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18.05.2021 - 15:09
Aggiornamento: 16:12

Infermiere licenziato a Bellinzona? No, trasferito

Casa anziani comunale: assunto a tempo determinato all'inizio della seconda ondata, è stato spostato quando si appurato un esubero per i letti rimasti vuoti

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Ti-Press

Si chiariscono alcuni punti della vicenda di un infermiere della casa anziani comunale di Bellinzona, situata in piazza Mesolcina, il quale stando a un’interpellanza dell’Mps sarebbe stato “licenziato poiché fratello di un altro collaboratore della struttura”. Provvedimento sfociato in una petizione di protesta che i colleghi avevano inviato a fine marzo al direttore del Settore anziani, Silvano Morisoli, che ha risposto loro a inizio aprile. Solo alcuni paragrafi sono però stati citati dall’Mps nella propria interpellanza, fra cui quello della compresenza nella medesima struttura di dipendenti con rapporti di parentela. Il Municipio, conferma la missiva di Morisoli di cui la ‘Regione’ è entrata in possesso, “ha per politica, condivisa da questa Direzione, di evitare in linea di principio l’attività nello stesso servizio e sede di lavoro di persone con stretti legami familiari”. Norma che però non figura nel Regolamento organico dei dipendenti, lamenta l’Mps.

Incarico prolungato di tre mesi

La lettera di Morisoli ricostruisce l’accaduto. Anzitutto emerge che l’infermiere è stato assunto con un incarico a termine – perciò non è poi stato licenziato – da metà settembre 2020 a fine gennaio 2021 allo scopo di ottemperare ai parametri richiesti dalla direttiva sulla chiave di ripartizione del personale elaborata dall’Ufficio del medico cantonale. Stando a nostre informazioni, il fatto di poter lavorare nello stesso ambiente del fratello è stato uno strappo alla regola dettato dall’emergenza pandemica. Ma la stessa pandemia (come peraltro accaduto nel resto del Ticino e nel Moesano) ha poi fatto aumentare il numero di letti vuoti nei ricoveri, tanto che per fine 2020 veniva indicato alla casa Mesolcina una sovra dotazione di personale; ciò nonostante l’incarico all’infermiere è stato prolungato dalla Direzione sino a fine marzo 2021, in attesa dei dati aggiornati che verso metà marzo hanno poi in effetti evidenziato un leggero esubero di personale alla Casa Mesolcina e una sottodotazione alla Pedemonte. Da qui la decisione municipale di trasferirvi l’infermiere prolungandone l’incarico sino a fine giugno 2021. Nella medesima lettera il direttore ricordava che un collaboratore non è dipendente della singola sede ma della Città, “di conseguenza può di principio essere chiamato a operare in una delle quattro sedi a dipendenza dei bisogni”. Quanto all’infermiere in questione, le sue capacità e professionalità “non sono messe in discussione e nulla gli viene rimproverato”.

Concorso d'assunzione

Sempre nella lettera Morisoli tranquillizzava sul fatto che i posti fissi del personale nominato “non sono messi in discussione”. Il perdurare della situazione pandemica “potrebbe semmai portare a non procedere con nuove assunzioni, qualora la dotazione in organico non lo permettesse”. Nel frattempo la Città tra fine aprile e inizio maggio ha invece pubblicato dei bandi di concorso per l’assunzione di infermieri e altro personale nelle case anziani: la persona in questione, qualora fosse intenzionata a farlo, risulta avere le carte in regola per candidarsi.

Leggi anche:

Bellinzona, licenziato ‘perché fratello di un altro infermiere’

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