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08.03.2022 - 08:30
Aggiornamento: 15:38

Bellinzona, concluso il ‘Rababar’ si pensa a una notte bianca

L’esperienza positiva del Carnevale nei bar ha spinto il promotore Gianni Morici a progettare altri eventi e collaborazioni tra esercenti

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Ti-Press
Il Rababar ha attirato in città 15-20mila persone

Che il Rababar abbia spianato la strada ad altri eventi che potrebbero essere organizzati in collaborazione tra gli esercenti di Bellinzona? Parrebbe di sì. Gianni Morici, promotore dell’evento di richiamo carnevalesco andato in scena settimana scorsa, stila un bilancio molto positivo della festa che ha attirato nel centro cittadino 15-20mila persone. «Mi piacerebbe quindi dare seguito alle collaborazioni instaurate con gli altri esercenti», conferma alla ‘Regione’. «La formula di lavorare tutti insieme ha funzionato bene, la gente ha gradito l’evento, si è divertita e i ristoratori hanno potuto tirare una boccata d’ossigeno dopo due anni davvero duri a causa della pandemia». Secondo Morici, anni fa la collaborazione tra gli esercenti era più difficile, quest’anno invece lo spirito è stato diverso e con la stessa formula sta meditando altri progetti che potrebbero coinvolgere anche i negozianti. E da qui nasce la proposta di organizzare una ‘notte bianca’ anche a Bellinzona: un evento notturno, sulla falsariga di quanto viene già proposto a Locarno, con musica nei locali, negozi aperti anche la sera e un centro cittadino animato dal mercato. «Se il Municipio ci darà il permesso di tenere aperti i locali fino alle 3 e i negozi fino alle 22 o 23, si potrebbe organizzare il primo evento già questo maggio o giugno». L’idea è già stata accennata agli altri esercenti turriti e sembra aver raccolto consensi. Ora Morici sottoporrà al Municipio la proposta scritta completa di dettagli. Ma le idee dell’esercente bellinzonese non si fermano qui. Nel periodo invernale, ovvero il giorno prefestivo 7 dicembre, vorrebbe riproporre una serata di musica live nei bar, evento già organizzato in passato. «Sarebbe interessante anche per incentivare le giovani band locali che nel Bellinzonese faticano a trovare locali in cui esibirsi», fa presente Morici.

Scena live in difficoltà

La scena live in città secondo Morici è in difficoltà: «Peccato, perché ho allacciato parecchi contatti con artisti anche internazionali durante i 27 anni di concerti dal vivo organizzati al Peter Pan, il bar che ho purtroppo dovuto chiudere nel 2019 per decisione dei proprietari che avevano altri progetti. Ora diverse band in tour in Europa mi stanno contattando chiedendomi se sia possibile fare tappa in Ticino. Purtroppo a Bellinzona non riesco a organizzare nulla, un po’ per mancanza di spazi adeguati, ma soprattutto per l’assenza di tolleranza verso la musica dal vivo. Perciò sono costretto a cercare soluzioni alternative». Una band americana il 20 aprile calcherà quindi il palco dello Studio Foce, di cui la Città di Lugano mette a disposizione gratuitamente impianto audio e spazi. «Mi spiace non poter proporre questi eventi interessanti a Bellinzona, ma finché non ci saranno le strutture giuste risulta impossibile farlo». Negli ultimi anni Morici ha valutato insieme alle autorità cittadine alcuni spazi, «ma nessuna soluzione prospettata si prestava per organizzare dei concerti».

La dura vita di Peter Pan, 6500 e Chupito

Recentemente Morici ha chiuso due locali nei quali proponeva musica dal vivo. Dopo lo storico Peter Pan, aperto nel 19929, un anno fa si è abbassata la saracinesca anche del ‘6500’, l’ex Ramarro, sempre a Bellinzona. Nel frattempo il proprietario dell’immobile ha pubblicato un annuncio per trovare qualcuno che rilevi il locale notturno-discoteca in affitto. Il locale, con capienza di 140 persone, già arredato e dotato di impiantistica audio, luci e aria è disponibile da subito, senza costi di avviamento né ritiro inventario. Tuttavia, l’esperienza avuta da Morici in quel luogo si è rivelata complicata: «Poiché la musica infastidiva qualcuno, era diventato impossibile per me proporre eventi. Inoltre la pandemia non ha aiutato e così alla fine ho deciso di chiudere». Altra esperienza che si sta rivelando sempre più complicata è quella del Chupito, il locale notturno situato in piazzetta ex Mercato, dietro il Municipio. Negli ultimi quattro mesi Morici ha ricevuto quattro multe, l’ultima proprio domenica per disturbo alla quiete pubblica arrecato dalla musica proveniente dall’interno. «Accade quando le persone aprono la porta per uscire. Ciò che mi disturba è che le segnalazioni non provengano da abitanti della zona, ma è la polizia stessa a constatare il disturbo quando rientra in centrale, che pure si affaccia sulla piazza». Morici è sconsolato: «Ci vorrebbe più tolleranza, in passato questi problemi non c’erano. Lavoriamo per... pagare le multe. E alla lunga si è costretti a chiudere».


L’interpellanza

I Verdi dicono no al Carnevale ‘militarizzato’

Ad aver apprezzato la recente edizione di Carnevale promossa dagli esercizi pubblici ci sono anche I Verdi di Bellinzona. "Il Carnevale di Bellinzona ha preso negli scorsi anni una piega che l’ha snaturato da evento popolare a evento commerciale, andando a perdere il suo significato più profondo. Perciò larghe fette della popolazione bellinzonese auspicano un ritorno a un Carnevale più autentico e meno improntato sul mero business, ma al contempo con il giusto grado di sicurezza". Con un’interpellanza i consiglieri comunali Ronnie David e Giulia Petralli si augurano che il Rababar possa indurre il Municipio a un ritorno a bagordi "autentici". Gli ecologisti fanno notare che se da una parte "sono mancati gli appuntamenti tradizionali con le sfilate dei bambini, la risottata in piazza e il corteo dei carri, non sembra per contro essere mancato a molti l’assenza di una città militarizzata e fatta di tendine sovraffollate". I consiglieri comunali chiedono dunque all’esecutivo se "ritiene che il Carnevale militarizzato organizzato dalla società Rabadan conservi lo spirito originale del Carnevale" e se ritiene "di dover riflettere sulla possibilità di ripensare radicalmente alla modalità di impostare il Carnevale a partire dal prossimo anno, favorendo una città aperta". Quanto agli alterchi e alle risse durante il Rababar (una delle problematiche sottolineate dalle autorità è stata la mancanza di controlli che vengono invece svolti in maniera sistematica durante il Rabadan), per i Verdi sono fatti "che tuttavia si verificano purtroppo sistematicamente anche nelle edizioni contraddistinte dalla Città blindata".

Prima nella tendina sanitaria, oggi all’ospedale

Al Pronto soccorso di Bellinzona, dal giovedì al martedì grasso, sono stati registrati 34 ingressi correlabili al Carnevale; molti di più rispetto a quelli delle edizioni 2018 e 2019 del Rabadan, quando tuttavia parecchi partecipanti alticci sono stati presi a carico dalla tendina sanitaria gestita dalla Croce Verde (e pagata dal Rabadan) evitando così di sollecitare l’ospedale San Giovanni. Infine, quanto alla sicurezza Morici spiega che agli agenti privati assunti dai bar sono stati indicati dei compiti, tra cui controllare borse e zaini e verificare che all’interno del locale tutto filasse liscio. Per evitare problemi e ferimenti, secondo Morici si dovrebbe introdurre il divieto di portare con sé bottiglie di vetro, introducendo controlli in determinati punti, per esempio in stazione quando la gente scende dal treno.

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