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laR
 
10.05.2021 - 05:30
Aggiornamento: 11:57

La Cooperativa Baobab cerca una nuova casa

A fine settembre il centro di socializzazione lascerà la villa in via Ghiringhelli a Bellinzona a causa di disagi provocati da alcuni adiacenti cantieri

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Il nuovo progetto della Cooperativa 'Vignorto' vigna e orti collettivi

La Cooperativa Baobab cerca una nuova casa. A fine settembre il centro di socializzazione e psicoterapia lascerà la villa con giardino in via Ghiringhelli 21 A a Bellinzona dove si era stabilita tre anni fa. I disagi provocati da alcuni adiacenti cantieri, tra cui uno previsto proprio nel prato della villa, hanno spinto i membri della Cooperativa a rescindere il contratto di locazione. E ora sono alla ricerca di una nuova ubicazione. «L’ideale sarebbe trovare un luogo che possa accogliere sotto lo stesso tetto i tre settori della Cooperativa», osserva Elena Conelli, coordinatrice di Baobab. Ovvero la socializzazione con attività di integrazione, il centro di psicoterapia con diritti di visita, gli uffici del Social Truck, il quarto settore è Bibliobaobab, biblioteca interculturale, che ha la sua sede in via Magoria 10. «Immaginiamo un luogo che possa essere una casa, un punto di incontro per tutti. Ci piacerebbe poter disporre ancora di un giardino dove riproporre in estate le colonie e alcuni eventi», aggiunge. Infatti, ciò che in questi ultimi anni ha caratterizzato l’attività della Cooperativa sono stati proprio gli appuntamenti culturali, i brunch e i pranzi comunitari, che hanno creato momenti di aggregazione importanti coinvolgendo anche gli abitanti del luogo. L’ubicazione ideale per questa nuova casa? Conelli non ha dubbi: tra il centro di Bellinzona e Giubiasco. È una questione di praticità per le persone che frequentano il centro, spesso sono infatti mamme migranti e locali che non posseggono l’automobile. Per questo è importante che la cooperativa sia facilmente raggiungibile. «Ci rendiamo conto che non sarà facile trovare una nuova casa, anche perché abbiamo bisogno di spazio», riconosce la coordinatrice di Baobab. 

Un pianta che cresce

In questi sei anni di esistenza Baobab è cresciuta e, proprio come un albero, dal tronco sono cresciuti nuovi rami. Se all’inizio, nel piccolo appartamento di via Cancelliere Molo, la Cooperativa proponeva unicamente socializzazione, psicoterapia e corsi di italiano, ora le attività si sono moltiplicate e il target è più ampio. «Ci siamo fatti conoscere dai Bellinzonesi e molte famiglie ci frequentano, non solo quelle migranti», evidenzia con soddisfazione Conelli. La Cooperativa è cresciuta ed è cambiata «l’evoluzione per il futuro potrebbe essere la Casa di quartiere», osserva la nostra interlocutrice. Un po’ come le Maisons de quartier presenti nella Svizzera francese, anche a Bellinzona Conelli immagina un quartiere sostenibile, dove Baobab potrebbe rappresentare un luogo di incontro aperto a tutti e dove confrontarsi liberamente. «Immagino un quartiere dove ci sia il coinvolgimento delle associazioni del territorio e della popolazione del posto per organizzare varie attività e una casa con la porta sempre aperta dove poterle realizzare».

Una presa di coscienza favorita anche dalla pandemia e dalle restrizioni imposte. Se prima Baobab era pronta ad accogliere le persone praticamente sempre, in epoca Covid non è più stato possibile. Molte attività sono state annullate, tra cui i pranzi comunitari, mentre i corsi di italiano sono stati limitati a un numero di partecipanti ristretto e aperti solo su iscrizione. «Questa situazione ci ha fatto riflettere su quanto le persone abbiano bisogno di avere un luogo di riferimento, soprattutto in caso di situazioni difficili», rileva Conelli. 

Tra orti e vigna

Recentemente Baobab ha avviato un nuovo progetto chiamato ‘Vignorto’ (vigna e orti collettivi). Il sedime che si trova in zona Pedevilla a Giubiasco è stato messo a disposizione della Cooperativa gratuitamente da parte dei proprietari. Nell’area verde è presente anche un piccolo alveare con api che viene gestito dalla Cooperativa. Per questo progetto Baobab si avvale della collaborazione di alcune associazioni con esperienza nel settore, in particolare: ‘Nature in action’, ‘Lortobio’ e ‘Seminterra’. Per la manutenzione della vigna possono invece contare sulle competenze della cantina Settemaggio di Monte Carasso. «L’obiettivo è che questo luogo possa diventare un giardino dove proporre attività comunitarie con le persone che frequentano Baobab», spiega Conelli.

In questi giorni alcune mamme con i loro bambini hanno piantato alcune erbe aromatiche, pomodori, insalate, verdure e fiori. Se la terra darà buoni frutti, chissà… magari il raccolto potrà servire a cucinare dei piatti da preparare e mangiare in compagnia (sempre nel rispetto delle disposizioni Covid vigenti), in quel perfetto spirito conviviale che da sempre caratterizza Baobab.

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