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Stadio cittadino: il cantiere della discordia (Ti-Press)
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11.12.2020 - 13:33
Aggiornamento: 16:38

Sorpassi a Bellinzona: due pianeti lontani anni luce

Maggioranza e minoranza in Consiglio comunale firmano i rispettivi rapporti su Stadio e Policentro. Discussione aggiornata nella seduta del 21 dicembre

Nessun posticipo al 1° febbraio 2021 della discussione in Consiglio comunale a Bellinzona sui due messaggi municipali che chiedono crediti suppletori a compensazione dei sorpassi di spesa riscontrati sui cantieri dello Stadio cittadino (+1,6 milioni) e del Policentro di Pianezzo (+1,25 milioni). Grazie alla firma posta giovedì sera sui rispettivi rapporti di maggioranza e minoranza in seno alle Commissioni Gestione ed Edilizia, i messaggi potranno venire discussi e votati nella seduta plenaria del 21 dicembre. In entrambi i casi l’avallo richiede la maggioranza assoluta di 31 voti su 60 seggi. Operazione ardua, specie per lo Stadio, vista la netta spaccatura che contrappone il blocco Plr e Sinistra (favorevole allo stanziamento) a quello di Ppd e Lega/Udc contrario. Più netta invece la maggioranza favorevole al Policentro, che vede i popolari-democratici staccarsi dagli scettici sebbene con una riserva nell’Edilizia a causa di criticità tecniche. In assenza di maggioranza assoluta la competenza decisionale ricadrebbe sulla Sezione enti locali (Sel) del Dipartimento istituzioni, incaricata della vigilanza sui Comuni. Sel cui il Municipio ha già trasmesso gli audit interno ed esterno sui sorpassi. Per contro Lega e Udc hanno già annunciato la volontà di lanciare un referendum in caso di approvazione.

'Primo, saldare le fatture delle ditte'

Sullo Stadio, sebbene da tutte le parti non manchino critiche su come il Municipio e il Dicastero opere pubbliche abbiano gestito l’operazione, favorevoli e contrari sembrano vivere su pianeti lontani anni luce. In seno alla Gestione la maggioranza (relatrice Silvia Gada del Plr) premette che il fatto di appoggiare il messaggio “non è da interpretare come un’approvazione degli eventi che hanno portato il Municipio a chiedere un credito suppletorio. È invece da intendere come un prendere atto di opere compiute e della necessità di permettere, dopo le dovute verifiche e in particolare in questo periodo economicamente difficile per le ditte, di saldare le fatture scoperte, sempre nel rispetto dei criteri indicati nei Rapporti di revisione”. La maggioranza invita dunque a distinguere tre ambiti: quanto successo nell’amministrazione comunale che ha portato a sorpassi non autorizzati dal Municipio, quanto evidenziato dagli audit fornendo un quadro impietoso in merito alla gestione delle opere, e quanto evidenzierà l’inchiesta amministrativa e disciplinare sull’agire del capo Settore opere pubbliche. Centrale per il messaggio in questione, a mente della maggioranza, è la “verifica della correttezza dell’agire delle ditte e delle fatture presentate”. Aggiungendo che la Gestione durante le varie sedute dedicate al tema sorpassi ha sempre potuto effettuare i dovuti approfondimenti, la maggioranza sottolinea poi che “il Municipio ha dato prova di voler agire con trasparenza”. L’invito è che prosegua nella sua opera di chiarimento e applicazione dei correttivi volta a evitare il ripetersi di situazioni simili. A ogni modo “le opere sono state eseguite bene e le fatture presentate corrispondono alla qualità e all’entità dei lavori svolti”.

'Ma chi potrebbe fare meglio?'

In seno all’Edilizia la maggioranza (relatore Carlo Celpi del Plr) mira al “pragmatismo” e aggiunge che “non ha senso procedere con ulteriori approfondimenti, come lo si farebbe per richieste di credito suppletorio di altre opere non oggetto di un tale impegno di verifica”. E “non ha senso attendere oltre per procedere almeno con la regolarizzazione formale dell’opera a livello di crediti. Un’attesa che per la minoranza servirebbe a fare più chiarezza e a capire il perché di certe decisioni. Ma se questi aspetti non sono chiariti con l’audit e l’inchiesta, difficilmente potrà far di più, meglio e in tempo ragionevole una Commissione del legislativo”.

La minoranza: 'Urgenza ingiustificata'

Diametralmente opposta l’opinione della minoranza in Gestione: “I nostri tentativi, volti a chiarire alcune zone d’ombra, sono caduti nel vuoto”, esordisce il relatore Paolo Locatelli del Ppd accusando la maggioranza di aver “impresso alla commissione un’urgenza ingiustificata sostenendo che nell’audit interno vi fossero tutte le informazioni necessarie per avallare il credito suppletorio di 1,6 milioni”. E ancora: “ll Municipio non ha risposto a delle domande pertinenti dei commissari di minoranza e non ha favorito l’audizione del consulente tecnico, mirata a chiarire la modalità di analisi del prezzo a posteriori sulla base di documentazione lacunosa, essendo diverse fatture sospese per un totale di 2,2 milioni”. Privare i commissari degli strumenti utili a chiarire fino in fondo la genesi dei sorpassi di spesa, le responsabilità decisionali e le differenze nelle fatture sospese fra taluni importi indicati dal Municipio e dal consulente esterno, induce la minoranza a mettersi di traverso: “Tante domande sono destinate a rimanere senza risposta per l’irrazionale volontà dei commissari di maggioranza di tirare dritto all’esclusivo scopo di ‘far passare’ il messaggio nella seduta del 21 dicembre”. Le posizioni si avvicinano per contro sul Policentro della Morobbia: le critiche riportate nei rapporti di maggioranza di Gestione ed Edilizia investono l’allora Municipio di Pianezzo che ha optato per un preventivo troppo stretto rispetto alle cifre che erano prevedibili, come pure l’attuale Esecutivo e l’Amministrazione in seno ai quali l’iter volto a coinvolgere il Cc si è inspiegabilmente fermato per diversi mesi.

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