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13.12.2021 - 17:51
Aggiornamento: 23.12.2021 - 14:42

Rifiuti S. Antonino, preavviso negativo all’iniziativa popolare

La Commissione speciale invita il Cc a voler respingere le proposte della raccolta firme che chiede in particolare di ripristinare la gestione per i verdi

Respingere le modifiche al Regolamento comunale sui rifiuti avanzate dall’iniziativa popolare sottoscritta da quasi 300 cittadini di Sant’Antonino. È la raccomandazione che la Commissione speciale fa al locale Consiglio comunale chiamato a esprimersi sulla questione in occasione della seduta aggiornata per il 20 dicembre. La raccolta firme era stata avviata all’inizio del 2020 dopo che a fine 2019 il Legislativo aveva approvato all’unanimità la versione aggiornata del regolamento in materia di rifiuti. L’iniziativa denominata ‘Rifiuti: così ci rifiutiamo’ e promossa da alcuni cittadini chiede alcune modifiche, a cominciare dai rifiuti verdi: mentre in precedenza li si poteva depositare gratuitamente in una piazza dedicata in via Martinello, poco oltre la linea ferroviaria, ora all’ecocentro è possibile consegnare settimanalmente al massimo due sacchi da 100 litri, sempre gratuitamente; l’eccedenza, a pagamento, va invece portata privatamente alla ditta Tricomix di Cadenazzo. Una soluzione giudicata scomoda dagli iniziativisti, che chiedono di ripristinare la gratuità totale, senza limiti di quantitativi, con un migliore accesso a benne più capienti all’ecocentro oppure in un luogo vicino, dove poter scaricare facilmente quantitativi più importanti di due sacchi da 100 litri. “Per quanto concerne il ritiro di grosse quantità di scarti vegetali, l’attuale ecocentro non è attrezzato adeguatamente”, puntualizza nel suo rapporto la Commissione speciale, istituita dal Consiglio comunale su proposta del Municipio dopo che quest’ultimo aveva dichiarato ricevibile l’iniziativa popolare. “Anche apportando delle modifiche – continua la Commissione – la struttura attuale non sarebbe in grado di accogliere grandi quantità di scarti vegetali. Unica alternativa per non recarsi presso il concessionario sarebbe di creare uno spazio appositamente adibito a raccolta del verde. Questo prevede un investimento, i costi inevitabilmente aumenteranno”, aggiunge la Commissione nel suo rapporto, rendendo attenti sul fatto che attualmente il capitale proprio del servizio rifiuti è negativo per un totale di 215mila franchi. “Nei prossimi anni molto probabilmente la tassa base sui rifiuti e/o la tassa sul sacco aumenterà. Se si dovessero fare ulteriori investimenti probabilmente si dovrà aumentare cospicuamente la tassa base”.

Pollice verso anche alla gratuità per il servizio di raccolta per gli anziani

Secondo gli iniziativisti va anche eliminato il pagamento del servizio di raccolta a domicilio per gli anziani; per questa fascia d’età, sostengono i promotori, va garantita la gratuità. “L’eliminazione delle tasse d’uso va in contrasto con il principio della causalità”, rileva la Commissione citando il Regolamento sulla gestione finanziaria e sulla contabilità dei comuni e la Legge organica comunale. “Chi usufruisce di un servizio deve pagarlo. Se non si volesse far pagare il servizio agli anziani, il Municipio potrebbe utilizzare altri mezzi, per esempio un sostegno per compensare la spesa per il servizio”.

Sempre gli iniziativisti chiedevano di eliminare la tessera cartacea che autorizza l’accesso all’ecocentro in quanto, sempre secondo i firmatari, un controllo in loco è già esistente. A questo proposito la Commissione rileva di non poter “proporre la modifica del regolamento in quanto non prevista dallo stesso. L’obbligatorietà della tessera cartacea è specificata nell’art. 6 dell’ordinanza municipale e pertanto di competenza del Municipio e non del Consiglio comunale”. Dal canto suo l’Esecutivo aveva rinunciato a proporre un controprogetto all’iniziativa. Se il Consiglio comunale seguirà la raccomandazione della Commissione speciale, gli iniziativisti avrebbero la facoltà di chiedere una votazione popolare.

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