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laR
 
22.02.2021 - 10:45
Aggiornamento: 16:28

L’Arti e mestieri alle Officine? Ora lo chiede una mozione

Bellinzona: il granconsigliere Fabio Käppeli e venti deputati fanno propria la proposta del vicedirettore Cpt invocando anche l’espansione della Supsi

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Il nuovo Quartiere Officine di Bellinzona come potrebbe essere fra alcuni decenni

Non è passata inosservata la proposta del vicedirettore del Centro professionale tecnico di Bellinzona, Matteo Mozzini, di traslocare la Scuola d’arti e mestieri (Sam) dalla storica sede in viale Franscini nel nuovo Quartiere Officine previsto sotto la stazione ferroviaria. Dopo l’articolo pubblicato dalla ‘Regione’ il 12 febbraio, seguito il 16 dalle dichiarazioni possibiliste del direttore Supsi Franco Gervasoni, la politica cantonale si è mossa e l’idea in pochi giorni ha fatto breccia in una parte del Gran Consiglio diventando una mozione interpartitica sottoscritta da una ventina di deputati (primo firmatario Fabio Käppeli del Plr). Mozione che chiede al Consiglio di Stato di programmare il raggruppamento di attività formative a carattere tecnologico attorno allo Swiss Innovation Park e al Tecnopolo Ticino, pianificando nel nuovo Quartiere Officine il trasferimento del Centro professionale tecnico (Cpt) di Bellinzona (che include Sam, Spai e Scuola tecnica) e l’espansione del Dipartimento tecnologie innovative della Supsi.

‘Creare un autentico polo formativo in ambito tecnologico’

Nel nuovo Quartiere Officine è infatti prevista la sede ticinese dello Swiss Innovation Park e del Tecnopolo Ticino, “un luogo privilegiato – sottolinea la mozione – in cui far collaborare tra loro aziende, ricerca privata e pubblica e formazione. Non sorprende quindi che la Supsi abbia da tempo manifestato il proprio interesse per il progetto, vista la sua specificità formativa e di ricerca in ambito tecnologico, e considerata pure la carenza di spazi nel nuovo Campus di Viganello che impone la ricerca di nuovi luoghi in cui sviluppare la propria attività”. Käppeli e colleghi ne sono certi: una simile prospettiva offre l’opportunità di creare, accanto al parco dell’innovazione, un autentico polo formativo in ambito tecnologico, integrando nel progetto anche la Sam “il cui percorso formativo potrebbe essere così ulteriormente valorizzato”. La sua vocazione – per usare le parole di Mozzini – è quella di fornire un’estesa e approfondita formazione tecnica, scientifica e umanistica ai propri studenti, garantendo al Dipartimento tecnologie innovative della Supsi e alla Scuola specializzata superiore di tecnica (attiva sotto lo stesso tetto) un bacino privilegiato da cui attingere gli ingegneri del futuro. Käppeli e colleghi ne sono convinti: “Sono innumerevoli i vantaggi che scaturirebbero da una convergenza dei due istituti scolastici così profondamente legati e interdipendenti tra loro”. Un avvicinamento fisico delle due eccellenze formative “permetterebbe una collaborazione più stretta ed efficace, condividendo e sfruttando al meglio le risorse umane, logistiche e finanziarie a disposizione”. In soldoni gli studenti di Sam e Supsi “potrebbero collaborare su progetti innovativi, realizzando nei laboratori della formazione di base ciò che viene immaginato e sviluppato nella formazione superiore o nelle aziende presenti sullo stesso sedime”. Non da ultimo “il transfer di conoscenze, così come l’aggiornamento tecnologico, sarebbero assicurati dalla condivisione del capitale umano, ovvero da quei tecnici e ingegneri che a seconda delle necessità vestirebbero i panni di ricercatore, docente di teoria o insegnante di attività pratica”.

Primo, collaborare

Interpellato dalla ‘Regione’, ricordiamo, Gervasoni ha anzitutto confermato la necessità di ulteriori spazi, ritenuto che il nuovo campus di Viganello è già tutto occupato tanto da aver dovuto prendere in affitto altri quattro piani in un vicino stabile. Ha però precisato che la collaborazione fra scuole professionali e Supsi «deve poter avvenire indipendentemente dalla prossimità logistica, sebbene questa favorisca indubbiamente la collaborazione». Premesso che proposte in tal senso sono sempre le benvenute, ha precisato che la collaborazione «c’è e si rafforza se lo si vuole veramente». Intanto la stessa Supsi, come pubblicato la scorsa settimana, ha già trasmesso le proprie valutazioni al Cantone, aggiungendo che “vediamo la possibilità di sviluppare a Bellinzona alcune nostre attività, prospettando una sinergia con gli ambiti di attività del Parco svizzero dell’innovazione a noi più vicini, quello della ricerca in primis. Si potrebbero integrare i laboratori gestiti da nostri istituti e i centri di competenza interessati a insediarsi”.

In viale Franscini l'Amministrazione cantonale

Mozzini nell’intervista evidenziava pure che spostare la Sam permetterebbe di liberare negli edifici di viale Franscini spazi molto interessanti per i servizi amministrativi del Cantone. “In effetti – concordano i mozionanti – l’attuale sede della scuola si trova inserita nel comparto Tatti che il semi-svincolo autostradale trasformerà nella nuova porta viaria di Bellinzona. Si potrebbero così creare due comparti ben definiti: quello Tatti, votato all’Amministrazione cantonale e ai servizi d'importanza regionale, razionalmente ubicato alle porte della capitale per essere facilmente e rapidamente raggiungibile dalla cittadinanza; e quello Officine, incentrato sull’innovazione e la tecnologia, la cui valenza sovra-cantonale lo situa logicamente a ridosso della stazione ferroviaria, ottimamente collegata al resto della Svizzera”. Peraltro così facendo “si manterrebbe ancor di più la destinazione del comparto legata alla tecnica e all’innovazione, presente sin da quando le Ferrovie federali insediarono in quell’area le Officine”.

Arrocco possibile

Sempre Matteo Mozzini rimarcava come le autorità cantonali e comunali si siano dimostrate abili e lungimiranti nel portare a Bellinzona una sede del Parco dell’innovazione e saranno altrettanto avvedute nel garantire gli spazi necessari al suo sviluppo e definire le attività pertinenti da affiancargli. “In questo senso – concordano i mozionanti – occorre puntare su innovazione e tecnologia trasferendo nel Quartiere Officine la scuola professionale attiva in questo ambito, anziché stabili amministrativi che potrebbero invece trovare spazio proprio nel sedime oggi occupato dal Cpt”. Ciò che differenzia la mozione Käppeli dall’idea di Mozzini, è che quest’ultimo proponeva l’Arti e mestieri in alternativa all’ipotesi contenuta in un’altra mozione – depositata nei mesi scorsi in Consiglio comunale a Bellinzona – che suggerisce di spostare alle Officine il Liceo o la Scuola cantonale di commercio. Scuole medio-superiori cui il deputato Plr non fa cenno non ritenendolo un tema.

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