Come nel 2023 per le Medie di Lugano Centro, il CdS ha istituito una commissione presieduta dall’ex procuratrice pubblica per fare luce sulla gestione del caso

“La conduzione dell’inchiesta disciplinare è stata affidata dal Consiglio di Stato a una commissione presieduta da una persona specializzata esterna all’Amministrazione cantonale, l'avvocata Maria Galliani”. È quanto spiega il Consiglio di Stato a ‘laRegione’ sul caso che da mesi scuote la Scuola media di Giubiasco, dove un docente 37enne è stato arrestato in marzo per reati sessuali commessi ai danni di alcune allieve minori di 16 anni, ora rinviato a giudizio davanti alle Assise criminali per i reati di violenza carnale, coazione sessuale, atti sessuali con fanciulli, somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose per la salute, messa a disposizione di un veicolo a motore a un conducente privo della licenza di guida.
Com’era già successo nel 2023 col caso analogo emerso nella Scuola Media di Lugano Centro, sarà dunque ancora l’ex procuratrice pubblica a coordinare le verifiche interne all’amministrazione cantonale – ufficialmente “contro ignoti funzionari”, ha spiegato settimana scorsa il governo – per capire come la situazione sia stata gestita dalla Direzione di sede e dal Dipartimento educazione, cultura e sport. Parliamo delle ripetute segnalazioni interne fatte nel corso degli ultimi dieci anni a carico del docente infine arrestato. Segnalazioni su suoi reiterati comportamenti ritenuti molesti e problematici nei confronti di colleghe e in occasione di eventi particolari come cene e uscite di classe e d’istituto. In sostanza si tratta di capire se e come la Direzione di sede abbia recepito il problema e reagito di conseguenza, idem i piani superiori del Decs. Ai quali – stando alla presidente del governo Marina Carobbio Guscetti – mai sono giunte segnalazioni sul suo conto.
Per Maria Galliani si tratta del secondo incarico in ambito scolastico su un tema delicato affidatole dal governo. Nel 2023, nel caso di Lugano, al termine delle verifiche era emerso che “non poche segnalazioni, relative ad atteggiamenti inadeguati, erano giunte al precedente direttore (in carica a quel tempo) da diversi docenti e terze persone” nei confronti di un docente, poi a sua volta divenuto direttore, infine condannato per reati sessuali commessi ai danni di due allieve sotto i 16 anni. Era stata accertata “una responsabilità del direttore in carica nel periodo preso in esame, la cui reazione è stata quella di non affrontare il problema anche e soprattutto con i propri superiori”, ossia la Sezione insegnamento medio. Il timore è che la stessa dinamica si sia ripetuta a Giubiasco nell’arco di dieci anni, sebbene il caso di Lugano abbia indotto il Cantone a rafforzare tre anni fa “la prevenzione e la gestione dell’ambiente scolastico e in particolare potenziare la sicurezza delle allieve e degli allievi contro ogni forma di violenza, oltraggio, brutalità fisiche o mentali, maltrattamento, molestie e abusi sessuali”; il tutto ad esempio introducendo l’obbligo di segnalazione da parte delle direzioni agli organi del Decs.