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07.11.2019 - 05:50
Aggiornamento : 10:38

Ad Arbedo-Castione è in arrivo una gru acchiappaenergia

La gigantesca torre, che sfrutta la gravità per produrre e immagazzinare elettricità, vedrà la luce nel 2020. Sarà testata per due anni, poi sarà trasferita

È Arbedo-Castione il primo luogo sulla faccia della Terra dove sarà collaudata un’innovativa quanto gigantesca struttura, alta circa 130 metri, in grado di sfruttare la forza di gravità per produrre energia. Il progetto, una prima mondiale promosso dalla start up di Biasca Energy Vault Sa, prevede – su un sedime privato nella zona industriale tra la Coop di Castione e il raccordo autostradale – l’installazione di una torre sulla quale si ergerà una gru. La finalità? Produrre elettricità tramite il sollevamento e l’abbassamento di blocchi di calcestruzzo da 35 tonnellate che permettono, come delle enormi batterie, di immagazzinare l’energia cinetica.

Nel Comune del Bellinzonese, ci viene spiegato dall’Ufficio tecnico, è previsto una sorta di collaudo del prototipo della durata di 24 mesi, durante i quali non avverrà alcuna produzione di energia. Il periodo di prova si rende necessario al fine di permettere ai promotori di ‘testare’ tutto il funzionamento del processo (hardware, software, ecc). Dopodiché la torre, già ‘prenotata’ dall’azienda indiana Tata Power (società di servizi elettrici), sarà smontata e trasferita in India dove si prevede entrerà in funzione con la concreta produzione di energia.

Il meccanismo: l’energia cinetica viene ‘immagazzinata’ quando i blocchi vengono sollevati. Viene poi ‘custodita’ in cima alla gru e recuperata (anche dopo lunghi periodi) quando i blocchi di calcestruzzo vengono abbassati. La capacità di stoccaggio risulta flessibile, con quantità variabili (20-35-80 MWh).

Un potenziale riconosciuto

Energy Vault Sa ritiene che in questo modo sarà possibile ovviare ai limiti naturali (mancanza di vento o sole) di altre fonti di energia rinnovabile come il fotovoltaico e l’eolico. Una tecnologia rivoluzionaria, ispirata alle centrali idroelettriche: si basa infatti sugli stessi fondamenti della fisica e dell’ingegneria meccanica utilizzati in tali impianti, ma sostituisce l’acqua con particolari ‘mattoni’ da 35mila chilogrammi.

Ad immagine del potenziale dell’idea (con costo e impatto ambientale decisamente favorevoli rispetto a batterie agli ioni di litio che si limitano a durare per periodi relativamente brevi), c’è il prestigioso riconoscimento “Fast company’s 2019 world changing ideas awards”, assegnato durante la scorsa primavera alla start up ticinese per “una soluzione in grado di salvare il pianeta”. Complimenti erano giunti pure da Bill Gates. Lo scorso agosto, la SoftBank Vision Fund ha poi deciso di investire 110 milioni di dollari nel sistema ideato da Energy Vault.

Mercoledì l’incontro con i residenti

Al fine di avvisare la popolazione e fornire ulteriori dettagli, il Municipio ha organizzato una serata pubblica in programma mercoledì 13 novembre (ore 20) presso la sala del Consiglio comunale di Arbedo. All’incontro, unitamente al sindaco Luigi Decarli, presenzieranno il Ceo di Energy Vault Robert Piconi e l’ingegnere Andrea Pedretti (ideatore del progetto) i quali spiegheranno l’utilizzo nonché tutte le possibili applicazioni future della torre. Il giorno seguente alla serata pubblica sarà poi inoltrata la domanda di costruzione per la realizzazione della struttura che, dopo alcuni mesi di lavori, dovrebbe vedere la luce nel 2020.

Non potevamo dire ‘No’

Contattato dalla ‘Regione’, il sindaco di Arbedo-Castione Luigi Decarli mostra entusiasmo per il progetto. «Non avremmo mai potuto dire ‘No’ di fronte a un progetto del genere – afferma –. Il nostro Comune, oltre a beneficiare di tutta la visibilità che sicuramente genererà questa prima assoluta a livello mondiale, avrà la possibilità di agevolare lo sviluppo di una grande e importante innovazione in favore dell’ambiente. Con Energy Vault Sa – prosegue Decarli – il Municipio ha avuto diversi incontri nei quali è emersa la serietà e la trasparenza di ciò che sarà collaudato ad Arbedo-Castione. Che per il Comune non comporta nessun costo e, come ci è stato assicurato, neppure alcun rischio legato alle grandi dimensioni dell’edificio».

 

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