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I tre edifici del comparto
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06.02.2022 - 16:33
Aggiornamento : 17:29

Verso la ripresa dei lavori per il nuovo oratorio di Giubiasco

Il Municipio di Bellinzona invita il legislativo ad approvare ulteriori 2,89 milioni per il Centro culturale che dovrebbe aprire al più tardi nel 2023

Un credito supplementare di 2,71 milioni di franchi per completare il rifacimento dell’ex oratorio di Giubiasco più eventuali altri 180mila franchi per una tensostruttura esterna, un anfiteatro nel prato e un campo da bocce. È quanto chiede il Municipio di Bellinzona al Consiglio comunale per finalmente realizzare un centro sociale e culturale intergenerazionale che dovrebbe aprire i battenti tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2023. Se il legislativo dovesse approvare lo stanziamento dei due crediti, l’investimento totale per questo progetto ammonterebbe dunque a 10,84 milioni di franchi, invece dei 7,95 milioni inizialmente previsti nel 2015 dall’ex Comune di Giubiasco. Ricordiamo che i lavori sono stati bloccati nella primavera del 2020 a causa dei noti sorpassi di spesa riscontrati in questo cantiere, allo Stadio comunale e al Policentro di Pianezzo.

Il sorpasso di spesa e il blocco del cantiere

Il cantiere per la realizzazione del nuovo oratorio di Giubiasco era stato avviato nel 2017. Il progetto prevedeva la costruzione di due nuovi stabili (già conclusi) e il rinnovamento di quello già esistente. Il sorpasso di spesa riguardava proprio quest’ultimo edificio: alla fine del 2017 i tecnici avevano proposto di demolirlo e ricostruirlo indicando tuttavia un importo (circa 790mila franchi) per eseguire i lavori che in seguito è risultato essere sottostimato. La demolizione era stata approvata dal Municipio, ma a febbraio 2020 era emerso che il costo totale sarebbe ammontato a 10,3 milioni, ben oltre il limite del 10% di aumento spesa consentito dalla legge. Dopo la conferma della correttezza di questo dato, l’esecutivo aveva quindi ordinato il blocco del cantiere, visto che a quel punto era necessario lo stanziamento di un credito suppletorio, che ora è stato trasmesso al Consiglio comunale. Stando al relativo messaggio municipale, una volta approvata la richiesta di credito dal legislativo, “i lavori dovrebbero potersi svolgere in sei/otto mesi. Si presume pertanto che l’opera nel suo complesso possa essere fruibile a partire dall’autunno/inverno 2022/23”. In ogni caso, “nel mese di novembre 2021 si è comunque iniziato con l’esecuzione di parte della sistemazione esterna”.

L’audit ‘ha evidenziato criticità diverse’

Per capire cosa era successo esattamente, il Municipio aveva chiesto di effettuare due audit. Il rapporto di quello interno “ha evidenziato criticità diverse”. Nel messaggio si parla di “ritardi d’esecuzione”, di “ripensamenti progettuali in corso d’opera”, di “difficoltà di comunicazione tra progettisti e tra questi e artigiani e imprese” e di costi “sottovalutati” per la demolizione dell’edificio in questione. La conclusione è che “un’informazione più precisa e corretta avrebbe consentito di rendersi conto molto più tempestivamente dell’entità del possibile superamento di spesa e di chiedere prima il credito suppletorio al Consiglio comunale”.

‘Luogo ideale’ grazie alle sinergie

A Bellinzona si parla da tempo della necessità di disporre sul territorio di un centro culturale. Alcuni anni fa il Municipio aveva proposto di insediarlo nell’ex ospedale di Ravecchia. Tuttavia a metà 2020 questo progetto era sfumato, visto che le trattative con Armasuisse per l’acquisto dello stabile non erano andate in porto. Nello stesso anno, dopo il blocco dei lavori all’ex oratorio, l’esecutivo aveva quindi istituito un gruppo di lavoro per valutare se un centro culturale, sociale e aggregativo potesse sorgere proprio su questo terreno. È così emerso che l’ex oratorio rappresenta “il luogo ideale”. Infatti i tre blocchi previsti potranno operare “in sinergia tra loro”: la Fondazione Vita Serena (già insediata in uno degli edifici e che gestisce un centro diurno per anziani) potrà proporre anche agli utilizzatori del comparto la possibilità di ristoro (cucina), mentre i suoi utenti potranno beneficiare delle offerte del centro culturale. Nell’altro edificio già completato si insedierà poi la biblioteca regionale (gestita dalla Città) che sarà trasferita dall’attuale sede ubicata nelle Scuole elementari in Viale Stazione a Giubiasco. In questo caso si prevede pure “di creare uno spazio di lettura e socializzazione in collaborazione anche con altre realtà locali come, ad esempio, la biblioteca di BaoBab che ha già manifestato il proprio interesse”. Nel Centro culturale è infine prevista una “sala polivalente con possibilità di rappresentazioni teatrali e artistiche di altro genere, ma anche per organizzare assemblee e incontri di vario genere”. Infine, all’esterno sono previsti un prato verde, arbusti e panchine.

Altri 180mila franchi ritenuti però ‘non essenziali’

Per completare l’opera, ai 10,3 milioni emersi nel 2020 vanno aggiunti oltre 320mila franchi per “opere supplementari non contemplate dal progetto originale”. Nel messaggio si cita ad esempio l’arredo per la biblioteca, un montacarichi interno e un impianto di irrigazione esterna. Si arriva così a un costo totale di 10,66 milioni e alla richiesta di un credito supplementare di 2,71 milioni da aggiungere ai 7,95 iniziali. Il gruppo di lavoro ha poi suggerito di completare il centro con una tensostruttura esterna di circa 50 metri quadrati, con un anfiteatro nel prato esterno che funge da zona di raggruppamento e con un campo di bocce per il gioco della pétanque. Visto che il Municipio “non ritiene queste ulteriori richieste essenziali”, la palla è ora nelle mani del Consiglio comunale che dovrà decidere se approvare anche il secondo credito suppletorio di 180mila franchi per effettuare questi lavori. Se ciò sarà il caso si arriverebbe a una spesa totale di 10,84 milioni, di cui 4,2 milioni sarebbero a carico della parrocchia di Giubiasco che partecipa ai costi d’investimento.

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