Una narrazione centrata sul tempo e la storia. Ferruccio ci conduce in un viaggio nel tempo tra pugili e orologiai, protestanti e cattolici, signori e contadini. Lui ne ha esperienza: da bambino dormiva nella stanza del tempo, lì dove suo padre aggiustava orologi, pendole e sveglie. Sa navigare nel mare della nostalgia, che è la sostanza che riempie lo spazio tra il tic ed il tac. Viaggiando nel tempo con il nostro narratore, resteremo stupiti nello scoprire un filo che lega la nascita dell'industria orologiera, la riforma protestante e la nostalgia, un filo made in Switzerland.
Lo spettacolo è un monologo storico, ironicamente autobiografico, scandito dalle composizioni acusmatiche di Mario Crispi, ispirate ai suoni del tempo.