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investire-100-milioni-a-favore-della-scuola-dell-obbligo
L'ex vicesindaco di Lugano ospite a Faido in qualità di oratore del Primo agosto
Primo agosto
01.08.2021 - 19:560
Aggiornamento : 21:28

‘Investire 100 milioni a favore della scuola dell'obbligo’

Faido: da piazza Stefano Franscini l'ex vicesindaco di Lugano Michele Bertini lancia una proposta per l'educazione ticinese

a cura de laRegione

È Michele Bertini a prendere la parola a Faido in occasione dell'allocuzione della festa nazionale. La fa sulla piazza dedicata a Stefano Franscini, promotore della pubblica eduzione in Ticino, dove l'ex vicesindaco di Lugano lancia il «piano Franscini del 21esimo secolo». Durante il suo discorso Bertini ha infatti riflettuto sul «processo di rinnovamento della scuola ticinese, fermo al palo – ha affermato – dopo il no popolare alla riforma 'La scuola che verrà'». Per l'ex municipale di Lugano, «ci sono stati alcuni aggiustamenti puntuali, come l’introduzione dei laboratori e la riduzione del numero di allievi nelle scuole medie, ma manca la volontà di un rinnovamento sostanziale nel pensiero, nel metodo, nei contenuti e nell’apertura all’innovazione». Per Bertini è quindi questo il momento di «avere il coraggio di osare» e realizzare un piano d’investimenti di 100 milioni di franchi a favore della scuola dell’obbligo. «Questo piano d’investimenti può essere finanziato in parte con gli utili della Banca nazionale svizzera che ha deciso di aumentare la quota degli utili distribuiti alla Confederazione e ai Cantoni nel periodo 2020-2025. Il cantone Ticino riceverà 54 milioni di franchi supplementari nel 2021 per l’esercizio 2020». Un piano d'investimento che per l'esponente del Plr «può essere utilizzato per aumentare il numero di docenti, ridurre il numero di allievi per classe, incrementare le risorse destinate alla trasformazione digitale e introdurre nuove modalità d’insegnamento che favoriscono la coesistenza fra scuola in presenza e scuola digitale».

Questo massiccio investimento, ha continuato l'ex vicesindaco diLugano, «consentirebbe di incrementare la qualità dell’insegnamento, di favorire modelli d’insegnamento basati sulla condivisione del lavoro e di migliorare la conciliabilità fra famiglia e lavoro. Creerebbe anche le premesse per un adattamento del sistema dei livelli nella scuola media. Sono queste alcune piste da esplorare con un coinvolgimento effettivo degli istituti scolastici e dei docenti nella scelta delle priorità d’investimento. Sono loro in prima fila a dover gestire il cambiamento e l’incertezza». 

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