Bellinzonese

Attacco a Rio de Janeiro, identificate tre persone

Nel frattempo il 73enne di S. Antonino, colpito da un proiettile che gli ha perforato un polmone, è stato trasportato in un altro ospedale

(foto tratta da internet)
1 gennaio 2020
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È stato trasferito in una struttura sanitaria privata il 73enne di S. Antonino rimasto gravemente ferito domenica a Rio de Janeiro dopo essere stato colpito da un proiettile che gli ha perforato un polmone: nel frattempo la polizia locale ha identificato tre persone sospettate di essere gli assalitori. Sono questi i nuovi dettagli riferiti dai media brasiliani che emergono a margine della brutta disavventura capitata all’uomo che si trovava in vacanza assieme alla compagna 64enne di Bellinzona, rimasta ferita a un braccio ma già dimessa.

Non è dato sapere se lo spostamento dell’uomo, nel frattempo raggiunto dai parenti, è stato possibile grazie a un miglioramento dello stato di salute. Fino a martedì le sue condizioni venivano infatti definite gravi ma stazionarie e i medici si dicevano fiduciosi dopo l’intervento eseguito. Martedì la donna è stata interrogata dalla polizia, a cui ha raccontato l’accaduto in una deposizione durata alcune ore.

Rispetto alle prime informazioni emerse, vengono precisati alcuni contorni. Ad esempio la coppia stava tornando (e non andando, come si era pensato in un primo momento) dalla città di Paraty, perché, dopo sei ore di ricerca non aveva trovato l’hotel dove avrebbe dovuto trascorrere la notte di San Silvestro.

La bellinzonese ha inoltre dichiarato che mentre si trovavano a bordo dell’auto non sono entrati nella favela ma, seguendo le indicazioni del navigatore satellitare, l’hanno solo affiancata. «L’incidente è avvenuto in un’area controllata da criminali che i turisti dovrebbero evitare», ha spiegato il portavoce della polizia militare Mauro Fliess all’agenzia di stampa Ap. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di sicurezza per capire cosa è successo nella zona dell’attacco ma si presume si sia trattato di un tentativo di rapina. Le persone identificate sarebbero infatti solite compiere rapine al Trevo das Margaridas, vicino alla scena del crimine.

Secondo i media locali, il console generale svizzero a Rio de Janeiro, Rudolf Wyss, ha annunciato in una dichiarazione di essere in contatto con le autorità brasiliane e di fornire il necessario sostegno alle vittime. Wyss non ha però fornito ulteriori particolari a tutela della privacy dei due cittadini elvetici. Il Dipartimento federale degli affari esteri ha dal canto suo confermato una visita in ospedale del console elvetico. 

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