La sede della Polizia cantonale a Roveredo
Roveredo
14.01.2016 - 19:420
Aggiornamento : 15.12.2017 - 17:09

Roveredo a muso duro contro la Polizia grigionese

Dopo le critiche piovute lo scorso settembre sulla Polizia cantonale dei Grigioni durante una serata organizzata a Grono dalla Regione Mesolcina sul tema della sicurezza – critiche rivolte al presunto accanimento degli agenti contro gli automobilisti della valle – la dose viene ora rincarata dal Municipio di Roveredo con una lettera inviata al consigliere di Stato Christian Ratgheb, capo del Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità.

Con l’intento di fronteggiare il ripetersi di furti e scassi – scrive il sindaco Alessandro Manzoni a nome del Municipio – lo scorso anno sono stati aumentati gli effettivi dell’organico della Polizia cantonale nel Moesano, segnatamente con agenti supplementari regolarmente presenti sul territorio del Circolo di Roveredo: “La sensazione è però che tali risorse vengano utilizzate prevalentemente in controlli della circolazione stradale, con conseguenti provvedimenti repressivi contro i nostri cittadini”. Da mesi la Bassa Mesolcina, in particolare Roveredo, “è confrontata con uno stato di polizia permanente, con blocchi stradali, appostamenti schermati, stazionamenti segreti, volti unicamente o prevalentemente a colpire gli utenti della strada”. Comprendiamo – sottolinea Manzoni – che dall’aumento di agenti ne consegua la necessità di una loro occupazione e di una relativa parziale copertura dei costi generati: “Non riteniamo tuttavia corretto che tutto ciò debba essere sopportato unicamente da una parte dei nostri cittadini residenti”.

Secondo il Municipio sarebbe più sensato, sebbene molto più impegnativo e probabilmente anche molto meno redditizio, “intensificare gli sforzi per contrastare i continui abusi nell’ambito del lavoro nero e sul rispetto delle norme lavorative da parte delle sempre più numerose ditte straniere e frontalieri presenti sul nostro territorio”. Da qui la convizione che i controlli di polizia risultino giustificati unicamente nella misura in cui perseguano prevalentemente scopi di prevenzione e non prettamente di natura repressiva ed economica. Conclusione: sollecitato dalla cittadinanza “esasperata e preoccupata per la situazione descritta”, il Municipio di Roveredo chiede di voler considerare una riforma del concetto di vigilanza sul territorio, allo scopo di ridurre le sensazioni di repressione e accanimento creatisi e recepite dalla popolazione”.

«Per noi la prevenzione è fondamentale, non siamo qui per dare la caccia a voi. Quando allestiamo un blocco c’è sempre qualcuno che ci dice che non era il momento o il
luogo giusto per eseguire controlli», aveva dichiarato il tenente William Kloter, caporegione della Cantonale, rispondendo lo scorso autunno alle critiche espresse dalla sala.

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