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20.10.2021 - 16:43
Aggiornamento: 17:02

Acquisto della sede Irb, Gestione d’accordo ma non all’unanimità

Tutti i membri della commissione sono favorevoli all’operazione eccetto Giuseppe Sergi dell’Mps, secondo il quale si tratta di un ‘cattivo affare’

acquisto-della-sede-irb-gestione-d-accordo-ma-non-all-unanimita

“Un investimento strategico per la Città, per i giovani, per lo sviluppo ulteriore del polo biomedico e per la creazione di ulteriori posti di lavoro altamente qualificati”. La pensa così la maggioranza della Commissione della gestione del Consiglio comunale di Bellinzona, che invita il legislativo ad approvare la richiesta di credito di 6 milioni per l’acquisto da parte del Comune dello stabile in via Vela 6 che tra poche settimane sarà lasciato libero dall’Istituto di ricerca in biomedicina (Irb), prossimo a insediarsi nella nuova sede in via Francesco Chiesa ubicata nel comparto dell’ex campo militare. Sottoscrivendo il rapporto stilato da Tiziano Zanetti (Plr) e Lisa Boscolo (Unità di sinistra), la maggioranza commissionale crede che l’acquisto “potrà ulteriormente rafforzare il polo biomedico nei prossimi 10-15 anni per preparare il parco dell’innovazione previsto all’interno del nuovo quartiere che sorgerà in zona Officina in cui si auspica vi sarà pure una facoltà dell’Usi che grazie ai continui sforzi promossi per sostenere l’attività dovrebbe far giungere gruppi di ricercatori e ricercatrici a Bellinzona”.

Quanto all’aspetto finanziario legato agli interventi di manutenzione necessari per lo stabile (costruito negli anni Sessanta), la maggioranza della commissione non nasconde di essere “rimasta perplessa davanti a queste cifre importanti”, riferendosi ai circa 1,25 milioni necessari per un rinnovo minimo (i costi per un rinnovo completo sarebbero di circa 6 milioni) che il Municipio intende eseguire a tappe dilazionando la spesa nell’arco di 10-15 anni, ma soprattutto per la stima indicativa dei costi in cui si prevede un margine alto di errore (+/- 25%). “Non ci si vorrebbe ritrovare con ulteriori sorprese e costi molto più elevati”, viene sottolineato nel rapporto. Pur convinti “che l’acquisto dello stabile di via Vela 6 al fine di destinarlo a sede del Polo biomedico di Bellinzona sia un investimento strategico estremamente importante”, la maggioranza commissionale rimane “tiepida nel definire tutto questo già stabilito e definitivo; tutto infatti dipenderà se questo edificio adibito alla ricerca e all’innovazione, che la Città si appresta ad acquistare, sia davvero in grado di attirare associazioni, start up, ricercatori e ricercatrici seriamente intenzionati a sviluppare progetti e ricerche”.

Giuseppe Sergi contrario all’acquisto: ‘Un vero e proprio cattivo affare’

Dal canto suo, il consigliere comunale del Movimento per il socialismo Giuseppe Sergi (unico membro della Gestione contrario all’intenzione del Municipio) non ci gira intorno: secondo lui l’acquisto dello stabile in via Vela 6 è “un vero e proprio cattivo affare”, scrive nel rapporto di minoranza che invita il legislativo a bocciare la richiesta di credito. “Spiace dirlo in maniera così cruda, ma l’attuale proprietà (Residenze del Ceresio Sa, ndr) ha trovato il classico pollo da spennare due volte. Dapprima incassando fino ad oggi quasi 10 milioni di soldi pubblici, senza aver fatto interventi significativi di risanamento, e poi incassando 6 milioni di soldi sempre pubblici per liberarsi di questo ‘debito’, la classica ‘peppa tencia’ appunto”. Sergi fa leva sulla necessità di una “riflessione più complessiva sulla selezione degli investimenti e le priorità da fissare soprattutto in un tempo in cui il Municipio sta facendo una ‘spending review’ e a livello cantonale si sta riflettendo su come far quadrare i conti”.

In sostanza Sergi chiede di rinunciare all’acquisto dello stabile in via Vela invitando il Municipio a volersi concentrare sul comparto dell’ex campo militare dove, oltre al nuovo stabile che sarà inaugurato il 27 novembre, i vertici di Irb e Ior hanno già espresso la necessità di realizzare una sede gemella – al fine di soddisfare le esigenze logistiche di un settore in continuo sviluppo – sullo stesso sedime peraltro già predisposto per ospitare un secondo edificio da destinare alla ricerca medica. Per l’esponente dell’Mps, il quale non ritiene funzionale una frammentazione del Polo biotecnologico tra lo stabile di via Vela, gli spazi alle Officine Ffs e il comparto dell’ex campo militare, sarebbe dunque meglio concentrarsi su quest’ultima zona affinché “possa essere veramente quel campus della formazione, della ricerca e dello sviluppo che funga da motore culturale, sociale ed economico del comune. Se bisogna investire dei soldi pubblici è necessario farlo senza disperderli e costruendo un concetto coerente”. Per lo stabile in via Vela, Sergi propone di proseguire con il rapporto di affitto: “Enti e gruppi di ricerca interessati ad avere spazi e sviluppare sinergie possono nel frattempo trovare sistemazione dentro lo stabile in via Vela 6 in affitto per altri 5 anni, nell’attesa di potersi ricongiungere all’interno del campus” all’ex campo militare. “Gli oneri che il Comune di Bellinzona si troverebbe ad assumere sono probabilmente un po’ più elevati nel corto termine, ma nel medio e lungo termine siamo convinti possano essere minori e sicuramente meglio allocati rispetto allo stabile in via Vela 6”.

La minoranza commissionale invita infine il Municipio a “volersi attivare presso il Cantone affinché riveda la scelta di ristrutturare l’ormai vetusto Liceo mantenendolo isolato al margine Ovest del Parco urbano, per trovargli una collocazione nel sedime ancora libero tra il centro G+S e il campus biotecnologico, in modo da liberare la parte est del Parco urbano”.

Critiche vengono sollevate anche sul messaggio municipale con clausola d’urgenza: Sergi “non accetta che un tema considerato ‘strategico’ debba essere deciso nell’urgenza, senza possibilità di adeguata elaborazione. Di fatto – conclude l’esponente dell’Mps – Commissione della gestione e Consiglio comunale sono messi spalle al muro e costretti a scegliere in fretta e furia tra opzioni che comportano oneri finanziari e assunzione di rischi di una certa entità”.

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