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17.10.2021 - 15:11
Aggiornamento: 17:18

Branda e gli altri sindaci col Pse, l’Mps insorge

Sostegno al progetto luganese espresso a titolo personale. I referendisti chiedono chi li ha autorizzati a schierarsi

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Da sinistra i sindaci di Mendrisio, Bellinzona, Chiasso, Locarno e Lugano

Com’era logico attendersi il progetto di Polo sportivo e degli eventi di Lugano – sottoposto a votazione popolare referendaria il 28 novembre – travalica i confini ceresiani. Ne è la prova l’eco generata dal breve comunicato stampa diramato venerdì dal Servizio comunicazione della Città di Bellinzona a margine dell’incontro avuto nella Turrita fra il sindaco Mario Branda e i colleghi di Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio. Premettendo che “dialogo e collaborazione continuano a caratterizzare i rapporti fra le cinque città ticinesi”, viene spiegato che il vertice “è stato l’occasione per fare il punto della situazione generale dei Comuni, con particolare riferimento al Progetto Ticino 2020”. Di fronte alle sue “complessità ma anche alle difficoltà tecniche e politiche” i sindaci hanno deciso di “approfondire i dati e le opzioni emerse”. Quindi il tema Pse: “A titolo personale – viene spiegato – i sindaci di Bellinzona, Chiasso, Locarno e Mendrisio hanno espresso sostegno al progetto di Polo sportivo e degli eventi quale tassello fondamentale nella creazione in Ticino di una rete di infrastrutture, impianti e servizi complementari, che la nuova rete di trasporto pubblico, dopo l’apertura della galleria ferroviaria del Monte Ceneri, può oggi mettere in relazione tra loro in maniera ottimale e fare del nostro Cantone e dei suoi poli quella che ormai possiamo chiamare a pieno titolo Città Ticino”.

Il Movimento per il socialismo, autore del referendum contrario ai contenuti amministrativi e residenziali del Pse, in un comunicato stampa parla di “un pieno di nebbia lanciato, evidentemente a titolo personale, dai sindaci delle maggiori città tra le quali anche Bellinzona”. Il concetto di ‘a titolo personale’ a mente dell’Mps non esiste, laddove gli articoli 118 della Legge organica comunale e 83 del Regolamento comunale di Bellinzona sanciscono che “il sindaco rappresenta il Comune”. Da qui la convinzione che “sui pronunciamenti di tipo politico, quando si agisce nella veste di sindaco, non esiste il punto di vista personale”. E da qui una serie di domande, trasformate anche in interpellanza: “Chi ha autorizzato Mario Branda ad affermare, rappresentando Bellinzona e i suoi cittadini, che il Pse è un progetto fondamentale che va sostenuto? Il sindaco ha elementi, che noi non abbiamo, per poter affermare che i bellinzonesi sostengono con convinzione il Pse e che quindi, esprimendosi in questo modo, egli non ha fatto altro che ‘rappresentare’ il punto di vista della città e dei suoi cittadini? Il Municipio di Bellinzona ha mai discusso del Pse? Se sì, in quale circostanza? Quali riflessioni e giudizi sono emersi in merito a questo progetto? E se il Pse veramente rappresenta un ‘tassello fondamentale’ per i poli del cantone, perché la Città di Bellinzona non dovrebbe sostenerlo anche dal punto di vista finanziario? Non ci sono infatti dubbi che, ammessa e non concessa la sua valenza strategica, esso vale almeno venti volte quello che vale il contributo di 500’000 franchi proposto per la Gottardo Arena, sulla cui valenza strategica non è il caso nemmeno di discutere talmente essa è insignificante”. Mezzo milione, ricordiamo, che il Municipio ha chiesto al Consiglio comunale di stanziare, senza però al momento raccogliere un parere unanime favorevole o contrario.

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