Nella letteratura filosofica e nel dibattito pubblico, quando si discute di etica del voto
ci si preoccupa soprattutto del dovere di andare a votare e di quello di informarsi
prima del voto. Ma una dimensione fondamentale dell’etica del voto è come votare:
quali considerazioni dovrebbero avere in mente i cittadini di una società democratica,
quando scelgono fra diversi candidati o partiti? È legittimo che scelgano quelli che
presumibilmente favoriranno i loro interessi, o dovrebbero preoccuparsi del bene comune?
Oppure, ci sono altre considerazioni che dovrebbero entrare in gioco, come
ad esempio la promozione della parità di genere, o la fedeltà al proprio partito, anche
quando non si è d’accordo con il programma? Ed è legittimo che elettori diversi possano
votare in base a considerazioni diverse, oppure il fatto che ognuno voti avendo
in testa questioni diverse mina il senso stesso del voto democratico?