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10.11.2021 - 13:54
Aggiornamento: 17.10.2022 - 11:52

L’area di servizio ‘Green’ vincolata al sostegno del Cantone

Per il progetto che intende puntare sulla distribuzione di vettori energetici alternativi la Sassi Grossi Sa chiede 9 milioni a Bellinzona

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Il progetto prevede anche la creazione di un’area di svago e di una zona per camper e campeggiatori

È un piano di finanziamento fortemente condizionato dai contributi cantonali quello per la costruzione della nuova stazione di servizio autostradale prevista a Giornico accanto allo svincolo e al Centro di controllo veicoli pesanti che saranno inaugurati a fine 2022. A promuovere l’opera la Sassi Grossi Sa, società anonima costituita nel gennaio del 2021 dai Comuni di Bodio, Giornico e Personico che lo scorso ottobre ha inviato al Consiglio di Stato il dossier del progetto. Tuttavia, durante la serata informativa aperta alla popolazione tenutasi martedì sera è stato posto l’accento sul grande punto di domanda dell’operazione: i 9 milioni di franchi (5 a fondo perso e 4 sotto forma di sussidi da rimborsare) su un totale di 12 che la società chiede al Cantone per finanziare l’investimento nella misura del 75%. Gli altri 3 milioni sarebbero a carico della Sa: 1,5 provenienti dai mezzi propri e i rimanenti 1,5 sotto forma di ipoteche. Dal Governo si attende una risposta entro Natale. «Ci rendiamo conto che la cifra non è indifferente, ma d’altronde quando la Bassa Leventina potrà finalmente avere un rilancio?», si è chiesto martedì sera il sindaco di Personico Emilio Cristina, presidente della Sa. «Non vogliamo creare false aspettative – ha continuato sottolineando le incognite –, ma noi ci crediamo e reputiamo sia il momento opportuno per far sì che la nostra regione possa essere presa in considerazione e valorizzata», ha aggiunto esortando i granconsiglieri della Tre Valli (numerosi quelli presenti a Giornico in una gremita palestra Fantin) a farsi promotori di questa aspettativa. «Sicuramente ci impegneremo al massimo», ha raccolto l’invito la granconsigliera di Faido Diana Tenconi, dettasi colpita dalla qualità del progetto che pure lei ritiene una possibilità di rilancio per la bassa valle ma anche per tutta la Leventina. «Credo che siano poche le obiezioni che potranno emergere: se c’è la volontà politica queste cifre sono accordabili», ha aggiunto.

‘Pensiamo di poter girare la pagina delle sconfitte’

I tre Comuni – che inizialmente avevano coinvolto anche Pollegio poi chiamatosi fuori – si sono interessati alla gestione dell’area di servizio nel 2019 dopo che nessuna società aveva manifestato la volontà per l’appalto nell’ambito del pubblico concorso indetto dal Cantone: creare nuovi posti di lavoro, sviluppare attività economiche locali, valorizzare la zona industriale e sfruttare il posizionamento strategico sono le opportunità individuate da Bodio, Giornico e Personico. Era quindi stato affidato un mandato a degli specialisti per lo studio di un progetto di massima e le ricerca di partner commerciali, poi sfociato nell’approvazione dei contenuti da parte dell’Ufficio federale delle strade e nella concessione di ciascun Consiglio comunale di un credito di 50mila franchi per la costituzione della società anonima. La svolta arriva nell’agosto del 2021: il partner di riferimento per i carburanti decide di abbandonare il progetto giudicando sfavorevole le condizioni dell’appalto del Cantone. A questo punto, ha spiegato Cristina, la Sassi Grossi Sa decide di cambiare completamente rotta (uscendo dai vincoli del bando di gara) e ci si orienta verso un progetto che la Sa ritiene innovativo nel contesto della svolta energetica voluta dalla Confederazione e dal Cantone. La stazione di servizio si chiamerà ‘Green Station Ticino’ e punterà in particolare sulla distribuzione di vettori energetici alternativi: «Abbiamo voluto puntare sull’elettrico, sul gas naturale liquefatto e sull’idrogeno coinvolgendo l’Azienda elettrica ticinese e la Enet Energy», ha rimarcato il sindaco di Personico, evidenziando come uscire dai vincoli del concorso indetto dal Cantone abbia permesso di ampliare le opportunità per altri contenuti. Nel dossier è infatti stata inserita la possibilità di realizzare un’area di svago con parco giochi dall’altro lato dell’autostrada (collegata con le strade comunali da una passerella ciclopedonale) e una zona parcheggio per camper e campeggiatori. Altre idee, nell’ambito di un progetto che andrà comunque ancora affinato, potranno arrivare anche da spunti della popolazione. I relatori hanno sottolineato la particolarità del fatto che alla stazione di servizio si potrà accedere in macchina anche senza doversi immettere in autostrada, favorendo quindi la fruizione dei residenti. «Vogliamo costruire una stazioe di servizio della svolta energetica», ha dal canto suo affermato il municipale di Bodio Fra n co Romerio -Giudici, membro del Cda della Sa unitamente al sindaco di Giornico Rosolino Bellotti . «Con questo progetto pensiamo di poter girare la pagina delle sconfitte, a partire dalla Monteforno», ha aggiunto Romerio-Giudici, auspicando che il Consiglio di Stato possa riconoscere il carattere innovativo del progetto e i suoi benefici per la regione.

Le ipotesi sui contenuti

Detto dell’impronta più ecologica pensata per la distribuzione di carburante (benzina e diesel ci saranno ma in maniera ridotta), all’interno dell’edificio della stazione di servizio – un pianterreno e due piani superiori – sono previsti spazi per la ristorazione (più tipologie, compreso il McD onald’s che mantiene l’interesse a insediarsi), bar, commerci (ipotizzato anche un negozio di prodotti locali) e un hotel pensato per i viaggiatori. Il coinvolgimento di attività economiche locali è cominciato (nei prossimi giorni è in programma un incontro al fine di captare l’interesse). Già nel periodo di transizione previsto tra il 2022 e il 2024 (quando in teoria dovrebbe essere inaugurata la ‘Green Station Ticino’) si pensa infatti di dare in gestione punti di vendita e di ristoro a commercianti, ristoratori e agricoltori locali.

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