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Il Teatro sociale (Ti-Press)
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17.09.2021 - 18:440

‘Parlare di un’attività svolta al meglio sembra un po’ fuori luogo’

Sacha Gobbi e Brenno Martignoni Polti non risparmiano critiche nel rapporto di minoranza sul consuntivo 2020 dell’Ente autonomo Bellinzona Teatro

Sono due i rapporti (entrambi chiedono l’approvazione del messaggio municipale) che accompagnano il consuntivo 2020 dell’Ente autonomo Bellinzona Teatro, che chiude con un avanzo d’esercizio pari a 1’055 franchi. Al Teatro Sociale la stagione è stata interrotta a due terzi del suo svolgimento, comportandone poi un parziale riorientamento. Il rapporto di maggioranza (relatrice Lisa Boscolo, Unità di sinistra) auspica maggiore attenzione in futuro sulla strategia economica, considerate le difficoltà finanziarie degli ultimi anni. Pur rinnovando l’apprezzamento generale per le offerte alternative dell’Ente, la flessibilità e gli adattamenti imposti dalla pandemia, la maggioranza della Commissione “ritiene che l’Ente autonomo abbia compiuto i primi necessari passi verso una strategia di risanamento e consolidamento, ma rimane prudente nel sostenere che sia tutto risolto”, si legge nel rapporto in cui i commissari “suggeriscono caldamente” di sviluppare una strategia di marketing e sponsoring sul corto e lungo termine. La Commissione trova infatti che al momento “sia ancora assente o poco sviluppata”. Il rapporto di maggioranza auspica infine che si possa continuare sulla buona scia tracciata nelle prime fasi della stagione (prima della crisi sanitaria): fino all’interruzione si stava registrando una media di 191 spettatori per ogni evento a pagamento nettamente superiore alla media pluriennale di circa 175 spettatori paganti.

Il rapporto di minoranza – sottoscritto dagli esponenti del gruppo Lega-Udc Sacha Gobbi (relatore) e Brenno Martignoni Polti – evidenzia perplessità che riguardano la conduzione e la gestione nel suo aspetto imprenditoriale. “Dopo quanto accaduto negli ultimi mesi, con un Teatro non sempre esaurito (e quindi un’offerta solo in parte apprezzata), parlare di un’attività “svolta al meglio” sembra un po’ fuori luogo”, scrivono i due commissari riferendosi al giudizio espresso dal Municipio nel messaggio licenziato all’attenzione del Consiglio comunale. “Ci vuole poco a trasformare una nicchia in un loculo, nel senso che a furia di rendere sempre più elitaria l’offerta si finisce per restare con nulla”, aggiungono. Nel corso degli anni – si legge ancora nel rapporto di minoranza – più volte sono stati espressi dubbi e criticità sulla gestione della struttura. Le osservazioni sono (quasi) sempre state condivise dalla totalità delle forze politiche, ad eccezione di quella frangia di persone che antepongono la difesa della direzione artistica all’obiettivo certamente più nobile di un avere in città una struttura dal forte richiamo”. La sensazione di Gobbi e Martignoni Polti è che il Teatro Sociale sia “una sorta di ‘isola felice’, dove l’autonomia concessa dalla Città consente di lavorare con tranquillità e senza grande stress da prestazione. Non c’è dubbio – concludono pur invitando il legislativo a voler approvare il consuntivo – che in futuro si dovrà assistere a un deciso cambio di velocità e forse anche di mentalità. La Città di Bellinzona non può permettersi per le sue ambizioni di crescita e soprattutto per la sua vocazione turistica una simile gestione”.

Ente autonomo Musei: ‘Disavanzo contenuto nonostante la pandemia’

Chiude invece con un disavanzo poco superiore ai 3’000 franchi il consuntivo 2020 dell’Ente autonomo Bellinzona Musei che gestisce l’intero comparto di Villa dei Cedri e di Spazio Reale. “L’anno 2020 è stato segnato dalla pandemia di Covid-19”, scrive nel messaggio il Municipio, ricordando che, come tutti gli altri enti culturali, “ha dovuto adattarsi alla nuova situazione in modo pragmatico e responsabile”. L’esecutivo ritiene che l’ente abbia svolto al meglio il proprio mandato. “Anche da un punto di vista finanziario è riuscito a ottenere un risultato con un disavanzo contenuto”, nonostante “le notevoli carenze finanziarie causate dalla pandemia” e l’assorbimento “di costi non previsti in particolare nell’ambito dell’informatica”.

Il messaggio municipale è accompagnato da un rapporto di maggioranza (sottoscritto dalla maggior parte dei membri della Commissione della gestione) e uno di minoranza firmato ancora da Brenno Martignoni Polti (relatore) e Sacha Gobbi. Entrambi chiedono al Consiglio comunale di approvare il consuntivo. Considerate le limitazioni e le chiusure a causa del Covid-19 del museo di Villa dei Cedri, nel rapporto di maggioranza viene rinnovato l’apprezzamento per il fatto che si sia comunque riusciti a trasformare in forme alternative le tradizionali attività culturali. “In particolare – si legge nel rapporto di maggioranza stilato da Lisa Boscolo – la flessibilità e gli adattamenti imposti dalla pandemia sono stati valutati positivamente. L’offerta artistica e culturale è stata garantita malgrado le restrizioni alla visita dei musei portando un valore aggiunto alla città”. Si dimostrano più scettici i firmatari del rapporto di minoranza, i quali – si legge nel testo – “non possono esimersi dall’evidenziare di non essere in misura di pronunciarsi, dato che non sanno né quanto sia stato fatto, né come. Tantomeno possono rassicurare questo consesso su impiego e risultati conseguiti sul campo”. Martignoni Polti (relatore) e Gobbi ritengono di “non avere avuto attestazione che la pandemia non avrebbe fermato completamente le attività culturali, bensì le avrebbe fatte confluire in forme alternative, più contenute”. I due commissari “ritengono comunque di promuovere per il momento l’Ente Bellinzona Musei, riservandosi altro avviso nel proseguimento, già a partire dal prossimo preventivo”.

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