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08.09.2020 - 17:22
Aggiornamento: 19:40

Abusi e percosse, l'accusa chiede 3 anni e 9 mesi

La difesa si è invece battuta affinché il 55enne venga condannato a una pena detentiva non superiore ai due anni, sospesa con la condizionale. Domani la sentenza

Tre anni e 9 mesi di carcere. Questa la richiesta di pena formulata dal procuratore pubblico Pablo Fäh nei confronti del 55enne reo confesso comparso questa mattina di fronte alla Corte delle Assise criminali di Leventina. Le accuse nei suoi confronti sono quelle di atti sessuali con fanciulli e atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere. L’uomo, ricordiamo, ha indotto la figlia (5 anni ai tempi dei fatti) a toccarlo nelle parti intime. Si parla di tre episodi, ammessi già durante l’inchiesta e riconosciuti nuovamente oggi. «Ha agito per motivi egoistici, mostrando una personalità criminale» ha affermato il pp durante la sua requisitoria. «È vero che si trovava in un periodo difficile che può avere influito sulla commissione dei reati, ma era pienamente in grado di agire diversamente».  Il pp ha chiesto che l'uomo venga giudicato colpevole anche dei reati di vie di fatto e violazione del dovere d'assistenza o educazione (riferiti alle botte, calci e pugni, e agli oggetti scagliati contro la bambina e gli altri due figli). 

La parola è poi passata all'avvocata Maria Galliani, rappresentante dell'accusa privata. La legale ha sottolineando che «l'imputato non ha ancora capito la gravità di quanto commesso. Ha additato la moglie come l'origine di tutti i suoi mali. Questo non dimostra una piena presa di coscienza. Deve smettere di ritenere le circostanza dei familiari come la causa unica del fatto di essere in quest’aula». A titolo di risarcimento per il torto morale subito, Galliani, associandosi alla proposta del pp per quanto riguarda la pena («ha bisogno di una segnale forte e chiaro»), ha chiesto 4'000 franchi per la bambina e 1'000 franchi per ciascuno degli altri due figli. 

La difesa chiede una pena detentiva sospesa

La difesa, rappresentata dall'avvocato Marco Cocchi, non ha contestato i reati riguardanti la sfera sessuale. Per la commisurazione della pena, chiede tuttavia di considerare la scemata imputabilità di grado lieve rilevata dal perito di parte. «La difesa non cerca scusanti - ha voluto sottolineare l'avvocato, rimarcando la gravità dei fatti compiuti -. Vuole tuttavia che la Corte capisca il clima che si respirava in quella casa. L'imputato si è trovato in una spirale talmente negativa e buia della sua vita che lo ha portato a compiere quelle azioni, da lui stesso definite schifose.  Ripeto, non è una scusante, ma bisogna capire lo stato d'animo dell’imputato nonché il contesto familiare in cui si sono svolti i fatti». Il 55enne è stato descritto dal suo avvocato come un persona «estremamente fragile, emotivamente instabile, debole, ansioso, che negli anni indicati ha toccato il fondo. Si è sentito abbandonato dalla moglie (che a causa delle tensioni aveva deciso di andare a dormire nella stanza della bambina, ndr), sua unica certezza familiare dopo la morte della madre. Una moglie che non ha mai cercato di parlare e di aiutarlo a superare il suo malessere. Anzi, si è trovato davanti un muro, perdendosi e commettendo l’errore più grande della sua vita». 

Cocchi ha chiesto che la pena sia contenuta in al massimo 24 mesi di carcere sospesi con la condizionale per quattro anni. La condizionale, ha detto l'avvocato, è giustificata dal fatto che vi non sia un rischio concreto che il suo assistito commetta in futuro altri reati di natura sessuale. Dopo l'arresto, il 55enne era stato dietro le sbarre per circa 3 mesi, salvo poi essere scarcerato a condizione che iniziasse un percorso terapeutico per lavorare sulle sue fantasie sessuali. Un percorso che si è detto pronto a proseguire. 

Il legale ha inoltre chiesto che il suo assistito venga prosciolto dalle accuse di violazione del dovere d'assistenza o educazione, riconducibile alle percosse inflitte ai figli. «Il fatto è grave, ma agli atti non vi è prova di una concreta messa in pericolo dello sviluppo psichico e fisico dei bambini». L'avvocato non si è infine opposto alla richiesta di risarcimento formulata dall'accusa privata. 

La sentenza sarà pronunciata domani pomeriggio. 

 

 

 

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