VAN Canucks
1
STL Blues
3
fine
(1-1 : 0-2 : 0-0)
sudditi-su-col-morale-il-carnevale-non-e-morto-e-ritornera
Renato Dotta (Re Rabadan) con Brenno Martignoni Polti, Re del Carnevale Lingera di Roveredo
ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarnese
2 ore

Verzasca, fiume e foce limacciosi: si aspetta la pioggia

Sono visibili le prime e inevitabili conseguenze ambientali dello svuotamento della diga lungo il greto del fiume, fino alla foce.
Ticino
2 ore

‘Specialisti utili alla ricerca e all’economia elvetiche’

Il Consiglio di Stato: sì all’ammissione agevolata sul mercato del lavoro degli stranieri di Stati terzi con master o dottorato conseguito in Svizzera
Mendrisiotto
2 ore

A Stabio i giovani aiutano a trovare casa al loro Spazio

Il Municipio ha convocato una Commissione. Da 19 anni il Centro condivide con i ragazzi attività ed esperienze
Ticino
9 ore

Trenord, il Covid continua a colpire il personale

I dati forniti da Regione Lombardia dopo le proteste dei pendolari
Locarnese
12 ore

Cevio, lieve calo demografico nel 2021

La diminuzione della popolazione nel capoluogo distrettuale è dovuta soprattutto alle partenze
Locarnese
12 ore

Locarno, quest’anno non si scaccia gennaio

La Pro Città Vecchia ha annullato l’edizione della tradizione che da tempo immemore coinvolge i bambini alla fine di questo mese
Luganese
12 ore

Montagnola, una nuova guida per il museo Hermann Hesse

La direttrice Regina Bucher lascerà l’incarico alla fine di quest’anno. La fondazione si attiva per ricercare una persona in grado di sostituirla
Luganese
12 ore

Lugano, scazzottata tra due ventenni in piazza Dante

Dopo la lite nelle prime ore di oggi, un giovane finisce all’Ospedale Civico per un possibile trauma cranico. La polizia avvia accertamenti
Locarnese
12 ore

Locarno, conferenza su Francesco Chiesa e identità culturale

A proporla è il Lyceum Club Locarno, giovedì 27 gennaio alla Biblioteca cantonale, con la partecipazione del professor Ariele Morinini
Locarnese
12 ore

Locarnese, il premio Giovanna Dalcol a Formation Partage

L’Ong si occupa di progetti di formazione e di educazione in diversi Paesi dell’Africa francofona
Luganese
13 ore

Lugano, si adotti il label ‘VilleVerte Suisse’

Mozione dei Verdi chiede passi avanti: la certificazione avrebbe effetti benefici sul necessario aumento della biodiversità in città
Bellinzonese
13 ore

‘Contrastare il traffico parassitario’ a Monte Carasso

Il consigliere comunale di Bellinzona Luca Madonna torna alla carica sul problema irrisolto ormai da anni
Bellinzonese
14 ore

Ampio sostegno trasversale alla fusione nella Bassa Leventina

In un volantino un centinaio di persone e alcuni ‘tenori’ si schierano a favore dell’aggregazione
Locarnese
15 ore

Ascona, Antoinette al cinema Otello

Secondo appuntamento con il cineclub dell’Alliance française, martedì 25 e mercoledì 26 alle 18.15
Mendrisiotto
15 ore

‘30x30’, mostra collettiva alla Filanda di Mendrisio

Esposizione del Gruppo Acquarellisti Ticinesi fino al 30 gennaio per sottolineare il nuovo traguardo del sodalizio
Mendrisiotto
16 ore

‘Ri-pensare i confini’, a Mendrisio film sulle frontiere

Al via dal 26 gennaio un ciclo organizzato da Museo etnografico della Valle di Muggio e Cineclub
13.01.2022 - 20:290

‘Sudditi su col morale! Il Carnevale non è morto e ritornerà’

Bellinzona e Roveredo: i regnanti Renato Dotta (Rabadan) e Brenno Martignoni Polti (Lingera) riflettono sulla vita senza maschera e con la mascherina

Giù la maschera e su la mascherina. In un contesto crescente di ‘società del dovere e meno del piacere’ dovuto al quotidiano martellare su restrizioni e vincoli pandemici imposti dalle autorità per proteggere tutte le fasce della popolazione, anche l’annullamento dei carnevali per due/tre anni consecutivi (a dipendenza della località) rischia di appesantire ulteriormente la già elevata stanchezza generale e l’accresciuta conflittualità in seno alle varie componenti della società civile. In questo clima di negatività a oltranza e in assenza dei bagordi carnascialeschi subisce un ulteriore duro colpo l’importante componente dello svago, della libertà, del rilassamento, della leggerezza psicologica. Ne sono convinti e lo vanno ripetendo specialisti e sociologi e con essi anche, senza addentrarsi nella psicologia spicciola, chi il carnevale lo vive in prima persona ufficialmente nelle vesti di Re. Che è un compito di rappresentanza non da poco, affermano in coro Renato Dotta e Brenno Martignoni Polti, i volti più popolari dei carnevali Rabadan di Bellinzona e Lingera di Roveredo.

‘Una volta all’anno è lecito far pazzie’

«Specialmente nel tessuto sociale legato all’età verde, ai giovani e agli adolescenti, il perdurare di questo stato d’emergenza sta lasciando il segno, e non mi riferisco al lato prettamente sanitario», attacca Re Brenno. «Sono privati di quello che concorre in modo incisivo al loro sviluppo libero e spensierato, proprio dell’universo giovanile». In linea generale «penso alle piccole cose. Ritrovi informali, occasioni di confronto al termine delle lezioni e nei fine settimana, uscite scolastiche. Insomma, tutto quello stare insieme che forma il carattere». Ovviamente anche il carnevale – ne è certo Martignoni Polti – appartiene a questa dimensione: «L’antico detto recita ‘Semel in anno, licet insanire’. Una volta all’anno è lecito far pazzie. Il fatto che il carnevale non possa trovare svolgimento non è indolore e ha ripercussioni sull’ordine sociale e sulle menti più vulnerabili. Siamo tutti un po’ più tristi e a farne le spese, per taluni, è anche la gioia di vivere. E anche per chi il carnevale non lo apprezza troppo o lo frequenta saltuariamente, si tratta di una dimensione che manca. Ne sono persuaso. Perché è uno degli appuntamenti canonici che aiutano a scandire l’anno e a creare ambiente, specialmente nei paesi. Ma nella stessa Città di Bellinzona ricordo quanto è sempre attesa la cerimonia inaugurale del giovedì sera, anche da parte di chi il Rabadan poi non lo vive intensamente. Quando ero sindaco, era per me un’occasione unica per toccare con ironia dei temi anche importanti della capitale».

‘La dimensione del lavorare bene’

A cascata, aggiunge Re Brenno, l’annullamento genera conseguenze negative su quelle società locali che organizzando tendine e buvette incamerano risorse finanziarie vitali per dare slancio alle loro consuete attività, la maggior parte delle volte proposte a favore delle nuove generazioni: «Oltre al divertimento puro il carnevale, troppo spesso abbinato erroneamente agli eccessi, incoraggia anche una grande motivazione collettiva a lavorare bene. Confido che l’ulteriore pausa forzata non finisca per far perdere questa preziosa dimensione». Tornando ai ‘benefici del carnevale’ Martignoni Polti evidenzia anche «la gioia che vediamo negli occhi degli allievi e degli anziani quando si organizza un evento loro dedicato». Ovunque in Ticino e Mesolcina «anche la semplice visita dei regnanti a scuola e nelle case per anziani diventa un evento partecipativo. Senza parlare poi della forte motivazione che muove i carristi, i gruppi e le guggen nell’organizzare anno dopo anno le loro attesissime performances, rinnovandosi sempre. Bisognerà vigilare affinché non venga meno il loro entusiasmo».

‘Resistere allo scoramento’

Dalla capitale gli fa eco Renato Dotta. Andando a toccare i temi dello svago e della leggerezza psicologica, Re Rabadan esorta il popolo del carnevale e la gente comune a «non perdere l’interesse per il mondo esterno. In questo non facile contesto generale di quarantene e isolamento lo scoramento è una tentazione. E mi rendo conto che in non poche persone rischia di prendere il sopravvento la tentazione di lasciarsi andare, cedere allo sconforto e cadere nel pozzo della solitudine». Sebbene le occasioni d’incontro, socializzazione e divertimento siano al momento limitate o annullate, «è importante ricordare che vivere significa saper resistere allo scoramento provocato da momenti e periodi difficili. Tutti noi abbiamo una grande fortuna, che a volte non ci viene in mente perché si è costretti ad affrontare altre priorità quotidiane; la fortuna di avere delle passioni. Loro ci sono sempre e anche negli attimi di sconforto non ti abbandonano mai». L’errore più grande, aggiunge e conclude Renato Dotta, «sarebbe rinunciarvi per sempre. E la sconfitta peggiore lo scoraggiamento». Da qui l’invito a «continuare a pensare alle serate in maschera, alle risottate nelle piazze, ai cortei e alla lunga lista di eventi collaterali come un’occasione di incontro tanto desiderata che merita di essere vissuta anche in futuro tutti insieme. Sono certo che ritorneremo. E che saremo più forti di prima riassaporando in tutta la sua essenza il magico mondo del carnevale!».

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved