È il periodo tra le due guerre quello in cui Italo Valenti cresce e matura. Un periodo in cui amici artisti dipingevano scene di grande realismo mettendo in primo piano paesaggi sconvolti, battaglie e fucilazioni, donne piangenti e buoi squartati. Lui, però, sceglie di affidarsi alla visione interiore. Attinge nel suo intimo e cerca di riconquistare l’innocenza perduta; le sue tele sognanti ci parlano di aquiloni, trenini, maghe e biciclii incantati. Mano a mano il suo stile cambia; si fa sempre più stringato, asciutto, informale, fino ad approdare all’astrazione e alla tecnica del collage.