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12.07.2021 - 11:48
Aggiornamento: 16:31

Nel nubifragio pompieri costretti a soccorrere se stessi

La caserma di Bellinzona ha subìto un importante allagamento. Scatta l'interrogazione di Scossa-Baggi e Pedroni (Ppd-GG) sul nuovo Centro di pronto intervento

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Foto d'archivio (Ti-Press)

I pompieri sono stati chiamati a soccorrere... se stessi. Sembra una battuta ma non lo è. Come riferito nell'interrogazione dei consiglieri comunali di Bellinzona Emilio Scossa-Baggi e Gabriele Pedroni del gruppo Ppd-Gg, il nubifragio con grandine che giovedì scorso ha colpito in particolare il Bellinzonese ha allagato in maniera importante la caserma dei pompieri. Pompieri già molto sollecitati da un'ottantina di chiamate in poche ore per richiesta di interventi di soccorso legati proprio ad allagamenti e cadute di alberi. "È contestualmente paradossale come la caserma stessa dei pompieri, a cui appena 2 anni prima era stata rifatta la copertura, ha subito un importante allagamento", scrivono i consiglieri comunali. "Conseguenza immediata di questo evento è pure stata la messa fuori esercizio dell’impianto elettrico della caserma stessa e della centralina telefonica interna, con danni ai Pc e rendendo inservibili alcune apparecchiature elettroniche, mettendo in seria difficoltà l’operatività del Corpo pompieri in un momento in cui, come detto, era molto sollecitato (dovendo oltretutto nell’urgenza dedicare preziose risorse innanzitutto al proprio interno!)", si legge nell'interrogazione.

In attesa del Centro di pronto intervento

Da tempo immemore, scrivono i consiglieri comunali "si sollecita da più parti il Comune per la realizzazione di un Centro di pronto intervento che raggruppi almeno alcuni dei principali Enti di soccorso: pompieri in particolare, Croce verde, Polizia comunale, Protezione Civile, ecc., progetto sempre rimandato nel tempo di cui, malgrado le periodiche rassicurazioni dell’Esecutivo, ancora non se ne intravvede uno sbocco! Alla fatiscente caserma dei Pompieri, ad esempio, erano state messe delle pezze per un importo non indifferente. Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale sono stati votati importanti crediti per “eseguire opere (rappezzi) che non potevano, per decenza, essere ancora rimandate” alla sede della Polizia comunale che, in tutta evidenza, è costretta ad agire da una base logistica scarsamente adeguata e funzionale. Da parte sua, la Croce Verde sollecita da tempo un’indicazione per capire e/o poter programmare il suo futuro sviluppo logistico, avendo ora una sede ai limiti della funzionalità".

Alla luce di queste considerazioni, i consiglieri comunali chiedono dunque quali danni ha subìto la caserma, e i mezzi e le apparecchiature d’intervento, in relazione al nubifragio in oggetto ed in particolare quali sono state le cause dell’allagamento della stessa. "Vi sono delle responsabilità legate alle ditte che hanno provveduto alle recenti opere di risanamento della caserma? Se sì, di che tipo?". Inoltre viene chiesto se la situazione alla caserma è stata correttamente ripristinata e se ora è escluso "il rischio che eventi del genere possano determinare logisticamente l’imbarazzante ed inaccettabile “disguido” degli scorsi giorni?". Infine i consiglieri comunali chiedono al Municipio se non ritiene che sia "tempo e ora di dare una concreta accelerata al progetto della realizzazione del Centro di pronto intervento come (da ormai lungo tempo) auspicato". In caso affermativo "quale tempistica si prospetta per poter disporre di un’indicazione definitiva perlomeno sul luogo di realizzazione Centro di pronto intervento della Città (sulla base di progetti e non solo parole e di promesse elettorali)?".

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