mano alzata ha chiesto come mai la Società Rabadan non ha marcato presenza, magari anche solo per organizzare un piccolo evento, oppure una risottata, o anche solo presenziando ufficialmente con re, regina e corte. Il presidente è stato lapidario criticando l’atteggiamento delle autorità cittadine su più punti: «Primo, mentre i Municipi di Chiasso, Tesserete e Biasca hanno interpellato e coinvolto le rispettive società di Carnevale per rimpolpare un po’ i programmi degli eventi, noi da Palazzo Civico non abbiamo ricevuto alcun segnale. Ci saremmo aspettati una maggiore considerazione. Tuttavia... mi chiedo se non sia stato un bene perché, come successo nell’edizione 2020, la pandemia è ancora fra noi e saremmo stati facilmente di nuovo additati come i responsabili della diffusione del Covid qualora i casi (come in effetti è poi successo: ndr) fossero di nuovo aumentati. Comunque, il comitato di fronte a questa situazione ha ritenuto opportuno di impedire alla nostra corte di prendere parte ufficialmente al RabaBar».

Nessuna intesa sul Parco urbano

Altro tema d’attrito è l’organizzazione del Carnevale estivo al Parco urbano dal 15 al 19 giugno insieme al gruppo grandi eventi che riunisce le varie città: «Purtroppo con i servizi comunali di Bellinzona non c’è stato nulla da fare», annota Capofferri: «Ci han detto di no per evitare la concomitanza con l’open air di Monte Carasso e non c’è stato verso di fargli cambiare idea. Abbiamo anche proposto di spostare l’open air al Parco urbano, di organizzare insieme un bellissimo evento che avrebbe fatto contenti tutti, gli amanti del carnevale e gli appassionati di musica. Invece niente da fare».

Un Lumino in fondo al tunnel

Alla fine le trattative stanno ora per entrare nel vivo col Municipio di Lumino per un evento pre-estivo sempre fra il 15 e il 19/20 giugno coinvolgendo guggen, gruppi e carri. Nonché musica live. Fra un paio di settimane la decisione sarà presa e il programma definito.

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