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22.04.2021 - 11:05
Aggiornamento: 17:37

Sindaco di Bellinzona: Gianini porta Branda al ballottaggio

La sezione liberale radicale e il municipale rieletto ritengono che i 67 voti personali di scarto dal sindaco di quindicina giustifichino il voto

sindaco-di-bellinzona-gianini-porta-branda-al-ballottaggio
Mario Branda e Simone Gianini (Ti-Press)
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Questa primavera non si ripeterà quanto successo nell’aprile 2017 quando il Plr di Bellinzona e Andrea Bersani decisero di rinunciare al voto di ballottaggio, lasciando così al plebiscitato socialista Mario Branda la carica di sindaco durante la prima legislatura della nuova Città aggregata. Oggi, uscito di scena Bersani, all’avvio della seconda legislatura il municipale rieletto Simone Gianini (in carica dal 2012) e la sezione liberale-radicale sulla scorta dei dati emersi dalle urne domenica (il Plr è risultato essere il partito di maggioranza relativa con tre municipali e 20 consiglieri comunali) ritengono opportuno un voto di ballottaggio. I dati «sono una chiara indicazione che un risultato positivo sia possibile», ha esordito il presidente sezionale Marco Nobile durante la conferenza stampa convocata sulla rinnovata piazza Pasquei di Preonzo. Un Plr dunque «pronto a una sfida che costituisce la naturale e serena conclusione dell’esercizio di voto che nel primo turno ha fatto emergere due persone nei favori dell’elettorato, permettendo quindi alla popolazione di scegliere quale desideri avere come timoniere per questa legislatura». Il nome del sindaco turrito uscirà dunque dalle urne domenica 16 maggio.

‘Più libertà e responsabilità individuale’

«Una decisione non facile anche dal lato umano e presa non certo a cuor leggero, ma che porterà a un esercizio democratico che farà del bene alla Città», commenta dal canto suo Simone Gianini assicurando di aver approfondito ogni aspetto insieme al partito «che da subito mi ha chiesto la disponibilità, considerando anche un chiaro sostegno che percepisco pure all’esterno. Ritengo quindi legittima la decisione di avviare un esercizio democratico conseguente all’esito elettorale emerso domenica». Gianini ha sciolto le riserve «con serenità, anche nel rispetto di chi mi ha dato il suo voto personale». Quanto poi ai rapporti con Branda e al clima interno al Municipio, che potrebbero subire scossoni, «abbiamo sempre impostato le rispettive azioni politiche su rispetto e lealtà. Sono certo che non verranno meno e che indipendentemente dal risultato si potrà continuare la lavorare bene fra noi e con gli altri municipali». Fra i punti cardine della sua azione politica Gianini evidenzia la necessità di «favorire la crescita della libertà e responsabilità individuale, anziché l'intervento dello Stato, inteso come Comune. Una particolare attenzione dovrà inoltre essere riservata all’imprenditoria privata e alla coesione fra i quartieri». A proposito di quartieri, «nelle prossime settimane intendo visitarli tutti per ascoltarli».

'Gianini incarna i valori di libertà e responsabilità individuale’

«È il momento giusto, se non ora quando?». La candidatura di Gianini – ha aggiunto Nobile – è stata auspicata in questi giorni da numerose attestazioni provenienti dalla base del partito e dall'esterno. Dal canto suo il municipale rieletto, dopo attenta riflessione, ha sciolto le riserve nella giornata di mercoledì, comunicando la propria decisione al sindaco di quindicina e ai colleghi di Esecutivo durante la prima seduta di legislatura seguita alla cerimonia d'insediamento tenutasi in mattinata Palazzo Civico. Seduta durante la quale non si è proceduto all'attribuzione dei dicasteri, anche ma non solo per la decisione di Gianini di andare al ballottaggio. Con l'esponente di punta liberale-radicale seduto sulla poltrona principale, prosegue Nobile, Bellinzona «avrebbe quale sindaco una persona che incarna i valori di libertà e responsabilità individuale propri non solo del Plr, ma dell’orientamento politico della maggioranza della popolazione». La decisione di andare al ballottaggio, conclude Nobile, «poggia anche sulla consapevolezza della qualità del lavoro svolto da Gianini e dal partito. Un grande lavoro di squadra che ci motiva a ritenere legittimo e giusto questo atto finale, che peraltro si svolgerà in un clima di assoluta correttezza e rispetto reciproco».

Speziali: ‘Bene la scelta di evitare scontri e preferire il dialogo’

La decisione è stata anche salutata «con estremo favore» da Alessandro Speziali, presidente del partito cantonale, che ha sottolineato «l’importanza e le enormi potenzialità della Città di Bellinzona all’interno della cosiddetta Città-Ticino». Il Plr, annota, il 18 aprile ha consolidato la propria capillarità: «Nei vari Comuni, anche a Bellinzona, i temi scelti dai nostri candidati hanno toccato gli aspetti quotidiani molto vicini ai cittadini, come pure le grandi opere e nel caso specifico la coesione fra i quartieri». Una peculiarità del Plr, aggiunge Speziali, «è l’attitudine alla responsabilità. Lo si è ben visto proprio a Bellinzona, dove la campagna elettorale era cominciata su terreni molto scivolosi e velenosi. Si è scelto di evitare lo scontro fra partiti e di dialogare maggiormente col territorio. E in questo Simone Gianini ha perfettamente incarnato la politica del futuro che poggia sul terreno delle idee, sul processo d’innovazione che deve avvenire anche nei quartieri, sull’andare alla carne dei problemi individuando e implementando le giuste soluzioni». 

67 voti personali di scarto

Il divario emerso domenica scorsa ha attribuito a Gianini 67 voti personali meno di Branda, ossia 9’764 contro 9’831. Un divario sensibilmente assottigliatosi rispetto a quattro anni fa, quando il socialista ne aveva raccolti oltre 12mila, ben 1’300 più di Bersani. Un avvicinamento sufficiente, quindi, a convincere Plr e Gianini a mettersi in gioco, anche in virtù dei voti base raccolti con la scheda di partito che sono stati 3’815 per Gianini e 2’695 per Branda. Il quale ha tuttavia staccato Gianini con i voti preferenziali, 7’136 contro 5’949: qui Branda ne ha raccolti meno dalla propria lista (2’312 contro 2’986) ma assai di più da altre, ossia 4’824 contro 2’963. Un massiccio apporto esterno che non scoraggia tuttavia Plr e Gianini.

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