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05.08.2019 - 12:05
Aggiornamento: 14:59
di Marino Molinaro

Cento alberi a rischio motosega in viale Stazione

Bellinzona: il Verde Ronnie David lancia l'allarme e raccoglie firme. Il municipale Paglia: 'Necessario nell'ambito dei lavori, ma nulla è ancora deciso'

Il recente taglio di alcuni alberi cresciuti sul marciapiede dell’hotel Internazionale di Bellinzona potrebbe fare da preambolo a un esercizio ancora più incisivo nella parte alta e media di viale Stazione, dove a rischiare di subire la medesima sorte sono i 100 tigli e i sette ippocastani situati ai due lati della strada. Alberi che sfiorano il secolo di vita. A lanciare l’allarme con un post pubblicato oggi  su Facebook è il consigliere comunale dei Verdi Ronnie David: “Il Municipio – scrive – vorrebbe abbattere tutti i 100 tigli del viale Stazione quasi centenari! Alcuni sarebbero sostituiti con alberelli stile bonsai come nella parte bassa del Viale. Io credo che a questa ennesima follia da motosega occorra dire no! Voi cosa ne pensate? Ci date una mano a contrastare questo progetto?”. Dalle parole ai fatti: sempre via social, attraverso la piattaforma change.org ha lanciato la raccolta firme intitolata “Salviamo gli alberi di viale Stazione!”.

'Valutazioni corso'

Interpellato dalla ‘Regione’, il municipale Christian Paglia, capodicastero Opere pubbliche e ambiente, conferma che i 107 alberi sono in effetti a rischio sradicamento. «Una decisione – spiega – sarà presa nei prossimi mesi, probabilmente entro fine anno. Considerato il progetto complessivo relativo a viale Stazione, la decisione compete al Consiglio comunale cui sottoporremo un messaggio con la richiesta di credito per gli invesetimenti». Attualmente «stiamo allestendo i piani per procedere con il rinnovo infrastrutturale e stradale della parte media e alta», lavori che nei prossimi anni seguiranno quelli attualmente in corso in piazza Stazione per la realizzazione del nodo intermodale. «Da una parte – rileva Paglia – vi sarebbe l’intenzione di realizzare un arredo urbano simile a quello della parte bassa», dove nel 2015 sono stati posati 48 frassini distanti uno dall’altro 15 metri. «Se si andasse in questa direzione bisognerebbe togliere gli oltre cento alberi presenti da largo Elvezia in su», distanti uno dall’altro 4-5 metri (alcuni metri in più per i sette ippocastani situati sul marciapiede della sede di Postfinance). «Un altro aspetto da tenere presente – aggiunge il municipale – è lo stato di salute delle piante, ciò che sarà verificato tramite una perizia specialistica». Non da ultimo, il rifacimento infrastrutturale e stradale del viale «a dipendenza anche dello stato di salute delle sottostrutture già presenti quali tubature e collettori, rischia di richiedere interventi molto incisivi, estesi e profondi. In questo ambito la presenza di radici molto estese potrebbe rappresentare un problema. E a quel punto si dovrebbe giocoforza procedere col taglio degli alberi, che non sopravviverebbero alla ‘potatura’ delle loro radici». Tuttavia, come detto, «nulla è ancora deciso. Si potrebbe anche rinunciare ad avere un viale omogeneo da piazza Collegiata alla stazione e lasciare gli alberi come sono oggi, oppure eliminarne solo una parte. Tutto questo richiede ancora approfondimenti». Da notare peraltro «che nella parte bassa i 48 nuovi frassini oggi crescono dove prima non c’erano piante. E che in ogni caso i tigli e gli ippocastani, se tagliati, verrebbero sostituiti da frassini, sebbene in numero minore rispetto a oggi».  

'Appartengono a 4 generazioni di bellinzonesi'

Dal canto suo Ronnie David, interpellato dalla redazione, annuncia battaglia: «È inaccettabile anche solo l’idea che si debba procedere con le motoseghe contro un patrimonio arboreo che appartiene almeno a quattro generazioni di bellinzonesi. Stiamo parlando di piante che hanno impiegato 80-90 anni per crescere. E che attualmente svolgono perfettamente anche i compiti di arredo urbano e ombreggiatura, peraltro senza apparenti problemi per marciapiedi e strada a causa dell’apparato radicale». Di fronte a questa ipotesi di lavoro, «come Verdi contestiamo fermamente la prassi adottata dal Dop nella gestione dell’alberatura cittadina». D’altronde risale a due settimane fa un’interpellanza presentata dai Verdi sempre a Bellinzona dopo l’annuncio dell’eliminazione di quattro grandi cedri in piazza Stazione (due perché malati, due perché asimmetrici e poco stabili). “Dopo l’abbattimento di una dozzina di alberi trentennali in zona stadio, dopo l’eliminazione a causa di cantieri di decine di alberi in via Mirasole, dopo i tagli selvaggi delle alberature in viale Stazione, dopo diverse operazioni di dubbia necessità in Villa dei Cedri, è toccato ai quattro cedri di fronte alla stazione”, si legge nell’interrogazione. Cedri “maestosi e utili a proteggere quel comparto e i viaggiatori in attesa di prendere il bus”. Da qui la richiesta di fornire al Cc sia i rapporti scritti che attestino che i cedri indicati fossero effettivamente malati, sia il progetto definitivo che attesti effettivamente che non vi fosse necessità di tagliare le alberature presenti. Altra richiesta, fornire al Cc la strategia rispetto alle alberature urbane in città e spiegare le ragioni di così numerosi tagli, spesso passati sotto silenzio. Con una domanda finale: “Sono previsti altri tagli sul viale Stazione in futuro?”. La risposta, per ora, è ‘ni’.

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