sono-colpevole-ma-non-mandatemi-via-dalla-svizzera
ULTIME NOTIZIE Cantone
Bellinzonese
3 ore

Manupia in concerto alla Spiaggetta di Arbedo-Castione

La collaudata coverband ticinese si esibirà alle 21
Locarnese
3 ore

Formazza-Rovana, sul confine i lupi uccidono un vitello

All’alpe di Cravariola azzannato a morte un bovino. I cani mettono in fuga i due predatori. Anche il vescovo emerito da Mogno difende la pastorizia
Ticino
3 ore

Polizia unica, Dafond in commissione: demolendo non si migliora

Il presidente dell’Associazione comuni (Act) in audizione alla ‘Giustizia e diritti’ ribadisce: ‘Prossimità, le polcomunali hanno un ruolo fondamentale’
Bellinzonese
3 ore

Abusò del figlio e di altri bambini, 4 anni e 6 mesi di carcere

Condannato un uomo sulla settantina: tra le mura di casa ha approfittato di una dozzina di ragazzini, la maggior parte durante sedute di massaggi
Bellinzonese
3 ore

Porte aperte al Teatro Sociale di Bellinzona

Durante l’estate, per cinque sabati, in concomitanza con il mercato cittadino, sarà possibile visitare la struttura dalle 10 alle 13
Bellinzonese
3 ore

Per valorizzare le ‘Ville’ della Val Malvaglia

Il Cantone ha promosso un incontro con le autorità federali in modo da assicurare le opere di recupero e trasformazione della regione
Locarnese
4 ore

Il BaseCamp 2022 del Festival si terrà alle Elementari di Losone

Il Comune ha confermato che l’Istituto scolastico accoglierà dal 3 al 13 agosto i giovani che nel 2019 e nel 2021 si erano ritrovati all’ex caserma
Bellinzonese
4 ore

Introduzione dei 30 km/h sulla strada principale a Daro

Il progetto, in pubblicazione fino al 29 agosto, ha lo scopo di migliorare la sicurezza dei pedoni e in particolare del percorso casa-scuola
Locarnese
4 ore

Locarno, Colonia estiva aperta ai Comuni

Al Parco della Pace cinque pomeriggi di animazione con ‘Tutti al circo’, rivolti ai bambini dai 5 ai 12 anni
Ticino
4 ore

Como, il neosindaco: salto di qualità dell’elettorato

Le prime dichiarazioni di Alessandro Rapinese dopo la sua elezione a primo cittadino. Quando scrisse di multe non pagate e di ‘precisetti elvetici’
Bellinzonese
4 ore

A fine agosto la quinta edizione del Greina Trail

Oltre alle consuetudinarie competizioni, da quest’anno in calendario anche il percorso ‘Walking’ e il ‘Kids Trail’
Luganese
5 ore

Passaggio di consegne al Lions Club di Lugano

In occasione dell’annuale cerimonia di fine anno l’uscente Luca Maria Gambardella ha ceduto il testimone al neopresidente Paolo Lamberti
Grigioni
5 ore

Monica Piffaretti presenta ‘La memoria delle ciliegie’

Il prossimo 5 luglio alle 19 in quel di Verdabbio l’autrice illustrerà la nuova indagine della detective Delia Fischer
02.11.2020 - 13:19
Aggiornamento: 16:49

'Sono colpevole, ma non mandatemi via dalla Svizzera'

Alla sbarra un 39enne dominicano. Riconosce lo spaccio di cocaina ma chiede di non essere espulso. 'I miei figli rimarrebbero orfani'

«Chiedo scusa per quello che ho fatto. Sono colpevole e intendo pagare. Ma l'espulsione dalla Svizzera significherebbe dividere una famiglia. Qui in Ticino ci sono mia moglie, che ha problemi di salute, e i miei figli, che rimarrebbero orfani». Riconosce di avere sbagliato, ma chiede che non gli sia imposto di abbandonare il Paese il 39enne dominicano comparso questa mattina alla sbarra di fronte alla Corte delle Assise criminali di Bellinzona presieduta dal giudice Amos Pagnamenta.

L'uomo è accusato di infrazione aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti. Secondo il procuratore pubblico Nicola Respini avrebbe spacciato circa 100 grammi di sostanza. Un quantitativo da sommare al chilo trovato nella sua macchina al momento del fermo, avvenuto lo scorso 4 giugno a Bellinzona. La vendita di tale quantità avrebbe permesso di conseguire un guadagno attorno ai 55mila franchi. 

L'uomo, difeso dall'avvocato Yasar Ravi, riconosce il reato ma contesta il quantitativo ricostruito nel corso dell'indagine sulla base delle testimonianze degli acquirenti. Per la difesa sarebbero meno, tra i 60 e i 65, i grammi venduti tra il 2018 e il 2019.

Subito dopo il lockdown della scorsa primavera, il 39enne ha deciso di comparare e rivendere altra cocaina. Lui voleva solo 20 grammi, ma nell'ambito dell'acquisto il fornitore gli ha chiesto di consegnare 80 grammi ad una terza persona. L'imputato sostiene tuttavia che non fosse a conoscenza che la quantità, sequestrata pochi minuti dopo, ammontasse a un chilo. La Polizia aveva arrestato l'uomo per casualità. Il 39enne era infatti stato visto entrare nel palazzo dove risiedeva una persona controllata dagli agenti poiché sospettata di essere coinvolta nel traffico di droga. 

Per l'avvocato Yasar Ravi è credibile che l'uomo non fosse a conoscenza di avere un quantitativo tale a bordo della sua vettura. «Aveva la disponibilità finanziaria per acquistare un chilo di cocaina? No di certo», ha detto il legale, aggiungendo come non sia nemmeno credibile che il suo assistito abbia ricevuto la sostanza a credito. «Aveva inoltre la possibilità di rivendere un tale quantitativo? Una persona che ha spacciato 70 grammi in due anni? La risposta è senza dubbio negativa», ha proseguito Ravi, convinto che l'imputato si sia accorto di avere in mano un chilo solo durante il fermo. Per il legale, il suo assistito «era un semplice trasportatore», al quale quella sera era stato promesso una sorta di 'regalo' se avesse proceduto con la consegna. «A mente della difesa, gli atti non forniscono sufficienti elementi oggettivi per accertare che abbia acquistato un chilo», ha affermato Ravi chiedendo una pena con la condizionale contenuta in 24 mesi. Nel caso in cui la Corte riconoscesse il dolo eventuale, «la pena deve essere contenuta in 36 mesi; 30 sospesi e 6 da espiare». 

Quanto ai grammi spacciati riconosciuti dall'uomo, «ha agito sì per motivi di lucro, ma non per la bella vita, ma per racimolare qualche soldo in più per il mantenimento dei figli e dei genitori malati residenti a Santo Domingo». 

In merito all'ipotesi di espulsione, ha continuato Ravi, «questa comporterebbe la separazione dalla moglie e dai figli. Sarebbe una drastica conseguenza e una pesante ingerenza personale, poiché l'imputato non potrebbe nemmeno possibilità di accedere allo spazio Schengen». In caso di condanna, il legale chiede dunque alla Corte di riconoscere questo come «un caso di rigore» e non imporre quindi l'espulsione.

Il pp Respini: 'Va condannato ed espulso'

Di parere totalmente opposto il procuratore pubblico Nicola Respini che chiede una pena detentiva di 3 anni e 9 mesi più l'espulsione dalla Svizzera per 7 anni. Il magistrato ha sottolineato le «bugie che l'imputato ha raccontato in sede d'inchiesta per cavarsela a buon mercato e uscirne col minor danno possibile dopo due anni di vendite indisturbate. Quando la polizia lo ha 'sgamato', lui voleva uscirne col minor danno possibile. Con questo obiettivo è sempre andato avanti durante l'inchiesta, non assumendosi a pieno le proprie responsabilità e ammettendo solo il minimo sindacale». 

Dopo essere giunto in Svizzera qualche anno fa, ha continuato il pp, l'imputato - impiegato quale autista di un'azienda attiva nel settore degli alimentari - ha avuto due figli e beneficiato di aiuti statali per la sua famiglia. «Poteva tranquillamente cavarsela bene in Svizzera, e pure far fronte alle necessità dei suoi parenti rimasti in patria, senza spacciare cocaina. Ma probabilmente - ha continuato Respini - era più semplice piuttosto che lavorare di più. Poteva sicuramente darsi da fare diversamente, senza violare la legge. Invece non ha avuto alcuna remora, semplicemente perché era facile e veloce guadagnare soldi in quel modo». 

La sentenza sarà pronunciata nel corso del pomeriggio. 

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved