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I due indagati si spartivano per ciascuna targa un incasso fra i 3mila e gli 8mila franchi (Ti-Press)
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26.08.2021 - 05:300
Aggiornamento : 11:38

Circolazione: due account e una dozzina di targhe smerciate

Il funzionario indagato si era servito dei dati d’accesso informatico di due colleghi ignari. Interrogato anche un agente della PolComunale di Bellinzona

Ha usato gli account di due colleghi della Sezione della circolazione, entrambi all’oscuro del suo agire illecito. Lo ha fatto, senza averne diritto, per accedere via computer alle targhe, appropriandosene indebitamente visto che appartenevano allo Stato: targhe destinate alle aste organizzate dal Cantone, ma che lui ha ceduto al presunto complice, il 48enne assicuratore luganese, il quale le ha poi vendute a terzi. Con i proventi che finivano nelle tasche dell’uno e dell’altro. I due account, già. Ecco spiegato uno dei reati ipotizzati dal Ministero pubblico a carico di Simone Orlandi, l’ormai ex funzionario del Servizio immatricolazioni e ormai ex consigliere comunale della Turrita, nonché ex presidente della sezione Udc di Bellinzona e Valli. Il reato in questione è quello di acquisizione illecita di dati, articolo 143 del Codice penale. “Chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, procura, per sé o altri, dati a lui non destinati e specialmente protetti contro il suo accesso non autorizzato, registrati o trasmessi elettronicamente o secondo un modo simile, è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria”, recita il primo capoverso.

Il governo lo licenzia con effetto immediato: fatti gravi

Non è breve la lista dei reati prospettata dal procuratore generale Andrea Pagani, titolare dell’inchiesta entrata nel vivo la scorsa settimana con l’arresto provvisorio del 34enne Orlandi e dell’assicuratore, rilasciati dopo i primi interrogatori, un confronto e l’audizione di persone informate sui fatti. Nei confronti di Orlandi si ipotizzano, oltre all’acquisizione illecita di dati, la corruzione passiva (subordinatamente l’accettazione di vantaggi), l’abuso di autorità, l’appropriazione indebita e il riciclaggio di denaro. Corruzione attiva (subordinatamente concessione di vantaggi), riciclaggio e ricettazione sono invece gli illeciti contestati al 48enne. Quali di queste iniziali ipotesi di reato reggeranno, trasformandosi in formali accuse, lo diranno gli sviluppi investigativi. Per ora non ci sono nuovi arresti; gli unici indagati, seppur a piede libero, sono l’assicuratore e Orlandi. Il quale – in una nota stampa diffusa tramite il proprio difensore, l’avvocato Davide Ceroni, il medesimo giorno del comunicato diramato da Polizia cantonale e Procura – ha ammesso le proprie responsabilità e annunciato le dimissioni dalle cariche politiche. Nel frattempo ha dovuto lasciare anche il posto di lavoro avendolo il Consiglio di Stato licenziato: il provvedimento – scattato dopo l’iniziale sospensione decisa il 19 agosto quando la Procura ha annunciato l'apertura del procedimento penale – è stato adottato martedì dal governo “su proposta del Dipartimento istituzioni”, da cui dipende la Sezione della circolazione: l’esecutivo “ha deciso di disdire con effetto immediato il rapporto d’impiego" e “di abbandonare l’inchiesta disciplinare”. Evidenzia il governo: “L’accesso agli atti dell’inchiesta ha confermato la gravità dei fatti, portando il Consiglio di Stato ad adottare la misura del licenziamento”.

Alla Circolazione da un paio d'anni

Simone Orlandi era stato assunto alla Circolazione nel 2019, con tanto di nomina governativa e un impiego al 100%, dopo aver tentato senza successo la formazione di soccorritore professionale di primo intervento. Da alcuni anni in forza alla Croce Verde di Bellinzona, che inizialmente lo aveva inserito nell’organico in formazione, vi è poi rimasto come soccorritore volontario (lo è tutt’oggi) non essendosi diplomato nell’ambito del corso triennale frequentato alla Scuola superiore per le formazioni sanitarie di Stabio. L’assunzione sarebbe probabilmente avvenuta qualora si fosse diplomato, visto che la Croce Verde per scelta conta fra il personale fisso unicamente soccorritori professionali, impiegando comunque anche dei volontari, com’è il caso di Orlandi. Alla Circolazione percepiva un salario netto sotto i quattromila franchi, inferiore al precedente. Alla Sezione, con sede a Camorino, era un collaboratore apprezzato da tutti i colleghi. In giugno delle segnalazioni pervenute alla Circolazione avevano fatto però scattare approfondite verifiche interne. Con la scoperta tra giugno e luglio, da parte dei responsabili degli uffici di Camorino, di alcune irregolarità. Irregolarità rimproverate a Orlandi.

Pezzi di valore

Secondo quanto ricostruito dalla ‘Regione’, le targhe cedute dal 34enne all’assicuratore per essere vendute a privati sono una dozzina. Targhe a quattro cifre, ma non solo. Ambite. Il valore a pezzo può superare i diecimila franchi. Targhe che sono state smerciate senza passare dal canale istituzionalmente preposto, quello cioè delle aste online promosse periodicamente dalla Sezione della circolazione. Le targhe erano state depositate dai rispettivi conducenti titolari e rientrate negli archivi virtuali dello Stato alla fine dei dodici mesi entro cui i detentori possono richiederle. E probabilmente qualcuna potrebbe essere finita nel mirino del funzionario ancor prima della scadenza dei dodici mesi.

Inchiesta e dintorni

Sentito un poliziotto della PolComunale

Ma in questa vicenda spunta pure un agente di polizia. Gli inquirenti hanno sentito, in qualità di persona informata sui fatti, un sergente maggiore della Polizia comunale di Bellinzona entrato in contatto con uno o entrambi gli indagati nell’ambito del commercio di targhe. Il diretto interessato ha informato il Comando di essere stato recentemente verbalizzato in Procura. La sua testimonianza potrebbe risultare interessante ai fini dell’inchiesta. Impossibile sapere, al momento, se sono prevedibili conseguenze penali nei suoi confronti; ma potrebbe anche costituirsi accusatore privato se ritenesse di aver subìto un danno dall’agire di uno o entrambi gli indagati. Così come al momento non è ancora noto l’importo delle somme incassate e spartite dai due. Restano pure da chiarire le circostanze in cui i due si sono conosciuti e il motivo dell’agire illecito dell’ex funzionario. Nel comunicato inviato giovedì scorso alle redazioni, Orlandi riconduce il tutto a “un momento difficile della mia vita”. Al riguardo non aggiunge altro il 34enne, che durante la campagna per le elezioni comunali del 2020 e per quelle del 2021, in seguito al rinvio delle prime a causa della pandemia, dovrebbe aver speso non poco tra cartelloni e altro materiale.

In Cc gli subentrerà Manuela Genetelli

Una volta accolte dal Consiglio comunale le dimissioni di Orlandi, il suo seggio nel gruppo Lega/Udc/Ind. sarà occupato dalla leghista Manuela Genetelli di Preonzo. Figlia del noto imprenditore Italo, è anche prima vicepresidente della sezione della Lega di Bellinzona nonché segretaria della locale associazione di quartiere. Così i consiglieri democentristi scendono da tre a due e i leghisti salgono da sette a otto. Nel frattempo, in attesa dell’assemblea che nominerà il nuovo presidente dopo le dimissioni di Orlandi, la sezione democentrista di Bellinzona viene coordinata dai vicepresidenti Riccardo Valsangiacomo e Csaba Princzes.

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