Ad eccezione dei bambini, la franchigia minima dovrebbe aumentare dagli attuali 300 a 400 franchi una volta che entrerà in vigore la modifica della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal), inviata oggi in consultazione dal Consiglio federale, che realizza una mozione adottata dal parlamento.
La modifica della LAMal è frutto di una mozione della Consigliera agli Stati Esther Freidli (UDC/SG) adottata definitivamente dal parlamento il 19 marzo 2025. L'obiettivo? Diminuire i costi della sanità favorendo la responsabilità individuale degli assicurati, spiega una nota governativa odierna.
La mozione prevede di aumentare l’importo della franchigia minima attuale, quando la quota di partecipazione ai costi degli assicurati (franchigia, aliquota percentuale e contributo ai costi di degenza ospedaliera) è inferiore a una determinata soglia, fissata al 13,5% delle prestazioni lorde (a livello svizzero) a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS).
Negli ultimi dieci anni, il tasso di partecipazione ai costi degli assicurati ha oscillato fra il 13,4 e il 13,9%. Con l’entrata in vigore della revisione, si prevede di aumentare in un primo tempo la franchigia minima da 300 a 400 franchi, con una possibilità di aggiustamento in funzione dell’evoluzione dei costi. Questo adeguamento avverrà grazie a una modifica dell’ordinanza sull’assicurazione malattie.
L’aumento della franchigia e il meccanismo di adeguamento hanno lo scopo di incentivare gli assicurati a ricorrere alle prestazioni mediche con maggiore parsimonia. Tali adattamenti che dovranno comunque essere moderati per evitare una rinuncia alle cure e una penalizzazione delle persone che soffrono di malattie croniche, sono volti a ridurre l’onere per l’AOMS, con una conseguente leggera diminuzione dei premi per l’assicurazione malattie.
L’ultimo aumento della franchigia risale al 2004, quando è passata da 230 a 300 franchi. Nel 2024, il 45% degli adulti ha scelto la franchigia minima e il 55 per cento una franchigia opzionale.
Come accennato, alla base di questo cambiamento vi è una decisione parlamentare basata su una mozione della "senatrice" Esther Friedli. In aula, ques'ultima ha giustificato il suo atto parlamentare con l'aumento costante dei costi sanitari a carico dell'assicurazione di base: dal 1996, entrata in vigore della legge attuale, gli oneri sono più che triplicati. Nello stesso lasso di tempo la franchigia è stata aumentata più volte, ma l'ultimo ritocco risale a oltre 20 anni fa.
Di fronte a consumi sempre più elevati delle prestazioni sanitarie, i quali causano un'esplosione dei costi, un aumento della franchigia permetterebbe di rafforzare la responsabilità individuale e la sensibilità ai costi della popolazione. Una simile misura contribuirebbe anche a ridurre il livello dei premi.
Nel corso dei dibattiti, il campo rosso-verde ha espresso il proprio disappunto, sottolineando che un incremento della franchigia minima, ora 300 franchi, rappresenterebbe uno schiaffo ai malati cronici, oltre a violare il principio di solidarietà. Già oggi molte persone non vanno dal medico, o ci vanno troppo tardi, per motivi economici. La proposta non farebbe altro che peggiorare le cose.
Secondo i detrattori della proposta, l'aumento della franchigia non permetterà di ridurre i costi della sanità, che dipendono dall'invecchiamento della popolazione e dai progressi delle tecnologie mediche.
Dal canto suo, la ministra della sanità Elisbabeth Baume-Schneider ha sostenuto la mozione, precisando però che l'aumento della franchigia resti moderato per essere sopportabile.