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L’edificio sarà costruito sopra l’impianto della Protezione civile
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17.01.2022 - 11:00
Aggiornamento : 17:16

Centro per richiedenti l’asilo di Camorino, la domanda all’albo

Sarà costruito sopra il criticato ‘bunker’ che sarà ristrutturato e integrato nella nuova struttura la quale tuttavia non ospiterà più i cosiddetti Nem

Passi avanti per il Centro cantonale polivalente di Camorino dedicato all’accoglienza di richiedenti l’asilo. La domanda di costruzione per l’edificazione della struttura, di un nuovo posteggio esterno e di un percorso pedonale di accesso è in pubblicazione da oggi all’albo comunale di Bellinzona e vi rimarrà fino al 31 gennaio.

Lo scorso 22 settembre il progetto aveva ricevuto luce verde da parte del Gran Consiglio – con 65 voti favorevoli, 5 contrari e 5 astenuti – agli 11 milioni di franchi per la sua realizzazione. Si tratta di un progetto pilota, visto che sarà di proprietà e gestito dal Cantone e non più da enti esterni come la Croce Rossa. Questo centro andrà in particolare a sostituire quello di Paradiso (uno dei tre centri collettivi per richiedenti l’asilo presenti in Ticino, oltre a quelli di Cadro e Castione) che dovrebbe chiudere al più tardi a fine 2022.

Il centro polivalente (i cui lavori dovrebbero terminare nel 2023) avrà una capacità totale compresa tra i 173 e i 189 posti letto, si svilupperà su tre livelli e comprenderà spazi comuni e amministrativi. Gli ospiti avranno a disposizione camere singole per portatori di handicap, camere doppie, quadruple, altre di dimensioni maggiori e appartamenti, questi ultimi pensati prevalentemente per l’accoglienza di famiglie o per chi si trova nella fase finale del suo percorso integrativo. Visto che si tratta di un centro ‘polivalente’, esso sarà pure utilizzato per accogliere persone in cerca di protezione a seguito di eventi straordinari (come catastrofi naturali) che rappresentano una minaccia o un pericolo per la popolazione.

L’edificio sarà costruito sopra il criticato ‘bunker’, l’impianto di Protezione civile (che sarà ristrutturato) nel quale sono ospitati i cosiddetti Nem, la cui domanda d’asilo è stata respinta o per i quali è scattata la procedura di non entrata in materia. Tuttavia, il nuovo centro non ospiterà queste persone che beneficiano dell’aiuto d’urgenza.

Alternative per i Nem, verifiche in corso

La scorsa estate il Cantone aveva pubblicato un appello sul Foglio ufficiale, per la messa a disposizione nell’arco di almeno cinque anni di una struttura fuori terra dotata di minimo 30 posti letto, ma nessuno aveva risposto. «Siamo sempre alla ricerca di soluzioni, attualmente la Sezione della logistica del Cantone sta approfondendo alcune possibilità. In particolare sta lavorando su due piste che sembrerebbero essere piuttosto idonee, ma al momento non abbiamo ancora individuato una soluzione concreta», spiega Gabriele Fattorini, direttore della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie.

Mesi fa il Cantone aveva espresso la volontà di voler chiudere il bunker entro la fine del 2021, ma visto che non sono state trovate alternative adatte il centro è tuttora aperto. «Ormai sono mesi che siamo alla ricerca di soluzioni. Abbiamo pubblicato il concorso sul Foglio ufficiale che però non ha dato l’esito sperato, dopodiché abbiamo approfondito due interessanti alternative che però non sono andate in porto», spiega Fattorini. L’auspicio è ora di trovare l’alternativa definitiva in tempi ragionevoli, anche se questa ricerca non è così semplice: «Non è evidente individuare una nuova sede perché per strutture di questo tipo è necessario che vi sia un consenso da parte delle autorità comunali, ma anche un consenso della popolazione», osserva. Va inoltre considerato che la struttura dovrebbe essere facilmente accessibile con i mezzi pubblici.

Quando a Camorino cominceranno i lavori per il Centro polifunzionale, le persone che attualmente sono accolte nel rifugio della protezione civile (attualmente una ventina) dovranno lasciare la sede. L’attuale struttura di accoglienza dei Nem si trova infatti proprio sotto il futuro cantiere. «Ora stiamo cercando alternative e vorremmo trovarle il più presto possibile, questo indipendentemente dalla tempistica dei lavori previsti per il nuovo centro», rileva Fattorini. Quanto all’ubicazione, non è detto che la nuova sede sarà nelle vicinanze di quella attuale, come ci è stato spiegato le ricerche si sono concentrate su tutto il territorio cantonale e tra le ipotesi attualmente al vaglio ve ne sono sia nel Bellinzonese che in altri distretti.

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