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Per una madre può essere importante condividere esperienze e difficoltà vissute con i propri figli. Sul web però non si può mai sapere chi c’è dall’altra parte dello schermo
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laR
 
15.02.2022 - 05:30
Aggiornamento: 16:45

La falsa mamma nel gruppo su Facebook

Chiedeva alle madri informazioni personali inerenti alla sfera intima e sessuale dei figli. Adescate una decina di mamme, è stata denunciata

“Ciao, avete consigli su dove organizzare una bella festa di compleanno?”, “Qualcuna di voi sa consigliarmi un bravo pediatra nel Bellinzonese?”. È il tipo di domande che si possono leggere sui gruppi Facebook dedicati alle mamme che vivono in Ticino, molto utili per chiedere consigli, scambiare pareri e magari fare amicizia. Un ‘luogo online’ pensato e voluto per far sentire le madri al sicuro, capite e supportate da altre. Purtroppo però non è sempre così. In un gruppo al quale sono iscritte oltre quattromila mamme di tutto il Ticino, di cui molte del Bellinzonese, alcune della Svizzera interna e altre dell’Italia, due mesi fa è apparso un post che ha dato origine a conversazioni molto delicate e preoccupanti.

«Tutto nasce dallo scritto di una sedicente mamma che dopo aver spiegato di avere un figlio e una figlia di 11 e 13 anni chiedeva se ci fosse qualcuna che avesse figli con problemi intestinali e la invitava a scriverle in privato», ci racconta una delle amministratrici del gruppo domiciliata nel Bellinzonese. Come spesso accade in questo gruppo molto attivo, le mamme hanno iniziato a contattare questa persona, chi scrivendo sotto il post e chi con un messaggio privato. La sedicente mamma ha subito mostrato un approccio molto empatico con frasi del tipo ‘che gentile’, ‘grazie di avermi contattata’, ‘siamo sulla stessa barca’. Dopodiché ha iniziato a porre domande, prima generiche e poi sempre più mirate, riguardo ad aspetti sessuali e intimi dei ragazzini, il tutto elencando i problemi avuti al riguardo dai suoi stessi figli.

Le prime segnalazioni

L’atteggiamento insistente e ripetuto non ha mancato di suscitare l’attenzione delle amministratrici del gruppo. Le quali, in base alle conversazioni che sono riuscite a raccogliere e a salvare, hanno notato come questa persona cambiasse spesso versione a seconda della mamma con cui parlava: a volte aveva solo una figlia, altre un figlio e una figlia, a volte solo una figlia ma anche un nipote più piccolo, questo per cercare di entrare in empatia e trovare punti in comune con le sue interlocutrici.

«Due settimane prima di Natale ci giunge la prima segnalazione di una mamma. Il contenuto della conversazione non era troppo allarmante, ma un po’ ambiguo sì. Perciò le abbiamo consigliato di prestare attenzione», ci dice l’amministratrice del gruppo. «Effettivamente tra mamme con bambini piccoli può capitare di confrontarsi sul colore delle feci e quindi quello segnalatoci poteva apparire un discorso accettabile», aggiunge. Dopo due settimane però un’altra mamma contatta le amministratrici segnalando la stessa persona e invia uno screen shot di una conversazione dicendo di essere un po’ spaventata; passano i giorni e invia il resto della conversazione. «Il contenuto era agghiacciante», commenta la nostra interlocutrice. La presunta mamma aveva mandato foto di mutande sporche di feci, chiedendo a sua volta che le venissero mandate delle foto di quel tipo; parlava poi di ciclo mestruale e mandava altre foto inerenti al tema, parlava anche spesso di sculacciate e diceva che lei le dava a quella “monella di sua figlia femmina fino a farle diventare rosso il sedere”. Non sono poi mancate foto osé in pose ambigue di una ragazza sui dodici anni.

La denuncia in polizia

A quel punto, considerato che talune partecipanti al gruppo avevano condiviso informazioni sul loro domicilio e sulla sede scolastica frequentata dai figli, e temendo che la sedicente mamma potesse far loro qualcosa, le amministratrici non han perso tempo e si sono rivolte alla polizia sporgendo denuncia. La stessa sera hanno poi pubblicato un post per mettere in guardia le altre mamme: “Post importantissimo! Il nostro è un gruppo di condivisione, ascolto e supporto. Purtroppo però il mondo non è fatto solo di gentilezza e bontà, lo sappiamo bene, ma a volte lo si dimentica. Dobbiamo ricordarci che esistono anche i malintenzionati. Con questo post non vogliamo spaventare nessuno, ma solo rendervi più consapevoli. Vi preghiamo di non parlare di aspetti intimi dei vostri figli in privato, di nessun genere. Non inviate foto, non dite dove abitate o dove essi vanno a scuola. A volte parlare con uno sconosciuto ci permette di essere più sinceri e più liberi, ma non si può sapere quali siano le sue intenzioni reali. Sono persone abituate ad adescare sui social, si dimostrano quindi empatici e cordiali, ma diffidate! Fortunatamente siamo intervenute in tempo e non è successo nulla di grave. La polizia e Facebook sono informati e faranno le indagini del caso. Chi fosse stato contattato in privato da (ndr: il nome è noto alla redazione) è pregato di mandarmi le conversazioni e bloccare immediatamente l’utente. Contattatemi celermente se pensate abbia cambiato nome utente. In futuro, appena l’istinto vi dice che state scrivendo con una persona ambigua, contattateci. Ci dispiace molto che sia successa una cosa così spiacevole, ma con la prevenzione e la consapevolezza possiamo sicuramente stare tranquille e continuare a beneficiare con sicurezza di questo splendido gruppo”.

Persone subdole e manipolatrici

Una volta pubblicato questo post le amministratrici sono state contattate da una decina di madri che avevano avuto conversazioni con la presunta mamma. «Ho cercato di eliminarla dal gruppo ma non è stato possibile. Questa persona sembra avere buone competenze informatiche, ancora adesso è nel gruppo e non riesco a toglierla: disattiva l’account Facebook e poi lo riattiva e così facendo riesce a non essere espulsa», ci spiega l’amministratrice. Le reazioni delle mamme alla vicenda sono state di diverso tipo: una inizialmente si sentiva tranquilla e non realizzava quanto accaduto, ma nei giorni seguenti si è poi detta turbata: non riuscendo a spiegarsi come fosse riuscita a parlare di aspetti intimi dei propri figli, era sconvolta per come questa persona sia stata in grado di raggirarla così facilmente. Effettivamente però, queste persone sono abili manipolatrici e riescono con facilità a entrare in empatia col prossimo e riuscire a farsi raccontare anche aspetti molto personali. Da questa esperienza le amministratrici del gruppo hanno imparato a diffidare: «È bello poter contare su gruppi di aiuto come il nostro, ma bisogna tenere sempre ben presente che il marcio può essere ovunque, anche dove meno te lo aspetti. Ed è perciò molto importante prestare attenzione agli argomenti che si trattano. Fortunatamente in questa vicenda nessuna mamma ha abboccato fino in fondo», conclude l’amministratrice con un sospiro di sollievo. Si attende l’esito dell’inchiesta.

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