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21.06.2021 - 18:050
Aggiornamento : 19:29

Curare chi cura di notte, un aiuto per chi lavora nel buio

La Fondazione Sasso Corbaro di Bellinzona propone un programma di formazione continua per gli operatori socio-psico-sanitari attivi al calar del sole

“La notte è calda, la notte è lunga, la notte è magnifica per ascoltare storie”. Con la frase dello scrittore Antonio Tabucchi ci caliamo nel clima sospeso, riflessivo e magnetico di quelle ore «abitate da tante figure che vogliamo raccontare», come ha fatto presente Graziano Martignoni, psichiatra e vice presidente della Fondazione Sasso Corbaro, durante un incontro con i media. Quelle figure sono i curanti che lavorano di notte e che, come i pazienti, pure possono essere bisognosi di aiuto «perché anche il curante deve curarsi per poter offrire sostegno al prossimo e per poter lavorare bene non deve diventare un curante malato», ha fatto presente Sheila Bernardi, psicologa e collaboratrice della Fondazione. È proprio con l’obiettivo di aiutare il personale che opera “al buio”, che la Fondazione ha sviluppato un vero e proprio percorso formativo in dodici moduli, che si svolgerà tra il 28 settembre e il 22 febbraio 2022. Che cosa significa prendersi cura dell’altro quando si è immersi nel buio? Quali sono le peculiarità del ‘curare di notte’? È per approfondire e arricchire questo tema, affrontato per la prima volta nell’ottobre scorso in occasione del sesto convegno annuale della Fondazione Sasso Corbaro, che Sheila Bernardi e Graziano Martignoni hanno ideato l’apposito percorso formativo. Il corso è rivolto agli operatori socio-psico-sanitari attivi nell’ambito delle cure notturne in casa anziani, in ospedale, nell’ambulanza, nei foyer per adolescenti, nelle case della prima infanzia, nelle strutture che ospitano la disabilità e la sofferenza psichica. Il nuovo programma di formazione continua è comunque aperto anche a tutti coloro che sono interessati ad approfondire il tema e per parteciparvi non è richiesta nessuna particolare formazione pregressa. I moduli alterneranno momenti di studio teorico interdisciplinare a momenti seminariali, per permettere una riflessione sulla casistica e sulle pratiche quotidiane del sapere pratico. Considerate le difficoltà del curare nel corso delle ore notturne, il percorso “Curare di notte, curare la notte” mira a dotare i partecipanti di una serie di strumenti che permetteranno loro di affrontare con maggiore consapevolezza e sensibilità il loro lavoro. I temi che verranno trattati durante gli incontri quindicinali (il martedì pomeriggio dalle 13.30 alle 17, nella sede della Fondazione, in via Lugano 4a a Bellinzona) sono molteplici, si parlerà di solitudine, di insonnia, di responsabilità, di urgenze, dell’organizzazione dei turni di lavoro, dell’incontro con l’altro, di follia, di sogni, incubi e di molto altro. Durante gli incontri saranno presenti professionisti di diversi settori che porteranno il loro contributo su vari temi. 

Un primo bilancio d’attività

La direttrice della Fondazione Martina Malacrida ha stilato un primo bilancio della stagione 2020-2021, caratterizzata da annullamenti e rinvii dettati dall’emergenza sanitaria per gli eventi in presenza ma anche da un forte incremento di pubblico per le iniziative promosse online. Nel suo ventesimo anno di esistenza, la Fondazione ha ampliato la sua presenza sul web e ha offerto le sue competenze per aiutare a comprendere e gestire in maniera più consapevole la situazione pandemica, in particolare attraverso una serie di progetti di ricerca dedicati proprio allo studio di temi legati al Covid-19. Uno spirito di adattamento notevole, sottolineato in conferenza stampa anche dal presidente della Fondazione Philippe Tron «mi sento fiero di ciò che è stato organizzato nonostante la pandemia», ha evidenziato, anticipando che i festeggiamenti per il ventesimo (l’anno scorso rinviati) si terranno in ottobre. 

In parallelo alla promozione di eventi, per supportarne la diffusione e la fruizione da parte del pubblico, la Fondazione ha creato un suo nuovo canale Youtube che funge da ‘archivio digitale’ delle iniziative promosse online e una nuova pagina Instagram che completa e arricchisce la presenza sui social già data dalla pagina Facebook e a settembre sarà online il sito web rinnovato. La Fondazione dispone inoltre di un centro di documentazione con migliaia di testi e articoli scientifici e Dvd, aperto al pubblico su appuntamento. Per ulteriori informazioni e iscrizioni al percorso di formazione: fondazione@sasso-corbaro.ch o telefonare allo: 091 811 14 25.

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