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laR
 
06.10.2021 - 05:30
Aggiornamento : 11:46

Una sirena alla conquista della profondità

Vera Giampietro, 31enne Bellinzonese, ha appena partecipato ai mondiali di apnea a Cipro portando a casa quattro nuovi record nazionali

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Immergersi e nuotare come una sirena alla conquista delle profondità dei mari. Quando indossa la sua muta e le pinne, Vera Giampietro, 31enne di Bellinzona ci appare proprio così, pronta a scendere fino a dove la porterà il suo ultimo respiro inalato in superficie. E all’ultimo Campionato del mondo di apnea a Limassol, a Cipro, tenutosi nelle scorse settimane, l’ha portata davvero lontano, scendendo a profondità impressionanti. In questa competizione la campionessa svizzera ha infranto quattro nuovi record nazionali e si è classificata sesta nella classifica femminile generale. La competizione prevede quattro discipline di profondità, che corrispondono in sostanza a quattro modi diversi per scendere e riemergere, ovvero con la monopinna, con le doppie pinne, senza pinne nuotando a rana e tirandosi lungo il cavo con le braccia. Vera gareggia in tutte e i record che ha portato a casa da questa esperienza (61 metri nella categoria con doppie pinne, 63 in immersione libera usando solo le braccia, 42 e 43 senza pinne a rana) vanno ad aggiungersi ad altri suoi nove primati nazionali. Distanze da togliere il fiato, che equivalgono a oltre due minuti senza respiro. Ma come è giusto che sia, un’atleta intende sempre migliorarsi e per l’anno prossimo Vera ha l’obiettivo di arrivare sul podio della classifica generale e nei prossimi anni cercherà di battere un record del mondo (ora il primato di profondità femminile è di 122 metri). Adesso la 31enne guarda avanti e per l’anno prossimo ha obiettivi importanti, tra cui anche quello di trovare degli sponsor per finanziare le competizioni in questa disciplina non ancora così conosciuta alle nostre latitudini. Attualmente il record personale di Vera è di 75 metri raggiunto in allenamento, mentre in gara il suo tuffo più profondo è di 69 metri conseguito l’anno scorso con la monopinna (tutti i risultati su: veragiampietro.com). La nostra interlocutrice è molto soddisfatta dei risultati ottenuti a Cipro e ancora un po’ incredula: «È sorprendente che abbia ottenuto tali risultati visto che mi sono dovuta sottoporre a un terzo intervento al timpano destro in maggio e che in agosto mi sono slogata una caviglia e non ho potuto camminare per dieci giorni. Nonostante questo sognavo dal 2019 di partecipare a una World Championship, quell’anno infatti non ho potuto farlo a causa del timpano che non guariva, e quindi mi sono recata a Cipro lo stesso in sedia a rotelle con la speranza di rimettermi in tempo per il campionato», ci racconta. E così è stato.

Uno sport molto mentale

In questo sport la forza di volontà è fondamentale «la testa conta il 90%, solo il 10% è tecnica», rileva. «È una passione che mi regala emozioni uniche e la possibilità di essere in armonia con me stessa e con la natura. Quando sono in profondità riesco davvero ad assaporare il qui e ora, vivo in una sorta di presente senza tempo, una sensazione indescrivibile», ci dice. Vera si è avvicinata all’apnea negli ultimi anni, ha cominciato a praticarla ed è diventata istruttrice nel 2018 a Dahab in Egitto. Nello stesso anno ha partecipato alla sua prima competizione, ha però dovuto interrompere gli allenamenti per due anni a causa di una perforazione del timpano avvenuta a causa di un errore medico. Due interventi chirurgici dopo, ha riprovato a tuffarsi l’anno scorso e nonostante il timpano non fosse ancora completamente guarito è riuscita a battere in settembre 2020 tutti i record svizzeri femminili di profondità. Vera ha in seguito battuto i suoi stessi record nelle altre competizioni dello stesso anno.

L’incidente e uno stop di due anni

Con rammarico la campionessa ci racconta che il problema all’orecchio le ha imposto un brusco stop e non ha più potuto immergersi per molto tempo; «mi sembrava di impazzire», ci racconta. A causa della perforazione del timpano aveva il timore che avrebbe dovuto accettare la sconfitta e abbandonare i suoi sogni di apneista. Ma invece, nonostante molti glielo avessero sconsigliato, la decisione di tornare sott’acqua non le ha creato problemi, ma anzi, molte soddisfazioni. «Non solo questo traguardo mi ha riempito di felicità, ma mi ha fatto sentire davvero grata per questa seconda opportunità di fare ciò che amo». Con la sua storia e con i suoi risultati Vera spera d’ispirare altre persone, nell’apnea ma anche in altri campi, a seguire i propri sogni e a superare le difficoltà o i problemi fisici che rischiano di portare ad arrendersi. «Credo fermamente che ognuno di noi abbia dentro di sé la forza e le capacità per realizzare i suoi sogni. Bisogna però imparare ad ascoltarsi, a essere onesti con sé stessi, affrontare le paure e sviluppare le proprie qualità», conclude l’atleta.

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