Fin dalla seconda metà del XIX secolo il cosiddetto "romanico lombardo" ha stimolato la curiosità dei pionieri della storia dell'architettura medievale: soprattutto i grandi cantieri di Milano, di Pavia, di Como, davano (e danno tuttora) la possibilità di esaminare monumenti complessi, innovativi per le epoche nelle quali furono costruiti e caratterizzati da un orizzonte culturale di ampio respiro, che si deve alle scelte della committenza.
L'intervento si soffermerà su alcuni "fossili-guida" importanti per comprendere il prorompente sviluppo dell'architettura religiosa nei due secoli dopo il mille, non solo in relazione a quelli che oggi sono i confini della Lombardia amministrativa: nel basso medioevo, infatti, per "Lombardia" si intendeva un'area molto più vasta, che si estendeva dalle Alpi Cozie fino al territorio di Mantova.