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Alte Centovalli, scritte senz'anima deturpano il paesaggio

Graffiti selvaggi sono spuntati negli ultimi tempi sulle infrastrutture pubbliche. Municipio preoccupato, più controlli per risalire a chi imbratta

11 dicembre 2023
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Muri e proprietà pubbliche imbrattate dalla vernice delle bombolette. Una piaga che non è mai sepolta. Ne sa qualcosa l’Amministrazione centovallina, alle prese con un riacutizzarsi del problema proprio di questi tempi. A essere preso di mira è in particolare il territorio dell’alta valle, dove quella che non si può propriamente definire arte di strada a colpi di bomboletta spray ha richiamato l’attenzione delle autorità comunali. Si tratta di graffiti il più delle volte apparentemente senza significato (fatta eccezione per qualche scritta a carattere politico o qualche dichiarazione di fede sportiva) esteticamente ‘non belli’. Naturalmente degli autori-imbrattatori nessuna traccia, per il momento almeno. Anche se sembrerebbe che il cerchio si stia stringendo attorno a un paio di sospetti. Disappunto per l’accaduto e disapprovazione non mancano. La rimozione di tutte le scritte e dei ‘geroglifici’ dai muri e dalle infrastrutture pubbliche richiede tempo (agli addetti alla pulizia) e denaro (dei contribuenti). Autorità e cittadini ritengono che non sia tollerabile lo sfregio sistematico di proprietà pubbliche e private.

Evitare che il degrado offuschi l’immagine di una valle a vocazione turistica

Cristina Tanghetti, capodicastero Sicurezza e ambiente, a questa problematica si è avvicinata sin dal suo insediamento in Municipio: «Dalla stazione della funivia di Verdasio fino a Camedo di questi ultimi tempi gli sprayer hanno moltiplicato i loro raid turbando e imbrattando il volto di una valle a vocazione turistica, attraversata da una strada internazionale (il che fa sì che chi lascia impronte del proprio passaggio nel comprensorio poi, non di rado, conceda il bis anche in valle Vigezzo o lungo la strada del Sempione). Sigle, slogan e disegni ai più sovente incomprensibili, privi di contenuto, che non dicono nulla e servono solo a saziare l’egotismo di qualche esibizionista. Ma soprattutto che stonano decisamente con il resto del paesaggio; particolare curioso, sono spuntati in più punti nottetempo e in luoghi interessati da lavori pubblici (ponti stradali e ferroviari appena rimessi a nuovo, muri in sasso accanto alla strada risanati, pareti di contenimento, ecc...). Un discorso che non vale solamente per le Centovalli, bensì altre realtà periferiche, come l’Onsernone. L’impressione è che gli autori si sentano quasi legittimati ad agire e che se non c’è un intervento da parte dell’autorità il degrado non potrà che peggiorare».

Spazi per la ‘vera’ street art

Da una parte, dunque, la necessità per l’autorità di prendere le dovute contromisure al problema (con maggiori controlli di polizia nelle fasce orarie notturne e l’obbligo, per i writer colpevoli, di ripristino e di ripulitura dei luoghi oppure di sostenere le spese o di rimborsare quelle sostenute); dall’altra, tuttavia, «la disponibilità dell’esecutivo a trovare eventuali soluzioni logistiche mettendo a disposizione spazi pubblici appositi e condivisi dove gli amanti della cosiddetta ‘street art’ (da non confondere con gli sgorbi vandalici) possano esternare la loro passione. Nel pieno rispetto degli spazi pubblici e del territorio» – conclude la nostra intervistata.

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