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09.07.2021 - 12:24
Aggiornamento: 15:27

Polveri di legno: l’Mps attacca, Congefi si dice a posto

Giubiasco: interrogazione al governo lamenta un ‘grave inquinamento atmosferico’ con la triturazione; la ditta replica alle accuse e spiega come opera

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L'apparecchio tritura all'interno del capannone il legname da riciclare (foto Congefi)

Quartiere Seghezzone di Giubiasco ancora sotto i riflettori: dopo le puzze degli scorsi anni – nel frattempo diminuite, ma non del tutto sparite, con la fine della gestione degli scarti verdi all'aperto – ora è il turno della polvere di legno. Questo almeno secondo il Movimento per il socialismo che con un'interrogazione al Consiglio di Stato punta il dito contro la ditta Congefi attiva nel riciclaggio di materiali di vario genere, anche legname. “Tramite un apposito macinatore mobile Congefi tritura finemente a cielo aperto tonnellate di scarti di legno che vengono infine conferiti all’adiacente termovalorizzatore quale combustibile”, attaccano i deputati Matteo Pronzini, Simona Arigoni e Angelica Lepori. Da noi interpellato, il direttore della ditta Gilberto Gheza corregge subito il tiro già su questo primo punto, spiegando che la triturazione «avviene non all'aria aperta ma all'interno del nostro capannone. Vero è che il materiale destinato a essere riutilizzato viene provvisoriamente stoccato all'esterno, ma sotto una tettoia e debitamente inumidito per evitare che si sollevi della polvere. Materiale che viene poi caricato su camion e ritirato da due ditte di Lucerna e nord Italia specializzate nella produzione di pannelli compensati per mobili da cucina e bagno. Visto questo tipo di riutilizzo, si tratta di legname di scarto privo di inquinanti. Altro tipo di legname, come vecchie traversine della ferrovia o pali della luce a suo tempo trattati per resistere alle intemperie, vengono pure da noi triturati ma poi destinati al vicino inceneritore insieme ai cosiddetti rifiuti ingombranti raccolti in varie località del Ticino». Detto ciò, Gheza afferma di sentirsi tranquillo, aggiungendo che in caso contrario «la mia famiglia non abiterebbe nello stabilimento e io non avrei costruito la mia casa nelle immediate vicinanze».

‘Nessun rimprovero dal Cantone’

Dal canto suo l'Mps sostiene che “nell’adiacente quartiere residenziale Seghezzone, e non solo, da parecchi anni si depositano ovunque, all’esterno come pure all’interno delle abitazioni, polveri fini color giallo ocra, ben visibili a occhio nudo. Diversi video ripresi da cittadini testimoniano inequivocabilmente che le polveri in questione provengono dall’impianto di macinazione del legname di scarto della ditta Congefi”. Anche su questo punto Gilberto Gheza evidenzia di operare ormai da anni in base a regolare autorizzazione cantonale e di aver ricevuto, due mesi fa, una visita di controllo del capo Ufficio rifiuti e siti inquinati probabilmente intervenuto a seguito di reclamazioni su questo tema: «Abbiamo dimostrato di operare nel pieno rispetto delle leggi e nulla ci è stato rimproverato, né ci è stato imposto di modificare il tipo di lavorazione», annota il direttore della ditta: «Per contro, si può presumere che la polvere sollevata e all'origine di probabili lamentele possa arrivare da taluni cantieri edili attualmente presenti in zona, compreso il nostro avviato per ampliare l'attività e debitamente asfaltare l'area esterna».  

Gli interrogativi

L'Mps sottopone dal canto suo una ventina di domande al governo chiedendo lumi sul tipo di lavorazione effettuata dalla Congefi, se questa sia all'origine della dispersione di polveri fini e di sostanze tossiche e nocive considerato che “gli scarti di legno depositati e triturati all’aperto contengono sostanze classificate quali chimiche di scarto della classe 1 con pitture e vernici, adesivi e sigillanti bifenili policlorurati e idrocarburi aromatici policiclici”. Domande preoccupate concernono quindi l'aria respirata dagli abitanti del vicino quartiere e la vicinanza della fabbrica di cioccolato Stella, ciò che spinge l'Mps a chiedere che il legname venga triturato in un capannone chiuso e dotato di appositi filtri antiparticolato, anche per salvaguardare la salute degli operai. Viene infine anche chiesto se l’area di deposito intermedio delle cataste di legname di scarto della Congefi sia provvista di rivestimento impermeabile e di regolare canalizzazione per le acque di scarto.

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