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laR
 
02.08.2021 - 20:59
Aggiornamento: 17.11.2022 - 16:23

‘Un pompiere in azienda può fare la differenza’

La Federazione pompieri Ticino intende sensibilizzare i datori di lavoro sul valore aggiunto di questa figura all’interno del personale

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Ti-Press
Il comandante Samuele Barenco. Nelle prossime settimane a Bellinzona si recluteranno nuove forze per il corpo Civici pompieri

Anche l’incendio più grande ha origine da una fiamma piccola, è quindi importante agire subito per evitare danni e conseguenze più ingenti. Ecco dunque che avere un pompiere in azienda può fare la differenza. «Sensibilizzare i datori di lavoro, spiegando loro ciò che facciamo e quali sono i nostri bisogni è una strada che vogliamo intraprendere», spiega a ‘laRegione’ Samuele Barenco, comandante del corpo dei Civici pompieri di Bellinzona. Una strada piuttosto in salita dato che oggigiorno i datori sono sempre meno disposti, per svariati motivi, ad assumere dipendenti che fanno il picchetto di pompiere volontario durante l’orario lavorativo. Per molti, avere in casa un pompiere è visto piuttosto come una scocciatura e la disponibilità a concedere ai collaboratori la possibilità di assentarsi dal lavoro per andare a spegnere un incendio non c’è quasi più nel settore privato. «Eppure avere un pompiere in casa è un valore aggiunto. Se dovesse esserci un incendio o un incidente in azienda, il pompiere sa come comportarsi e sa agire nei primi minuti evitando l’aggravarsi della situazione», rileva il comandante. Una presa di contatto per informare i datori, come viene fatto Oltralpe, potrebbe essere un primo passo «non lo abbiamo mai fatto, ma ora sulla questione ci stiamo chinando con la Federazione pompieri Ticino e cercheremo di definire al più presto come muoverci», fa presente Barenco. L’obiettivo, spiega, è di organizzarsi entro l’anno prossimo, in modo da avviare una campagna di reclutamento coordinata a livello cantonale, per attirare le nuove leve che entreranno poi in carica nel 2023. Per gli interventi di spegnimento durante l’orario lavorativo il Corpo di Bellinzona si basa dunque soprattutto sui pompieri permanenti, personale che lavora per la Città e che può facilmente intervenire in caso di bisogno. Tuttavia il problema della disponibilità di personale durante l’orario lavorativo rimane d’attualità. Il Municipio di Bellinzona è dell’avviso che il tema dovrà essere oggetto di approfondimento per trovare soluzioni sostenibili a medio-lungo termine, in sinergia con i settori e gli enti autonomi della Città. Proprio a questo riguardo il Municipio tratteggia l’ipotesi di creare un Ente autonomo che comprenda l’attività della Protezione civile.

Si cercano nuove forze

L’effettivo del Corpo è di 198 militi, ma entro la fine dell’anno sono da prevedere circa una ventina di partenze. Un ricambio consistente che va colmato con nuove leve. La ricerca dei volontari per il prossimo anno inizierà ufficialmente nelle prossime settimane. Se una volta chi smetteva di far parte dei pompieri lo faceva unicamente per questioni anagrafiche, oggi le ragioni sono molteplici: dal cambio di lavoro, di casa, al minor tempo da mettere a disposizione. Una società più dinamica dunque che non favorisce una certa routine nella quale rientra anche un possibile impegno nei pompieri. Il comandante Barenco fa presente come non sia scontato trovare nuove forze; quando ad agosto viene lanciata la campagna di reclutamento ci sono diversi interessati che chiedono informazioni ma una volta che si rendono conto di quanto tempo libero è necessario mettere a disposizione in molti rinunciano. A inizio settembre gli interessati partecipano a una serata informativa nella quale vengono illustrati i compiti del pompiere e che tipo di impegno è richiesto. Nel caso del Corpo di Bellinzona i turni sono settimanali e vi sono tre turni: la fascia diurna (dal lunedì al venerdì), quella notturna (sempre dal lunedì al venerdì) e il fine settimana. Dopodiché, gli interessati dovranno partecipare a una giornata di selezione con prove fisiche e tecniche e verranno sottoposti a una visita medica. Tutto ciò dovrà aver luogo entro la fine dell’anno in modo che l’anno successivo il nuovo aspirante pompiere possa iniziare la formazione.

Allagamento in caserma

Un violento nubifragio con grandine lo scorso 8 luglio aveva colpito Bellinzona e aveva messo in difficoltà i locali pompieri impegnati in numerosi interventi ma anche a soccorrere loro stessi poiché la caserma era allagata in maniera importante. A tal proposito i consiglieri comunali di Bellinzona Emilio Scossa-Baggi e Gabriele Pedroni del gruppo Ppd-Gg avevano presentato un’interrogazione in Municipio per fare chiarezza sulle cause dell’allagamento. Samuele Barenco spiega che si è trattato di una situazione straordinaria dovuta alla grande quantità d’acqua scesa in poco tempo e all’intensa grandinata che ha ostruito i tubi di scarico del tetto e ha fatto sì che l’acqua non venisse scaricata adeguatamente. Nonostante la grande quantità d’acqua fluita all’interno della caserma i danni provocati dall’allagamento sono esigui.

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