Davide Agosta
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23.12.2015 - 19:080

Casellario per italiani, Gobbi 'a rapporto'

«Ho offerto una strenna natalizia ai colleghi di governo». Scherza il direttore del Dipartimento istituzioni (Di) Norman Gobbi. Scherza, ma neanche troppo. Perché ieri, in occasione dell’ultima seduta di Consiglio di Stato, Gobbi ha tirato fuori dal ‘sacco di Babbo Natale’ l’atteso rapporto su una misura che ha fatto parecchio discutere negli ultimi mesi e che ha suscitato malumori a Berna e a Milano: la richiesta di presentare il casellario giudiziale per gli italiani che vogliono ottenere o rinnovare il permesso B (dimora) o G (frontaliere). «Un rapporto – spiega Gobbi alla ‘Regione’ – nel quale si fa il punto della situazione a circa otto mesi mesi dall’entrata in vigore della misura, nel quale si ecidenziano i casi in cui non sono stati concessi o rinnovati permessi di dimora o di lavoro per frontaliere. Si sono inoltre elencati i casi, in cui cittadini svizzeri o domiciliati in Svizzera un simile certificato devono presentarlo» e via dicendo. D’accordo. Ma in quanti casi il rilascio di un permesso è stato messo in dubbio? «La cifra rimane riservata. Tuttavia – continua il capo delle Istituzioni ­– la misura ha dimostrato di avere certamente un effetto dissuasivo. Ciò nonostate, alcune persone hanno presentato un casellario non pulito». Nessun invece parrebbe aver presentato ricorso: «È così: nessuno specifico reclamo ne ricorso al momento». Pure dell’altra misura introdotta qualche mese fa dal Di, quella che chiedeva di presentare anche il certificato di carichi penali pendenti per ottenere un permesso, si parla nel documento sottoposto ai consiglieri di Stato. «Quella misura rimane sospesa. Sospesa – sottolinea il ministro leghista – e non abrogata». Se ne parlerà, forse, più in là. Per quanto concerne il casellario invece si tira dritto? «Ora il rapporto è sul tavolo. Si tireranno le somme in gennaio, quando il Consiglio di Stato dovrà decidere in che direzione andare. Da parte nostra, come Dipartimento delle istituzioni siamo pronti a creare o modificare delle norme, in modo da disporre di basi legali necessarie che ci permettano di rendere definitiva la misura. Il tutto, senza discriminare nessuno: se qualcuno ha le carte in regola, il permesso lo ottiene comunque».

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