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Nubifragio di Lumino: dopo le prime opere, in arrivo le altre

La nuova grande vasca del riale Valentra, sorta in via Rampighetta in tempi record, è solo un assaggio. Il punto col sindaco Nicolò Parente

La nuova vasca di contenimento del riale Valentra realizzata al posto di quella in massi ciclopici demolita dalla furia dell’acqua
(laRegione)
7 agosto 2023
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La sera del 7 agosto 2021 e durante la notte una quarantina di abitazioni presenti nella zona collinare sud di Lumino venivano invase e danneggiate da fango e detriti fuoriusciti da due riali, il Bruga e il Valentra. Corsi d’acqua molto vicini fra loro, di dimensioni ridotte e all’apparenza innocui, ma ingrossatisi durante il forte temporale che nelle stesse ore, a pochi chilometri di distanza, comportava anche la devastazione delle scuole giubiaschesi del Palasio a causa della rottura dell’argine del riale Fossato. Torrenti secchi durante gran parte dell’anno, ma bombe a orologeria se messi sotto pressione dalla furia di eventi meteorologici estremi. Immediatamente le autorità di Bellinzona e Lumino sono corse ai ripari realizzando le opere più urgenti e avviando rispettivamente una radiografia completa sulla parte bassa dei riali giubiaschesi e un Masterplan conoscitivo e realizzativo per l’intero territorio collinare e pre-montano luminese le cui ultime opere di premunizione risalgono all’inizio degli anni ‘80. In pochi mesi il Fossato è stato quindi dotato di una massiccia sponda finale in cemento armato; e il Valentra, nel punto in cui ha sfogato sulla devastata via Rampighetta demolendo il vecchio muraglione fatto con massi ciclopici, di una nuova e più grande camera di trattenuta caratterizzata da spesse pareti in calcestruzzo alte quattro metri.


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La vasca Valentra prima che venisse distrutta durante il nubifragio. Da notare la ringhiera dell’abitazione


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La vasca Valentra come si presenta oggi. Notare il nuovo muro in beton che ha sostituito la ringhiera dell’abitazione

Venti situazioni da risolvere per 7 milioni

Nel settembre 2021 il Consiglio comunale aveva stanziato con clausola d’urgenza più di un milione di franchi: metà a copertura dei costi già sostenuti per gli interventi d’urgenza, l’altra metà per la ricostruzione appunto della vasca del riale Valentra e per la realizzazione di una trincea lungo il riale Buseno in via alla Cava. Otto mesi dopo il disastro, nella primavera 2022 il Municipio di Lumino ha quindi presentato la strategia, condivisa col Cantone, contro i disastri ambientali e nel contempo l’Ufficio cantonale dei corsi d’acqua ha aggiornato il Piano delle zone di pericolo. Obiettivo: incrementare la sicurezza generale delle aree abitate. Il Masterplan ha da subito indicato una ventina di situazioni da risolvere per un ammontare preventivato di circa 7 milioni di franchi, che dedotti i sussidi cantonali si ridurranno a 2,5 a carico delle casse comunali. Pure da considerare i contributi di miglioria che saranno richiesti ai privati. Oltre ai già citati torrenti le opere riguarderanno anche i riali Carrale di Cima e Val Grande, il fianco della montagna e le immediate vicinanze. Previste opere idrauliche, nuovi manufatti di trattenuta e il potenziamento degli esistenti.


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Il sindaco Nicolò Parente sul luogo del disastro

Progettazione di massima ultimata

Oggi, a due anni esatti da quella difficile nottata cui sono seguite giornate e settimane frenetiche per abitanti e autorità, quella prima visione strategica rappresentata dal Masterplan e approvata anche dal Consiglio comunale «rimane assolutamente valida ed è quanto il Municipio sta celermente portando avanti insieme all’introduzione di sistemi che consentono un accresciuto monitoraggio e previsione dello sviluppo dei fenomeni meteorologici e un sistema di allarme per la popolazione», ci spiega il sindaco Nicolò Parente. Il corposo documento «ha fatto da struttura portante alla progettazione di massima che nel frattempo è giunta al termine ed è al vaglio degli uffici cantonali. Se dunque le prime opere erano state messe in cantiere per risolvere le situazioni più urgenti, molto altro sarà realizzato nei prossimi mesi e anni, sempre con la ferma volontà di accorciare per quanto possibile i tempi».

Il ponticello sul Bruga e molto altro ancora

Il prossimo step, imminente, è il passaggio alla progettazione definitiva degli interventi individuati e quindi alla loro realizzazione. Un esempio in tal senso è il riale Bruga che, dopo lo stanziamento lo scorso maggio da parte del Legislativo di un credito di 410mila franchi, nei prossimi mesi vedrà l'ampliamento dell'alveo in corrispondenza di via Rampighetta dove il ponte sarà rifatto ex novo adattando in altezza anche la strada comunale e il raccordo con i terreni confinanti a valle e a monte. Il prossimo settembre il Municipio prevede poi di sottoporre al Consiglio comunale un ulteriore messaggio, il terzo, concernente soglie e briglie presenti in quota lungo il riale Valentra. Nella citata visione strategica del Municipio, rappresentata appunto dal Masterplan, vi sono poi due opere di una certa rilevanza dal punto di vista ingegneristico e finanziario – aggiunge il sindaco – ovvero le vasche di trattenuta la cui ubicazione è stata individuata nella parte più alta del territorio collinare, sul confine fra abitato e bosco, e con una funzione di primo filtro.


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Il ponticello Bruga il giorno dopo il disastro

Pulizia e manutenzione importanti

Un occhio di riguardo sarà poi riservato alla costante pulizia degli alvei e alla manutenzione delle infrastrutture: «Ne discuteremo col Consorzio manutenzione opere di arginatura Ticino e Moesa col quale siamo costantemente in contatto e che gioca un ruolo di prim’ordine». In questo ambito, aggiunge Nicolò Parente, una questione importante «è la cura del bosco, non al centro di particolari interventi negli ultimi decenni. Stiamo perciò anche lavorando, e siamo a buon punto, a un Piano di gestione forestale insieme ai preposti servizi cantonali». Non da ultimo, un ruolo lo giocano anche i vari proprietari dei fondi, ai quali sarà dedicata un'informazione puntuale sulle opere previste e su quelle collaterali che si renderanno necessarie per assicurare il buon funzionamento generale.

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