KUDERMETOVA V. (RUS)
BENCIC B. (SUI)
12:00
 
KUDERMETOVA V. (RUS)
0 - 0
12:00
BENCIC B. (SUI)
WTA-S
EASTBOURNE GREAT BRITAIN
Winner plays Alexandrova.
Ultimo aggiornamento: 25.06.2019 11:09
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Regione Luganese Bellinzonese Locarnese Valle di Blenio
Categoria Musica Altro Arte Feste
Eric Gales Band
Piazza , Giumaglio
21.00

Electric Blues Rock Night

Serata "Electric Blues Rock Night" con Eric Gales Band, inizio concerto ca. ore 22.30. Opening-act Fabio Marza Band, inizio ore 21.

Star della serata: Eric Gales Band
Opening-act: Fabio Marza Band 

Eric Gales Band
Fenomeno mancino della sei corde
Eric Gales, nato a Memphis nel 1974, è cresciuto in una famiglia di musicisti. Già il nonno Dempsey Garrett suonava con Muddy Waters e Howlin’ Wolf e all’età di 4 anni i suoi fratelli Eugene e Manuel (Little Jimmy King) gli diedero i primi rudimenti chitarra. Il fatto curioso è che pensavano che Eric fosse mancino ed imparò a suonarla in tal modo, proseguendo fino ad oggi. Appena sedicenne incise il suo primo disco con il fratello Eugene al basso. Considerato da subito un ragazzo prodigio, è arrivato al suo 18° album. Eric Gales è uno straordinario cantante ed un eccezionale chitarrista, molto dinamico, tanto da essere paragonato a tutti gli effetti ad una sorta di nuovo Jimi Hendrix. Col tempo e soprattutto grazie a dischi quali “Middle of the road” e “The bookends” gli riuscì di scrollarsi di dosso questa “pur prestigiosa” nomea, dimostrando di avere uno stile del tutto personale. Siamo felici che anche per la seconda serata di Giumaglio avremo un “derviscio” della chitarra, pronto ad accendere gli animi con il suo poderoso sound e a incendiare il pubblico con assoli di chitarra simili a fuochi d’artificio. 

Fabio Marza Band
Dal blues rurale al sound sudista
La Fabio Marza Band nasce nel 2007 a Domodossola. Nel pieno della maturità artistica il leader Fabio Marzaroli guida la propria band in un percorso fatto di brani originali, in un repertorio che spazia dal blues rurale acustico al rock-blues elettrico di matrice tipicamente sudista, mantenendo un suono corposo, contraddistinto da momenti elettrici alternati ad atmosfere acustiche. In scaletta brani tratti dai recenti “You Know Me – live at Labirinto”, registrato nell’ottobre 2015 e “Nightmare” del 2016. Con il suono della Allman Brothers Band nel cuore, quindi con lunghe cavalcate chitarristiche che spaziano nella quasi totalità della musica americana ma, al contempo, con una visione attuale del Blues, la Fabio Marza Band si caratterizza nel panorama italiano anche per la simpatia del suo leader e per la sua duttilità che lo ha portato a collaborare e dividere il palco con alcuni dei più importanti interpreti del blues italiano, su tutti Alex Gariazzo (Treves Blues Band), loro produttore e Paolo Bonfanti, presenti anche nel citato “live”. Un concerto, quindi, all’insegna del grande rock blues che saprà riscaldare ogni tipo di pubblico, per una serata che si preannuncia davvero indimenticabile.

 

Offerta Backstage
Musica e specialità culinarie al “Vallemaggia Magic Blues”. Acquistando i biglietti "Speciale Backstage" potrete trascorrere una serata a fianco di organizzatori, sponsor, invitati e naturalmente le band che si esibiranno. Aperitivo dalle 19:30 e cena dalle 20.00 al prezzo di 90.00 CHF che comprende: l’ingresso ai 2 concerti sulla piazza, l’aperitivo e la cena con specialità alla griglia (bibite escluse). Posti limitati. Riservazione obbligatoria.

 

Prezzi e Informazioni
Apertura casse in Piazza:              ore 18.30
Entrata ai concerti sulla piazza:      20.00 CHF (prevendita) 25.00 CHF (cassa serale)
Ragazzi (fino a 12 anni):               gratis
Disabili con accompagnatore:         gratis
Offerta Backstage:                       90.00 CHF (prevendita(riservazione obbligatoria)
Ulteriori informazioni sotto:           www.magicblues.ch
Facebook:                                   www.facebook.com/magicblues

LuogoPiazza
Indirizzo / ViaGiumaglio
PrevenditaAcquista biglietti su Biglietteria
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FANTASIA ROCOCÒ – Aigner (direttore), Fröschl (violoncello), Upper Austrian Sinfonietta
Villa Carlotta , Tremezzo
17.30

Settecento e rivisitazioni: in questo programma l’Ouverture de Il Flauto Magico di Mozart è seguita da un brano di ispirazione mozartiana del 1876 del compositore russo Tchaikovsky su un tema neoclassico.

***

Eighteenth century and reinterpretations: in this program the Overture of The Magic Flute by Mozart is followed by a Mozart-inspired 1876 piece by the Russian composer Tchaikovsky on a neoclassical theme.

Upper Austrian Sinfonietta
Direttore: Peter Aigner
Solista: Judith Fröschl, Violoncello

Programma:

W.A. MOZART:
Ouverture dall’opera “Die Zauberflöte” KV 620

P.I. TCHAIKOVSKY:
Variazioni su un tema rococò, per violoncello e orchestra, op. 33
Tema – Moderato assai quasi Andante
Variazione I – Tempo del Tema
Variazione II – Tempo del Tema
Variazione III – Andante
Variazione IV – Allegro vivo
Variazione V – Andante grazioso
Variazione VI – Allegro moderato
Variazione VII – Andante sostenuto
Variazione VIII e Coda – Allegro moderato con anima

F. SCHUBERT:
Sinfonia N. 7 in si minore, D 759, “Incompiuta”
Allegro Moderato
Andante con Moto

LuogoVilla Carlotta
Indirizzo / ViaVia regina 2 , Tremezzina, Tremezzo
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Corsi estivi Lingue e Sport
Canton Ticino, Bellinzona
20.00

La fondazione Lingue e Sport, in collaborazione con l’Ufficio dello sport del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), presenta i corsi estivi 2019 con un programma ricco e completo che spazia dalle scuole dell’infanzia alle scuole medie. Le iscrizioni sono aperte sul sito www.linguesport.ch.

Durante le mattine si ripassano le materie scolastiche con docenti formati, mentre nei pomeriggi si pratica un’ampia scelta di discipline sportive con monitori Gioventù e Sport. Sono inoltre previste uscite e attività alla scoperta del territorio e della cultura ticinese.

Per i bambini che frequentano le scuole elementari sono proposti dei corsi settimanali presenti in 13 località con momenti di francese, attività scolastiche e numerosi sport. A Bellinzona si tengono anche i corsi Luglio Bimbi rivolti ai bambini che frequentano la scuola dell’infanzia.

Per i ragazzi che frequentano le scuole medie sono proposti dei corsi di due settimane consecutive, con o senza pernottamento. Durante le giornate sono svolte lezioni scolastiche al mattino, attività sportive al pomeriggio e animazioni di vario genere la sera.

LuogoCanton Ticino
Indirizzo / ViaBellinzona
PeriodoDal 01.07.2019 al 24.08.2019
GiorniTutti i giorni
Info0918145858
Prezzo CHF
Etàdai 5 anni ai 15 anni
Sito webVai al sito
Facebook Vai al link di facebook
landEscape
la rada, Locarno
18.00

(scroll down for the English text)

Attraverso la figura di uno dei principali artisti emergenti provenienti dal Ticino, Marco Scorti (Lugano, 1987, operante a Ginevra) questa esposizione intende ragionare su temi rilevanti nel rapporto tra artista, spettatore e il mondo in cui viviamo.

Si tratta in particolare dei concetti di paesaggio e di realtà e realismo: concetti solo apparentemente univoci, ma che a ben vedere – come tutto ciò che venga riletto tramite l’arte di oggi – vengono intesi in modo differenziato in base alla propria cultura ed anche alla familiarità con strumenti di rappresentazione, come ad esempio la pittura figurativa e il disegno di cui Scorti possiede un’evidente maestria. Per esempio è chiaro che ai non pittori, da circa un secolo e mezzo, la principale rappresentazione della realtà fattuale possa apparire la documentazione fotografica e video. In realtà un tecnico di quegli ambiti – per esempio un montatore video – ben sa quanto un fenomeno reale possa essere totalmente stravolto da un sapiente montaggio, ma anche già dalla scelta dei punti di ripresa, dalla loro combinazione e dei piani fotografici.

Artisti che oggi ci sembrano campioni del figurativo, come gli impressionisti, al loro nascere furono contestati in modo violento proprio perché accusati di non rappresentare “il vero”, in un tempo in cui l’attenzione per luce e colori percepiti non era ancora diffusa, come dopo il loro successo. E quando entriamo in una chiesa assai antica sicuramente leggiamo come anomale certe rappresentazioni fisiche, per esempio la lunghezza e le curve di dita assai assottigliate nell’arte antica d’influenza asiatica.

Riguardo al paesaggio, personalmente, come italiano, noto costantemente come dal Ticino “in su” esso venga vissuto quasi solo come montagne e boschi. Noi italiani invece pensiamo istintivamente al mare, a dolci colline e addirittura a paesaggi molto antropizzati, come i borghi rinascimentali. L’idea di paesaggio cambia anche col tempo. Per esempio nel cinema neorealista un paesaggio tipico è stata la campagna romana un po’ dimessa ma punteggiata di eccellenze architettoniche come gli acquedotti romani; oggi non più.

L’arte occidentale, che trovò riferimenti paesaggistici notevoli per esempio in Piranesi, nei suoi disegni delle rovine classiche, negli ultimi decenni fa percepire (giustamente) il valore estetico di fabbriche abbandonate e luoghi dove la natura lotta con l’uomo e sull’uomo, un po’ come nella “zona” nel film Stalker di Tarkovskij.

Interessante – tra l’altro – è che anche l’artista protagonista di questa esposizione all’interno dei suoi paesaggi inserisca costantemente tracce umane, come ruderi nella boscaglia ed elementi architettonici vernacolari o talvolta contemporanei.

Questi ragionamenti sono alla base dell’esposizione personale che come direttore della rada ho voluto offrire a Locarno a Marco Scorti. Lui ha gradito la proposta, ponendo alcune condizioni: principalmente che l’esposizione fosse curata solo da me e che come curatore avessi svolto un ruolo attivo nella composizione di alcune sue opere della serie «monumentale» denominata m.s.l.m. (metri sul livello del mare), addirittura suggerendo come modificare almeno uno dei pannelli che compongono quei grandi polittici e facendo in modo che due polittici si scompongano e ricompongano ibridandosi nelle due sale principali della rada. Questo per instaurare un dialogo/gioco con il curatore e per rendere l’opera “viva” e sempre in “evoluzione”, mai statica: come il nostro territorio, le stagioni e le condizioni climatiche mutano, anche i paesaggi di Scorti lo fanno a seconda del luogo espositivo, dell’interesse momentaneo dell’artista e di alcune scelte del curatore. Tre scelte ha a disposizione il curatore, due strutturali (separare, aggiungere o togliere pannelli ai polittici) e una a livello del soggetto. È anche un gioco sulla memoria dello spettatore che si interroga sull’originalità dell’opera o sul concetto di “copia”, visto che magari ha già avuto modo di vedere la stessa tela ma in una sua tappa precedente e in altro contesto, quindi leggermente o radicalmente cambiata. Importante dire che ogni tela per Scorti è un istante a sé, che nell’insieme forma una promenade con vari punti di vista, di luoghi messi assieme e unificati in una sola composizione. Più lo spettatore si avvicina alle tele, più può notarvi delle incongruenze, delle annotazioni e dei segni che rivelano il processo di costruzione e di ricerca nella pittura stessa.

In quest’esposizione è presente anche un’altra serie, nuova, di acrilici su tela di Scorti. Si tratta di lunghe e strette “feritoie” in cui un ambiente naturale viene sbirciato come tramite una fessura in un muro.

Qui il paesaggio può apparire come fuga, mentre la de/ricomposizione di paesaggi apparentemente reali in polittici già dipinti ed esposti da Scorti può essere letta come fuga da esso, da un determinato paesaggio, e dove anche l’ultima pennellata è forse una fuga concettuale, quella dalla ricerca della massima definizione possibile nel rappresentare ciò che l’artista vede.

L’esposizione si completa con singoli pannelli di polittici che in questa occasione tornano a Scorti “in prestito” dopo esser stati acquisiti da collezionisti e con poche piccole opere, anche gouache su carta.

Questa esposizione alla rada fa parte di Trunkenheit ohne Wein (Jugend ist) – verso di Goethe - programma espositivo focalizzato sulla giovane scena svizzera e supportato dalla fondazione svizzera Pro Helvetia.

L’esposizione si apre venerdì 21 giugno alle ore 18 in via della Morettina 2, Locarno, e sarà visibile fino a sabato 27 luglio, con ingresso libero e orario di apertura dal giovedì al sabato, dalle 14 alle 19, oltre che su appuntamento concordabile scrivendo a riccardo.lisi@larada.ch o chiamando i numeri +41 76 4391866 o +39 320 4866373.

Grazie alla collaborazione con la direzione del Locarno Festival, l’ultimo giorno di apertura, sabato 27 luglio alle 18, verrà inaugurato nel PalExpo/FEVI un particolare allestimento interno basato su dodici grandi stampe di opere di Marco Scorti, allestimento che si renderà visibile durante il Festival 2019, a luci alte.

- § -

Through the figure of one of the leading emerging artists from Ticino, Marco Scorti (Lugano, 1987, working in Geneva) this exhibition aims to reason about important issues in the relationship between artist, viewer and the world in which we live.

In particular, it deals with the concepts of landscape and reality and realism: concepts that are only apparently univocal, but which, on closer inspection - like everything that is reinterpreted through contemporary art - are understood in different ways according to the own culture and also to the familiarity with instruments of representation, such as, for example, figurative painting and drawing, of which Scorti has an evident mastery. For example, it is clear that for about a century and a half, the main representation of factual reality may appear to non-painters the photographic and video documentation. In reality, a technician in those fields - for example, a video editor - is well aware of how much a real phenomenon can be totally distorted by a skilful editing, but also by the choice of shooting points, their combination and the photographic planes.

Artists who today seem to us to be champions of figurative art, like the Impressionists, were violently challenged at their birth precisely because they were accused of not representing "the real", at a time when attention to light and perceived colours was not yet widespread, as after their success. And when we enter a very ancient church we certainly read as anomalous certain physical representations, for example the length and curves of fingers very thinned in ancient art of Oriental influence.

As far as the landscape is concerned, personally, as an Italian, I am constantly aware that from Ticino "upwards" it is lived almost exclusively as mountains and woods. We Italians, on the other hand, instinctively think of the sea, of gentle hills and even of very man-made landscapes, such as the Renaissance towns. The idea of landscape changes even over time. For example, in neo-realist cinema, a typical landscape was the Roman countryside, a bit modest but dotted with architectural excellence such as the Roman aqueducts; no longer.

Western art, which found remarkable landscape references in Piranesi, for example, in his drawings of classical ruins, in recent decades has (rightly) perceived the aesthetic value of abandoned factories and places where nature struggles with man, a bit like in the "zone" in the movie Stalker by Tarkovskij.

It is interesting - among other things - that even the artist who is the protagonist of this exhibition in his landscapes constantly inserts human traces, such as ruins in the bush and architectural elements that are vernacular or sometimes contemporary.

These arguments are the basis of the solo show that as director of la rada I’ve offered in Locarno to Marco Scorti. He liked the proposal, setting some conditions: mainly that the exhibition was curated only by me and that as curator I would played an active role in the composition of some of his works in the "monumental" series called m.s.l.m. (meters above sea level), even suggesting how to modify at least one of the panels that make up those large polyptychs and making sure that two polyptychs break down and recompose hybridizing in the two main rooms of la rada. This is to establish a dialogue / game with the curator and to make the work "alive" and always "evolving", never static: as our territory, the seasons and climatic conditions change, even the landscapes of Scorti do so depending on the exhibition space, the temporary interest of the artist and some choices of the curator. The curator has three choices at his disposal: two structural choices (to separate, add or remove panels to the polyptychs) and one at the level of the subject. It is also a game about the memory of the viewer who questions the originality of the work or the concept of "copy", since perhaps he has already had the opportunity to see the same canvas but in a previous stage and in another context, then slightly or radically changed. It is important to say that each canvas for Scorti is an instant in itself, which together forms a promenade with various points of view, of places put together and unified in a single composition. The closer the viewer gets to the canvases, the more he can notice inconsistencies, notes and signs that reveal the process of construction and research in the painting itself.

In this exhibition there is also another new series of acrylics on canvas by Scorti. These are long and narrow "slits" in which a natural environment is peered through a slit in a wall.

Here the landscape can appear as an escape, while the de/recomposition of seemingly real landscapes in polyptychs already painted and exhibited by Scorti can be read as an escape from it, from a given landscape, and where even the last brushstroke is perhaps a conceptual escape, that from the search for the maximum possible definition in representing what the artist sees.

The exhibition is completed with individual panels of polyptychs that on this occasion return to Scorti "on loan" after being acquired by collectors and with a few small works, including gouache on paper.

This exhibition at la rada is part of Trunkenheit ohne Wein (Jugend ist) - verse of Goethe - program of shows focused on the young Swiss scene, supported by the Swiss foundation Pro Helvetia.

The exhibition opens Friday June 21st at 6 p.m. in via della Morettina 2, Locarno, and will be visible until Saturday, July 27th, with free admission and opening hours from Thursday to Saturday, from 2 to 7 pm, as well as on appointment that can be made by writing to riccardo.lisi@larada.ch or calling the numbers +41 76 4391866 or +39 320 4866373.

Thanks to the collaboration with the management of the Locarno Festival, on the last day of opening, Saturday July 27th at 6 pm, a special setting up will be inaugurated in the PalExpo/FEVI based on twelve large prints of works by Marco Scorti, an installation that will be visible during the 2019 Festival, with high lights.

 

la rada - spazio per l’arte contemporanea, via della Morettina 2, Locarno

info: riccardo.lisi@larada.ch – www.larada.ch

+41 76 4391866 | +39 320 4866373

Luogola rada
Indirizzo / Viavia alla Morettina 2, Locarno
PeriodoDal 21.06.2019 al 27.07.2019
GiorniGi Ve Sa
EtàPer tutti
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Avviso chiusura strada forestale Gheggio Gardosa Tasp
Gheggio Gardosa Tasp, Semione
07.00

I Patriziati di Semione e Ludiano comunicano che dal 10 giugno al 26 luglio 2019 la strada forestale Gheggio / Gardosa / Tasp verrà CHIUSA nei giorni feriali dalle 7.00 alle 19.00 causa numerosi trasporti con autoveicoli pesanti destinati alle opere di pavimentazione tratta Gardosa-Garina

LuogoGheggio Gardosa Tasp
Indirizzo / Viamonti Semione e Ludiano, Semione
PeriodoDal 10.06.2019 al 26.07.2019
GiorniLu Ma Me Gi Ve
Info0794552105
La casa al lago
Lido Melano, Melano
20.00

Una mostra su progetto di Marisa Casellini coltivato nel tempo e che prende avvio dalla sua elaborazione di una cinquantina di ritratti di artisti di differenti discipline. In questa occasione, la mostra si trasforma da personale in evento collettivo, dove tutti espongono, performano, proiettano, cantano, danzano, dialogano tra loro. È in questo consiste il punto cardine di LA CASA AL LAGO: inventare un luogo per l'arte come punto di riferimento per scoprire, socializzare, creare insieme, esistere e resistere.
Pittura, calligrafia, fotografia, musica, installazioni, video, film, poesia e perfomance sono il palinsesto dell'evento estivo di Melano. Durante il periodo della mostra è previsto un calendario d'attività programmata dal Municipio e degli artisti stessi.
L’evento è coordianto da Al Fadhil.

LuogoLido Melano
Indirizzo / ViaVilla Santa Lucia, Melano
PeriodoDal 04.06.2019 al 28.07.2019
GiorniGi Ve Sa Do
EtàPer tutti
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Play with us. dall’arte popolare all’arte moderna
Hotel Hilton Molino Stucky , Venezia
08.00

Dall’11 maggio al 24 novembre 2019, nel cuore di Venezia, all’interno della suggestiva e prestigiosa cornice dell’Hotel Hilton Molino Stucky affacciato sul Canale della Giudecca, sarà presentata dal Museo Storico della Giostra di Bergantino l’installazione “Play With Us” Dall’arte popolare all’arte moderna con opere dell’artista Naby Byron e texture musicale di Max Casacci dei Subsonica, a cura del Prof. Gian Paolo Borghi, etno-antropologo ed esperto di tradizioni popolari.

L’esposizione si colloca in concomitanza alla 58° Biennale di Venezia e propone al pubblico una particolare e metaforica visione onirica dell’artista che vede al centro della sua narrazione inusuali cavalli da giostra.

L’esposizione, in collaborazione con l’Associazione UFO-Ultimi Futuristi, è realizzata con il patrocinio della Regione del Veneto, della Città di Venezia, del Comune di Bergantino, del Museo della Giostra di Bergantino, del MAF (Museo Mondo Agricolo Ferrarese), di Hilton Stucky Venezia e si colloca all’interno delle celebrazioni del Centenario dalla Fondazione del Gruppo Hilton.

Naby Byron si riappropria di alcune forme della cultura tradizionale adattandole alle aspettative del contemporaneo in una sorta di “provocazione – non provocazione” che mira a cogliere, attraverso le giostre, alcune sfaccettature di un denso percorso storico-antropologico. I cavalli da giostra, infatti, richiamano alla memoria antichi giochi rituali e arcaici di natura medievale.

Naby Byron, tuttavia, non si limita a scegliere artisticamente i cavalli ma, in forma simbolica, li rende liberi dai rigidi meccanismi delle giostre, proiettandoli lontani dalle tradizionali fiere di borghi e paesi in un contesto moderno e contemporaneo, i Luoghi dell’Altrove. Questo forte desiderio di libertà si traduce nella fusione in maniera simbiotica delle sue installazioni con la natura che le circonda. In altri termini, Naby si eleva a paladina di una nuova e rinnovata cultura del “gioco”, trasfigurando alcuni antichi significati nel mondo odierno e offrendoli all’ammirazione e alla disponibilità degli appassionati d’arte del terzo millennio.

Nello specifico “Play with us” Dall’arte popolare all’arte moderna è un’opera relazionale in cui il fruitore interagisce direttamente con l’installazione: i visitatori, infatti, sono invitati a montare sul cavallo e in questo senso il lavoro di Naby Byron rappresenta un’opera unica, in continuo divenire, in quanto cambia col cambiare dello spettatore che desidera mettersi in gioco.

L’esposizione si compone di una parte a “cavalli fissi” nella zona esterna dell’Hotel, e di una a “cavalli mobili” situati negli ambienti interni. Al fianco delle opere è prevista una videoinstallazione a cura del Museo e dell’artista, volta a descrivere per immagini e parole la poetica complessiva dell’evento. Sarà, inoltre, presente una “texture” sonora composta dal musicista Massimiliano Casacci, membro e fondatore dei Subsonica.

NABY

Naby Byron (nome d’arte) nasce a Bologna. Di famiglia borghese, vive la sua infanzia accanto ad uno dei più importanti allevamenti di cavalli d’Europa (allevamento che ha visto i natali della stirpe del trottatore Varenne). Memore dei lunghi pomeriggi passati ad ammirare gli allenamenti e la vita dell’animale più nobile del creato, Naby, laureatasi nel frattempo all’Accademia di Bologna, elegge il cavallo quale simbolo totemico delle sue prime creazioni artistiche, dapprima dipinti ed in seguito installazioni.

Avvicinatasi nel prosieguo di vita al mondo del collezionismo, ha costituito assieme ad alcuni collaboratori il Collettivo U.F.-o Ultimi Futuristi, al’interno del quale è conservato un vastissimo numero di documenti afferenti il Movimento Futurista di Filippo Tommaso Marinetti, altra grande fonte di ispirazione dell’artista soprattutto per quanto attiene al filone aviatorio, seconda passione di Naby Byron ed oggetto precipuo delle sue opere.                                                                               

Hanno curato per lei importanti mostre il critico d’arte Giuseppe Virelli, l’etno-antropologo Prof. Gian Paolo Borghi, lo storico del Futurismo Enrico Bittoto.

Ha esposto in Gallerie a Lucca (“Play With Me” presso Galleria olio su tavola), al PALP Museo di Pontedera (“Play With Me” all’interno della Mostra “Dalla Trottola al Robot”) e in concomitanza con la Biennale di Venezia presso gli ambienti dell’Hilton Molino Stucky all’isola della Giudecca (Installazione “Play With Us” promossa dal Museo dello Giostra di Bergantino).

Hanno collaborato con lei Marta Pederzoli, le Ceramiche Gatti di Faenza, Max Casacci dei Subsonica, il regista Luca Verdone.

Ha vinto diversi premi e riconoscimenti tra i quali ricordiamo il Premio Vergato Arte 2016 sotto la presidenza del Maestro Luigi Ontani.

INFORMAZIONI UTILI

TITOLO: “Play with us” Dall’arte popolare all’arte moderna

OPERE DI: NABY BYRON

A CURA DI: Prof. Gian Paolo Borghi

TEXTURE MUSICALE: Max Casacci dei Subsonica

PRESENTATA DA: Museo storico della giostra di Bergantino

DOVE: Hotel Hilton Molino Stucky - Giudecca 810, Venezia

INAUGURAZIONE: Sabato 11 maggio ore 17,30

DATE: 11 maggio - 24 novembre 2019

ORARI: orari di apertura dell’Hotel

WEB: nabybyron.com

FACEBOOK: https://www.facebook.com/PlayWithHus/

INGRESSO GRATUITO

PATROCINI: Regione del Veneto, Città di Venezia, Comune di Bergantino, Museo della Giostra di Bergantino, MAF (Museo Mondo Agricolo Ferrarese), Hilton Stucky Venezia.

IN COLLABORAZIONE CON: Associazione UFO-Ultimi Futuristi.

AGENZIA DI COMUNICAZIONE E UFFICIO STAMPA

Culturalia di Norma Waltmann

tel : +39-051-6569105 mob: +39-392-2527126

email: info@culturaliart.com web: www.culturaliart.com

facebook: culturalia – Instagram: culturalia_comunicare_arte

LuogoHotel Hilton Molino Stucky
Indirizzo / ViaGiudecca 810, Venezia, Venezia
PeriodoDal 11.05.2019 al 24.11.2019
GiorniTutti i giorni
Info0516569105
EtàPer tutti
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