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A sinistra il sindaco di Quinto Valerio Jelmini, a destra quello di Airolo Franco Pedrini (Ti-Press)
30.10.2019 - 17:42

Anche il sindaco di Quinto lascia: 'Vent'anni bastano'

Valerio Jelmini non si ricandiderà alle Comunali 2020. 'Si chiude un ciclo, ricambio necessario per rilanciare importanti progetti nell'Alta Leventina'

E tre! Oltre a Roland David (Faido) e Franco Pedrini (Airolo), anche il sindaco di Quinto Valerio Jelmini ha deciso di non ricandidarsi alle elezioni comunali 2020 in programma il 5 aprile. Tre forestali di professione: sembra una coincidenza. E infatti a collimare sono anche le motivazioni. «Si chiude un ciclo – spiega alla 'Regione' Jelmini – che avevo cominciato all'età di 32 anni. Ora che vado verso i 52, posso dire che vent'anni di Municipio, di cui 12 come sindaco, possono bastare». Nella locale sezione Plr c'è chi ha tentato di farlo tornare sui suoi passi. «Mi ha fatto piacere – commenta il sindaco uscente – ma ho anche fatto capire che sul piano personale si percepisce bene quando si avvicina il momento di lasciare l'incarico a nuove forze. E quel momento, quando subentra la sensazione di 'abitudine', per me è arrivato. Insieme ai colleghi di Municipio e del Consiglio comunale ho affrontato con entusiasmo molte sfide, ma ora è giusto che siano altri a far maturare quelle che per vari motivi non sono decollate, nonostante l'impegno profuso». L'elenco è presto fatto: «Anzitutto l'aggregazione comunale dell'Alta Leventina. Noi vi abbiamo creduto, altri meno. Probabilmente, anzi sicuramente i tempi non erano maturi. Altri ci penseranno a partire dalla prossima legislatura, e se son rose fioriranno». A proposito di rose, anche la zona produttiva di Ambrì, dov'è in fase di realizzazione la nuova Valascia, non è decollata: «Un vero peccato. Alcune nuove attività si sono insediate, ma è mancato il grande rilancio. Negli anni si è parlato di serre per la coltivazione di rose, di una ditta per la produzione di pannelli isolanti di legno. Come autorità abbiamo fatto il possibile per sostenere queste iniziative, purtroppo non concretizzatesi. L'aggregazione forse potrà fare da propulsore per nuovi insediamenti». Ci sono però anche quelli andati in porto: «La nuova Valascia avanza; per la ristrutturazione dell'ex Sanatorio di Piotta, dov'è prevista l'accademia formativa e sportiva, abbiamo rinnovato la licenza edilizia; il rifacimento della centrale del Ritom è cominciato». L'Alta Leventina «ha molte carte da giocare, meglio se unita».

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