Bertille Bak pone al centro della sua ricerca l’essere umano, l’importanza dell’incontro e la questione del lavoro. Guidata nella sua pratica artistica da un sentimento di consapevolezza e al tempo stesso di empatia, instaura scambi con specifiche comunità, dimenticate e marginalizzate, delle quali condivide la quotidianità. Mediante il loro coinvolgimento diretto, crea una narrazione alternativa, utilizzando media quali il video, il disegno o l’installazione. Al di là dei cliché, evitando ogni atteggiamento pietistico, l’artista mostra da una prospettiva nuova realtà complesse, offrendo alle persone coinvolte la possibilità di raccontarsi in modo talvolta sovversivo o autoironico. Al confine tra documentario sociologico e fiction, realismo e burlesco, la sua produzione intreccia narrazioni personali e collettive, creando una “fabbrica di storie” che reinventano il quotidiano e offrono una forma di resistenza poetica di fronte alla durezza della realtà. In dialogo con l’esposizione di Bertille Bak, il Museo propone un focus sul traforo del Gottardo a partire dall’altorilievo Le vittime del lavoro di Vincenzo Vela.